24 apr 2020
Diritto del Lavoro

Licenziarsi senza perdere la disoccupazione: come fare

Se mi licenzio ho diritto alla disoccupazione? In questa guida saranno presentati i casi in cui si riceve la NASPI in seguito a una dimissione.

Dimissioni
volontarie e disoccupazione





Una delle domande che ci si pone nel momento in cui si ha intenzione di dare dimissioni volontarie dal posto in cui si lavora è “se mi licenzio ho diritto alla disoccupazione? In genere la NASPI si riceve nei casi in cui in dipendente è stato licenziato dal datore di lavoro.





La buona notizia per i lavoratori che scelgono di lasciare il posto di lavoro, nonostante non ne abbiano un altro, poiché le condizioni sono divenute insostenibile è che ci sono delle possibilità di ottenere il sussidio alla disoccupazione anche nel caso di dimissioni volontarie.





In questa guida analizzeremo come funziona la NASPI proprio in relazione alle dimissioni volontarie, qual è la procedura da seguire, come si presenta domanda all’INPS per ricevere l’assegno di disoccupazione e come reagire contro eventuali contestazioni, che puntualmente hanno la tendenza ad arrivare.







Come
dimettersi e ottenere la disoccupazione





Quando è il lavoratore ha decidere di interrompere il rapporto lavorativo si parla di dimissioni, mentre il licenziamento si verifica nel caso in cui sia il datore di lavoro a recedere dal contratto di lavoro. In genere, quando un dipendente si dimette non ha diritto alla NASPI.





Tuttavia, esistono delle eccezioni, rappresentate dai casi in cui le dimissioni siano avvenute per giusta causa. Chi si dimette perché, per esempio, vuole guadagnare di più per la sua ambizione personale, non ha diritto alla disoccupazione.





dimissioni volontarie e disoccupazione




La NASPI non spetta neanche nei casi in cui ci si dimette:









Le motivazioni sono sicuramente legittime, ma non rientrano nella definizione di giusta causa. Cosa si intende, allora, con l’espressione “dimissioni per giusta causa”, con le quali si può avere accesso alla NASPI?





Il
licenziamento per giusta causa





Le dimissioni per giusta causa sono quelle legate a fattori che non dipendono dal lavoratore, ma che hanno reso le sue condizioni lavorative poco tollerabili. Vi rientrano, in particolare, i casi di:









dimissioni per giusta causa




Le motivazioni in elenco costituiscono le giuste cause che permettono al lavoratore di potersi dimettere e di avere accesso alla disoccupazione NASPI.





Rappresenta una giusta causa anche:









Come
dimostrare la giusta causa





Nel momento in cui un dipendente decide di dare le dimissioni, è tenuto a presentarle online: in fase di compilazione dell’apposito form, potrà essere indicato che il motivo per il quale si stanno verificando le dimissioni dal posto di lavoro è proprio la giusta causa. Anche se non è obbligatorio, il lavoratore ha la possibilità di specificare quali sono le ragioni della sua scelta nel campo Note del modulo.





In seguito alla presentazione della dimissioni, potrà essere inviata la richiesta della NASPI: in questa fase si dovrà specificare se la ragione per la quale non si lavora più è stata un licenziamento oppure una dimissione per giusta causa. La legge non prevede che il lavoratore debba esplicitare le motivazioni per le quali sta lasciando il posto di lavoro.





A questo punto, potrebbe accadere che ci sia la contrapposizione da parte dell’INPS, che potrebbe contestare il sussistere di una giusta causa. In tale ipotesi, si aprirebbe un contenzioso che porterebbe il dipendente a dover dimostrare che la ragione per la quale si è dimesso non è soggettiva, ma che ci siano state delle motivazioni scatenanti nell’ambiente di lavoro.





Come
fare a licenziarsi senza perdere la disoccupazione





Oltre alla situazione nella quale si dovrà indicare all’INPS la motivazione specifica per la quale sono state date le dimissioni, esiste anche un altro caso che permette al dipendente di non trovarsi nella situazione di poter perdere la disoccupazione. Di cosa si tratta?





Il sussidio di disoccupazione spetta, per legge, non solo a chi viene licenziato per il fallimento di un’azienda, per la riduzione del personale o per una momentanea situazione di crisi, ma anche nell’ipotesi in cui il licenziamento avvenga per motivi di tipo disciplinare.





In queste circostanze, si parla di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo. In pratica, il lavoratore viene licenziato:









I lavoratori più furbi, che non hanno giuste cause per le quali dimettersi, sfruttano questo escamotage, compiendo azioni poco encomiabili, come l’assenza ingiustificata dal posto di lavoro o azioni ben più gravi nei confronti di colleghi o del proprio datore di lavoro.





Disoccupazione
e lavoratrici madri





Come funziona, invece, la disoccupazione nel caso di lavoratrici madri? La legge prevede che nel periodo compreso tra la data di gestazione, quindi 300 giorni prima della data del presunto parto, e il primo anno di vita del bambino, la madre può dare le dimissioni senza perdere il diritto all’indennità di disoccupazione.





Dimissioni
durante il periodo di prova: si ha diritto alla NASPI?





Un altro caso che potrebbe verificarsi è quello di un dipendente che voglia dare le dimissioni durante il periodo di prova. Cosa succede in questa ipotesi? Si avrebbe in qualche modo diritto alla NASPI?





Anche
in una situazione come quella appena descritta si applicano le stesse
regole citate in precedenza, ovvero:





  1. se le dimissioni sono dovute a motivazioni personali del dipendente, allora quest’ultimo non avrà diritto ad alcun tipo di indennizzo;
  2. si potrà, invece, avere accesso al sussidio della disoccupazione nel caso in cui le dimissioni siano dovute a una giusta causa che impedisce la prosecuzione dell’attività lavorativa.




Quando
deve essere presentata la domanda di disoccupazione?





Dopo che il dipendente avrà dato le sue dimissioni, per giusta causa, la disoccupazione non viene erogata in modo automatico, ma se ne deve fare esplicita richiesta. Il primo luogo il lavoratore sarà tenuto a presentare ai Centri per l’impiego la DID, ovvero la Dichiarazione di Immediata Disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa.





La domanda per ottenere la disoccupazione deve essere inviata presso la sede INPS territoriale, ovvero quella relativa al luogo in cui si ha la residenza. Il lavoratore avrà a propria disposizione 68 giorni di tempo per inviare la richiesta dal momento in cui è avvenuta la cessazione del rapporto di lavoro.





Per quanto riguarda l’importo dell’indennità di disoccupazione, sarà pari:









Licenziamento
e disoccupazione – Domande frequenti





La disoccupazione NASPI spetta nel caso di dimissioni volontarie?

In genere la disoccupazione è prevista nel caso di licenziamento del lavoratore e non in quello in cui decide liberamente di dimettersi.

Se mi licenzio ho diritto alla disoccupazione?

Dipende, si ha diritto alla disoccupazione nel caso in cui le dimissioni siano per giusta causa, quindi non legate alla volontà soggettiva del lavoratore.

Se mi dimetto perché mi è arrivato una sola volta lo stipendio in ritardo, ricevo la disoccupazione?

No, è possibile dimettersi per giusta causa e ricevere la disoccupazione NASPI nel caso in cui non si ricevesse lo stipendio da un po’ e fossero stati accumulati degli arretrati.

Che differenza c’è fra dimissioni e licenziamento?

Le dimissioni si verificano nel momento in cui è il lavoratore a scegliere di interrompere il suo rapporto di lavoro, mentre il licenziamento quando la decisione viene presa dal datore di lavoro.