Quali sono le scadenze fiscali per il regime forfettario nel 2026?
Ecco quali sono le date più importanti che i professionisti in partita IVA che rientrano nel regime forfettario o nel regime dei minimi devono assolutamente rispettare se non intendono incorrere in degli interessi.
- Come ogni anno, le scadenze fiscali sono un tema di particolare importanza per tutti i contribuenti.
- I professionisti che operano con la partita IVA e operano all’interno del regime forfettario sono tenuti a rispettare il consueto calendario delle scadenze.
- È possibile effettuare il pagamento di imposte e contributi dovuti sia in un’unica soluzione, sia a rate.
Le partite IVA che hanno scelto il regime forfettario devono pagare ogni anno l’imposta sostitutiva e i contributi previdenziali tramite un meccanismo di saldo e acconto.
Nei prossimi paragrafi faremo un recap sulle norme alla base del meccanismo che regola il pagamento delle imposte per i professionisti che hanno optato per la flat tax e per il regime dei minimi, ricordando quali sono tutte le scadenze fiscali del 2026.
Quali sono le scadenze fiscali per chi è in regime forfettario nel 2026?
Il cuore del calendario forfettario è il versamento dell’imposta sostitutiva, che nel regime agevolato sostituisce l’IRPEF ordinaria. L’aliquota è del 15% sul reddito imponibile, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività se ricorrono i requisiti di legge (art. 1, commi 54-89, Legge n. 190/2014, come modificata dalla Legge n. 208/2015).
Le scadenze sono tre:
- 30 giugno 2026: versamento del saldo 2025 e del primo acconto 2026 (o acconto unico, se inferiore alla soglia);
- 30 luglio 2026: finestra aggiuntiva con maggiorazione dello 0,40%, se si preferisce far slittare il pagamento del 30 giugno, a prescindere dalla motivazione;
- 30 novembre 2026: secondo acconto sull’imposta 2026.
Il pagamento avviene tramite modello F24, usando i codici tributo specifici per l’imposta sostitutiva del forfettario, distinti tra saldo e prima rata di acconto, come indicato nelle istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate al modello Redditi PF 2026.
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Rateizzazione pagamenti regime forfettario gestione separata INPS
Se il versamento in un’unica soluzione è difficile da sostenere, la legge consente di rateizzare il saldo 2025 e il primo acconto 2026 fino a un massimo di sei rate, da concludersi entro il 16 novembre 2026. Il secondo acconto di novembre, invece, non è rateizzabile e va versato in un’unica soluzione.
Per il 2026, il D.L. 89/2026 (c.d. Decreto Accise quater) ha prorogato al 20 luglio 2026 il termine ordinario di versamento per forfettari e soggetti ISA, senza alcuna maggiorazione, in deroga alla scadenza ordinaria del 30 giugno. Chi sceglie di pagare tra il 21 luglio e il 20 agosto applica invece una maggiorazione dello 0,80% – il doppio rispetto al 2025, quando era dello 0,40%. Conviene tenerlo a mente: se opti per la rateizzazione, la prima rata parte dal 20 luglio (data della proroga) e si arriva all’ultima entro il 16 novembre; dalla seconda rata in poi si applica un interesse dello 0,33% mensile.
Il calendario delle rate, per chi parte dalla prima scadenza utile del 20 luglio 2026, è il seguente:
| Rata | Scadenza | Note |
| I rata (saldo 2025 + primo acconto 2026) | 20 luglio 2026 | prima rata, nessuna maggiorazione |
| II rata | 20 agosto 2026 | sospensione ferragostana; interessi: 0,33% |
| III rata | 16 settembre 2026 | interessi: 0,33% |
| IV rata | 16 ottobre 2026 | interessi: 0,33% |
| V rata | 16 novembre 2026 | ultima rata disponibile |
Se invece preferisci iniziare a pagare già a giugno, senza aspettare la proroga, la prima rata cade il 30 giugno 2026 e puoi arrivare fino a un massimo di sei rate mensili, sempre entro il 16 novembre.
Nel modello F24, le rate si indicano compilando il campo “rateazione/regione/prov.” con il formato NNRR, dove NN è il numero della rata in corso e RR il totale delle rate scelte: ad esempio, 0106 per la prima di sei rate. Ricorda che la rateizzazione va scelta al momento della compilazione della dichiarazione, non si attiva da sola.
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Calendario contributi artigiani e commercianti
Se invece sei iscritto alla gestione artigiani e commercianti, il discorso cambia. Il contributo minimo obbligatorio si versa in quattro rate, indipendentemente dal reddito effettivo:
- 18 maggio 2026;
- 20 agosto 2026;
- 17 novembre 2026;
- 16 febbraio 2027.
