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Zone rosse nelle grandi città: cosa sono e come funzionano

zone rosse a cosa servono
  • Le zone rosse sono state introdotte su volontà del Governo.
  • Con la direttiva del 17 dicembre 2024, il Ministro dell’Interno Piantedosi ha infatti chiesto ai prefetti della città più grandi di individuare le cosiddette “zone rosse”.
  • Si tratta di aree urbane in cui i soggetti pericolosi con precedenti penali non possono entrare e dove, quindi, se ne può disporre l’allontanamento.

La sicurezza urbana è sempre più al centro del dibattito politico e dell’azione dell’attuale Governo, considerata anche la crescente attenzione dell’opinione pubblica ai fenomeni di microcriminalità che si verificano in città come Milano, Roma e altri grandi centri urbani.

Nell’ottica di dare maggiore impulso al contrasto di tali fenomeni, il Ministro dell’Interno Piantedosi ha diramato, in data 17 dicembre 2024, un’ordinanza rivolta ai Prefetti della Repubblica, ai Commissari del Governo per le province di Trento e Bolzano e al Presidente della Giunta Regionale della Valle d’Aosta, contenente indicazioni sulle iniziative di prevenzione e sicurezza urbana da adottare.

Tali iniziative, si legge nella direttiva, fanno seguito alle precedenti azioni volte ad assicurare il contrasto della criminalità e a garantire la piena fruibilità degli spazi pubblici (si fa riferimento, per esempio, ai progetti “Strade Sicure” e “Stazioni Sicure”). Tra queste, troviamo l’applicazione delle zone rosse: vediamo di cosa si tratta.

Cosa sono le zone rosse

La Direttiva è stata resa pubblica il 30 dicembre 2024, in occasione del Capodanno 2025, che ha visto le prime applicazioni delle indicazioni del Ministro. Il suo scopo principale è l’istituzione delle cosiddette “zone rosse“, cioè zone in cui si ritiene che la criminalità sia particolarmente diffusa.

Stiamo parlando di:

  1. stazioni ferroviarie;
  2. aree della movida;
  3. parchi pubblici;
  4. presidi sanitari;
  5. luoghi di interesse turistico, oltre alle aree specificamente riconosciute come “piazze di spaccio”.

Si tratta di uno strumento che ha trovato già applicazione negli ultimi 3 mesi del 2024, nelle città di Firenze e Bologna2. In queste aree, il Ministro dell’Interno invita i destinatari della direttiva ad agire insieme ai Sindaci e alle Autorità di pubblica sicurezza all’adozione di misure finalizzate alla riqualificazione ambientale e alla messa in sicurezza.

Le zone rosse non rappresentano, però, un obbligo, ma un’iniziativa lasciata alla discrezione dei singoli Prefetti, che devono tenere conto delle criticità presenti nelle rispettive città.

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Quali misure possono essere adottate nelle zone rosse?

All’interno delle zone rosse si può applicarsi il cosiddetto “daspo urbano”, cioè l’ordine di allontanamento e il divieto di accesso (ai sensi degli artt. 9 e 10 del D.L. 14 del 2017), che può essere esteso, in virtù di disegno di legge all’esame del Parlamento, a coloro che risultano denunciati o condannati, anche con sentenza non definitiva, nel corso dei cinque anni precedenti, per delitti contro la persona o contro il patrimonio commessi nelle aree interne o pertinenze di infrastrutture ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico.

L’art. 9 co.1  del D.L. citato prevede infatti che:

Fatto salvo quanto previsto dalla vigente normativa a tutela delle aree interne delle infrastrutture, fisse e mobili, ferroviarie, aeroportuali, marittime e di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, e delle relative pertinenze, chiunque ponga in essere condotte che impediscono l’accessibilità e la fruizione delle predette infrastrutture, in violazione dei divieti di stazionamento o di occupazione di spazi ivi previsti, è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 100 a euro 300. Contestualmente all’accertamento della condotta illecita, al trasgressore viene ordinato, nelle forme e con le modalità di cui all’articolo 10, l’allontanamento dal luogo in cui è stato commesso il fatto.

