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Reato di minaccia (art. 612 c.p.): quando si configura, pena, procedibilità

Cos’è e quando si configura il reato di minaccia: la differenza fra minaccia semplice e aggravata, quando la minaccia è procedibile d'ufficio e cosa si rischia con una denuncia per minacce.

reato di minaccia cos'è e come viene punito
  • Il reato di minaccia è previsto dal nostro Codice penale, all’art. 612.
  • Si tratta di un reato comune, che può essere commesso da chiunque.
  • A seconda della gravità, può essere procedibile d’ufficio oppure no.

Il termine minaccia viene utilizzato per indicare un’intimidazione nei confronti di un altro individuo, che può essere di tipo verbale, oppure avvenire in forma scritta o con un gesto, dalla quale deriverebbe un danno ingiusto, come nel caso della minaccia di morte o di percosse

Può essere rivolta sia verso la persona sia verso il suo patrimonio: si tratta di un delitto contro la libertà individuale che ha un’entità tale da limitare la libertà psichica di un individuo e ha natura di pericolo: la minaccia può infatti costituire l’antefatto di una vera e propria lesione. 

Il reato di minaccia, che può essere semplice o grave, è disciplinato dall’articolo 612 c.p. e a differenza dell’ingiuria non è stato oggetto di depenalizzazione: ecco quali sono i requisiti di configurabilità, la pena prevista e il termine di prescrizione. 

Qual è la pena per il reato di minaccia?

Quando si configura il reato di minaccia? Il testo dell’articolo 612 c.p. recita che minacciare altri ad un danno ingiusto prevede la multa fino a 1.032 euro. Si può presentare una querela da parte della persona offesa.

Nel caso di minaccia grave o in presenza delle circostanze aggravanti che indicheremo di seguito, invece, il reato è:

  • procedibile d’ufficio, quindi denunciabile da chiunque ne sia a conoscenza;
  • punibile con la reclusione fino a 1 anno.

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Minaccia grave: circostanze aggravanti art. 339 cp

Quando una minaccia è grave? L’articolo 339 cp stabilisce quali siano le circostanze aggravanti dalle quali derivano pene maggiori, ovvero quando la minaccia viene commessa:

  • nel corso di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico;
  • con armi;
  • da persona travisata;
  • da più persone riunite;
  • con scritto anonimo;
  • in modo simbolico;
  • valendosi della forza intimidatrice derivante da segrete associazioni, esistenti o supposte.

Qualora fosse commessa da più di 5 persone riunite, con l’uso di armi, o da più di 10 persone, anche senza armi, sarebbe punita con la reclusione da 3 a 14 anni.

La gravità della minaccia non dipende unicamente dal contenuto o dallo strumento con la quale viene praticata, ma anche e soprattutto dallo stato di turbamento che genera nella vittima, dalle circostanze e dal coinvolgimento di altri soggetti. 

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Reato di minaccia: procedibilità e competenza

Il reato di minaccia è costituito dalla possibilità che si verifichi un danno ingiusto che ha un’entità così grande da limitare la libertà morale della vittima: un esempio grave di minaccia potrebbe essere quello in cui per intimidire qualcuno gli si dice “ti ammazzo”. Non rientrano, invece, nell’accezione di minaccia gli insulti o le imprecazioni

Come denunciare una persona che ti ha minacciato? Come regola generale, la minaccia è procedibile a querela da parte della persona offesa, che la può ricevere anche indirettamente, tramite la testimonianza di altri soggetti.

La querela può essere presentata dal vivo presso una stazione di Polizia o dei Carabinieri, oppure in forma scritta, rivolgendosi a un Pubblico Ministero, entro 90 giorni di tempo dall’accaduto.

Per il reato di minaccia semplice, la competenza è del giudice di pace, mentre per la minaccia grave spetta al tribunale in composizione monocratica.

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Il reato di minaccia è perseguibile d’ufficio?

