26 ago 2021
Diritto del Lavoro

Trattamento di fine servizio: a chi spetta

Come funziona il calcolo del TFS? A quali lavoratori è destinato? Scopriamo insieme come funziona il Trattamento di fine servizio e quali sono le differenze principali rispetto al TFR, il trattamento di fine rapporto.

Il trattamento di fine servizio (TFS) spetta ai dipendenti pubblici, i quali, a differenza dei lavoratori impiegati nel settore privato, potranno contare su diverse tipologie di liquidazione

Il TFS comprende infatti:


Il TFS viene liquidato a tutti i dipendenti pubblici con contratto a tempo indeterminato alla data del 31 dicembre 2000, nel caso in cui non abbiano optato per il il Fondo Pensione Complementare di categoria Espero per Scuola e AFAM e Perseo Sirio per tutti gli altri. 

Viene invece applicato in automatico il TFR (Trattamento di fine rapporto) nel caso di contratto a tempo determinato o indeterminato, successivo al 31 dicembre 2000


Come viene liquidato il TFS?


Il trattamento di fine servizio non necessita la presentazione di un’apposita domanda in quanto viene corrisposto in automatico al dipendente pubblico

Quest’ultimo potrà ricevere l’importo:


trattamento di fine servizio

Quando viene pagato


Il TFS si riceverà entro 105 giorni dalla cessazione del servizio per inabilità o decesso: si parla in questo caso di termine breve. 

Il termine sarà invece:


Sono previsti degli interessi di mora qualora non sia rispettato il termine dei 105 giorni (nel primo caso) o siano trascorsi 3 mesi nel caso in cui il pagamento debba avvenire dopo 12 o 24 mesi dalla cessazione del servizio. 

trattamento di fine servizio

Differenza con il TFR


La differenza principale tra il TFS e il TFR, ovvero il trattamento di fine rapporto, è relativa alla loro modalità di calcolo. Il TFS ha infatti carattere previdenziale, in quanto prevede che i contributi siano ripartiti tra datore di lavoro e dipendente. L’unica eccezione è rappresentata dall’Indennità di Anzianità, la quale è totalmente a carico del datore di lavoro. 

Di contro, il TFR corrisponde a un accantonamento del 6,91% della retribuzione utile, il quale viene rivalutato di una percentuale pari al 75% del tasso di inflazione, alla quale si aggiunge un 1,5%. 

La prestazione che sarà erogata al termine del servizio non sarà altro che la somma degli accantonamenti e delle rivalutazioni che sono stati capitalizzati ogni anno: il totale lordo sarà poi soggetto a tassazione separata ad aliquota media degli ultimi 5 anni d’imposta.

Come si calcola il TFS per i dipendenti pubblici?


Il calcolo del TFS dipende dalla tipologia destinata al lavoratore. Nel caso dell’Indennità di Buonuscita, l’importo si ottiene dividendo per 12 la retribuzione dell’ultimo anno di servizio

Si dovrà poi moltiplicare la cifra ottenuta per l’80% e il valore finale per il numero di anni di servizio

L’Indennità Premio di Servizio è al 3,6% a carico del lavoratore e al 2,5% a carico del dipendente: corrisponde a un quindicesimo dell’80% della retribuzione annua degli anni di servizio

Per il calcolo dell’Indennità di Anzianità, invece, si dovrà moltiplicare un dodicesimo del 100% delle voci che fanno parte dello stipendio e moltiplicarle per gli anni di servizio. Le somme ottenute saranno lorde e andranno dunque successivamente tassate. 

Trattamento di fine servizio – Domande frequenti


Quando viene pagato il Tfr nel pubblico impiego?

Il TFR per i dipendenti pubblici spetta in alcuni casi sulla base del momento in cui è stato firmato il contratto di lavoro: scopri quando avviene.

Chi ha il TFS?

Il TFS, ovvero il Trattamento di Fine Servizio, è un’indennità che spetta ai dipendenti pubblici al termine del servizio e che viene erogata direttamente dall’INPS. 


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