La misura del daspo urbano deve essere adottata “ogni qual volta il comportamento del soggetto risulti concretamente indicativo del pericolo che la sua presenza può ingenerare per i fruitori della struttura”.

Il daspo urbano è previsto anche per esercizi pubblici e locali di pubblico intrattenimento, lasciando ai Prefetti la discrezionalità di individuare gli spazi urbani maggiormente a rischio di episodi microcriminalità, ma anche atti di vandalismo e  “degrado ambientale”.

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Zone rosse: dubbi e criticità

Tale misura è però stata oggetto di pesanti critiche da parte delle associazioni che si occupano di persone in difficoltà e ai margini della società per via dell’ampia discrezionalità garantita alle forze dell’ordine e il rischio di comportamenti discriminatori nei confronti di persone con precedenti penali, oppure categorie a rischio come gli immigrati.

Inoltre, l’adozione delle zone rosse si pone in una dichiarata ottica di rafforzamento dei poteri di controllo e intervento delle Autorità di pubblica sicurezza, le forze dell’ordine, ormai al centro del dibattito politico da molti mesi.

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Dove sono state applicate le zone rosse

Le indicazioni di cui alla Direttiva sono già state applicate in occasione del Capodanno 2025, in particolare nelle città di Roma, Milano, Firenze, Bologna e Napoli. Nella città di Napoli, per esempio, sono state istituite quattro zone rosse per la sera del 31 dicembre 2024.

Le zone rosse nella città di Milano sono state individuate:

  • nelle zone della Darsena e dei Navigli, per via dell’alta concentrazione di movida;
  • in Piazza Duomo, per l’affluenza di turisti che vi si riversa;
  • nelle stazioni di Milano Centrale, Rogoredo e Garibaldi. 

Nella sola città di Milano sono stati circa 19 mila i controlli e 266 gli allontanamenti dalle aree urbane.

Si stima, complessivamente, che in tutta Italia siano state controllate complessivamente più di 41 mila persone, con l’emissione di 429 provvedimenti di allontanamento nei confronti di soggetti con precedenti per droga, furto, rapina e reati contro la persona. 

Il Ministro Piantedosi, in un’intervista al quotidiano QN ha dichiarato che l’applicazione di tali misure avrebbe migliorato anche la percezione della sicurezza in contesti particolarmente problematici e al question time tenutosi alla Camera dei deputati il 15 gennaio 2025 ha affermato che le zone rosse rappresentano uno “strumento in più per le forze dell’ordine nell’azione quotidiana di prevenzione che viene molto invocata dai cittadini“.

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Zone rosse e Giubileo 2025

Misure particolari sono, infine, previste per il Giubileo 2025, soprattutto per quanto riguarda le aree ad alta concentrazione di monumenti e siti religiosi e in quelle turistiche. 

In queste zone, viene incentivato il ricorso a provvedimenti prefettizi che vietano l’indebita permanenza a persone ritenute responsabili di attività illegali, disponendone l’allontanamento sul presupposto di un concreto pericolo per l’ordinato vivere civile.

Fonti:

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Avv. Rossella Russo
Esperta di diritto del lavoro e della previdenza sociale
L’Avv. Rossella Russo ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Napoli Federico II nel dicembre 2018 ed è iscritta all’albo degli Avvocati del Foro di Santa Maria Capua Vetere dal 2022. Nel 2023, ha frequentato il Master di II livello in diritto del lavoro presso l’Università degli Studi di Roma – La Sapienza. Si dedica principalmente al diritto del lavoro e della previdenza sociale e ha collaborato con studi legali operanti nel settore in ambito nazionale ed internazionale. Si occupa inoltre di diritto civile, con riferimento in particolare alla contrattualistica, risarcimento danni e tutela dei consumatori.
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