Esistono dei casi nei quali il reato di minaccia diventa procedibile d’ufficio, ovvero quelli in cui venga commessa:

  • con armi;
  • da persona travisata;
  • da più persone riunite;
  • con scritto anonimo;
  • in modo simbolico;
  • per mezzo della forza intimidatrice di associazioni segrete;
  • tramite il lancio o l’utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti a offendere. 

Nel caso di minaccia aggravata, l’accaduto potrà essere denunciato anche dopo 6 mesi di tempo

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minaccia art. 612 cp

Reato di minaccia e remissione della querela

La legge dà a chi ha querelato qualcuno per il reato di minaccia la possibilità di perdonare il reo attraverso quella che prende il nome di remissione della querela: in altre parole, si tratta del caso in cui la vittima ritiri la querela

Per farlo ci si dovrà recare presso lo stesso ufficio nel quale era stata depositata la querela oppure davanti dal giudice, in occasione dell’udienza dibattimentale, durante la quale non sarà necessaria la presenza di un avvocato. 

La remissione della querela annulla definitivamente il reato: di conseguenza l’aggressore non sarà condannato in alcun modo. Esiste, infine, la possibilità di estinguere il reato attraverso una procedura che prende il nome di riparazione: vediamo di cosa si tratta. 

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Reato di minaccia e riparazione

Introdotta di recente dalla legge 103 del 2017, tradotta nell’articolo 162-ter c.p., la riparazione consiste nella possibilità di estinguere il reato di minaccia semplice, ma non quello di minaccia aggravata.

Il reato potrà dichiararsi estinto solo in caso di riparazione integrale del danno provocato dal responsabile: la dichiarazione dell’estinzione dovrà avvenire all’inizio dell’udienza dibattimentale, dopo che il giudice abbia sentito entrambe le parti. 

Ai sensi dell’articolo 1208 e seguire c.c., l’aggressore potrà liberarsi di ogni responsabilità dal reato commesso anche:

  • presentando un’offerta formale e reale di riparazione;
  • nei casi in cui l’offerta proposta non sia stata accettata dalla vittima, ma sia stata ritenuta equa alla riparazione del danno da parte del giudice. 

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minaccia cosa prevede il codice penale

Reato di minaccia e giurisprudenza 

La giurisprudenza è intervenuta diverse volte sul reato di minaccia: di seguito saranno elencate alcune delle sentenze più recenti sull’argomento e le massime espresse dalla Corte di Cassazione. 

Cassazione penale sez. V 20.3.2019, n. 17159:

Il reato di minaccia si concretizza con la prospettazione di un male ingiusto, idoneo, in considerazione delle concrete circostanze di tempo e di luogo, ad ingenerare timore in chi risulti esserne il destinatario, male che non può essere costituito dalla prospettazione di una legittima azione giudiziaria civile e dalla diffusione di notizie relative all’inadempimento negoziale commesso nei confronti dell’agente

Cassazione penale sez. I 27.1.2020, n. 3259:

Risponde del reato di minaccia chi arreca fastidio alla vicina mediante incisione di una croce sulla persiana e colpi sulla medesima persiana, in modo da porre in essere una condotta molesta – di certo non occasionale – idonea ad integrare il reato di cui all’art. 660 c.p

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Reato di minaccia – Domande frequenti

Quando si può denunciare per minacce?

Ci si può difendere dal reato di minaccia presentando una querela alle Forze dell’Ordine.

Quali sono le minacce punibili?

Una minaccia consiste nell’intimidire qualcuno in modo tale da limitarne la libertà morale: costituisce un reato presente nel Codice penale.

Quanto tempo ho per denunciare una minaccia?

La minaccia semplice deve essere denunciata entro 90 giorni di tempo, mentre per la minaccia grave lo si può fare anche dopo 6 mesi. Qualora si trattasse di una minaccia senza prova, si potrà sporgere una denuncia contro ignoti.

Quando si prescrive il reato di minaccia?

Il reato di minaccia si prescrive in 6 anni.

Quando una minaccia non è reato?

Il reato di minaccia non si configura nel momento in cui le parole pronunciate da un altro soggetto non siano idonee a procurare uno stato di turbamento in chi le riceve, anche per il tono utilizzato dall’interlocutore.

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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