Il contributo eccedente il minimale si aggiunge poi con saldo e acconti collegati al reddito dell’anno precedente, seguendo le stesse finestre temporali dell’imposta sostitutiva.
Questo punto è spesso sottovalutato da chi lavora in forfettario: le uscite previdenziali, per un artigiano o un commerciante, sono distribuite lungo tutto l’anno e non si esauriscono con i versamenti di giugno e novembre.
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Pagamento imposta di bollo fatture elettroniche
Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica è in vigore anche per i forfettari, per effetto dell’art. 18 del D.L. n. 36/2022. Una delle conseguenze dirette riguarda l’imposta di bollo: poiché le fatture dei forfettari sono sempre emesse senza IVA, ogni fattura di importo superiore a 77,47 euro è soggetta a un’imposta di bollo di 2 euro, ai sensi del D.P.R. n. 642/1972.
Con la fatturazione elettronica, non serve più andare dal tabaccaio. In fase di compilazione della fattura è sufficiente valorizzare a “SI” il campo “Bollo Virtuale” nel tracciato del documento; il Sistema di Interscambio (SdI) registra automaticamente il dato. È consigliabile inserire anche la seguente dicitura: “Imposta di bollo assolta in modo virtuale ai sensi dell’art. 15 del D.P.R. 642/1972 e del D.M. 17 giugno 2014”.
Il pagamento avviene con cadenza trimestrale, tramite addebito diretto sul conto corrente nel portale “Fatture e Corrispettivi”, oppure con modello F24 in modalità telematica. L’Agenzia delle Entrate elabora automaticamente le fatture elettroniche trasmesse al SdI e pubblica i risultati nel portale “Fatture e Corrispettivi”: l’Elenco A contiene le fatture correttamente assoggettate a bollo, mentre l’Elenco B include quelle che avrebbero dovuto riportarlo ma non lo fanno – quest’ultimo può essere modificato dal contribuente entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre.
Le scadenze trimestrali di versamento per il 2026 sono:
| Trimestre | Scadenza ordinaria |
| I trimestre (gen-mar 2026) | 1° giugno 2026 |
| II trimestre (apr-giu 2026) | 30 settembre 2026 |
| III trimestre (lug-set 2026) | 30 novembre 2026 |
| IV trimestre (ott-dic 2026) | 2 marzo 2027 |
Se addebiti il bollo al cliente, l’importo di 2 euro entra a far parte del tuo fatturato e viene tassato come reddito. Per questo motivo alcuni professionisti preferiscono non addebitarlo, considerandolo un costo a proprio carico. Nel regime forfettario non è comunque deducibile, poiché il coefficiente di redditività include già forfettariamente tutte le spese dell’attività.
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Codici tributo F24 forfettari: quali sono?
Tutti i versamenti del forfettario – imposta sostitutiva, contributi INPS e imposta di bollo – transitano dal modello F24, che va compilato con i codici tributo corretti. Un errore nel codice non è banale: il pagamento viene imputato al tributo indicato, non a quello che intendevi pagare, e la correzione richiede un’istanza formale all’Agenzia delle Entrate.
Imposta sostitutiva
I tre codici principali, istituiti con la Risoluzione n. 59/E dell’11 giugno 2015 dell’Agenzia delle Entrate, sono:
| Codice tributo | Denominazione |
| 1790 | Imposta sostitutiva regime forfetario – acconto prima rata |
| 1791 | Imposta sostitutiva regime forfetario – acconto seconda rata o unica soluzione |
| 1792 | Imposta sostitutiva regime forfetario – saldo |
Tutti e tre vanno inseriti nella sezione Erario del modello F24, indicando nell’apposito campo l’anno d’imposta di riferimento (es. “2025” per il saldo relativo all’anno precedente).
Contributi INPS
| Codice tributo | Denominazione |
| AP | Artigiani – saldo contributi |
| AF | Artigiani – acconto contributi |
| CP | Commercianti – saldo contributi |
| CF | Commercianti – acconto contributi |
| P10 | Gestione Separata – contributi sul reddito eccedente |
Quando presentare il modello redditi?
La dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2025 si presenta con il modello Redditi Persone Fisiche 2026. Le date ufficiali, comunicate dall’Agenzia delle Entrate, sono:
- apertura della presentazione: 15 aprile 2026;
- disponibilità della precompilata Redditi PF: dal 20 maggio 2026;
- scadenza per la presentazione: 2 novembre 2026.
Il forfettario compila il quadro LM, disponibile anche nella versione web del modello, il che semplifica la gestione in autonomia per chi ha una posizione fiscale senza particolari complessità. La precompilata, disponibile da maggio, è utile per verificare in anticipo i dati più delicati prima di procedere con il calcolo finale di saldo e acconti.
Approfondisci leggendo Modello Redditi Persone Fisiche 2026: cos’è, come si compila e quando va presentato
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