04 ott 2022
Diritto di Famiglia

Alienazione parentale: significato, sintomi, quando è reato, a chi rivolgersi

Cos'è la sindrome la alienazione parentale (PAS), come si manifesta, quali sono le possibili soluzioni per difendersi e a chi rivolgersi, quando si configura in un reato e le conseguenze che ne derivano.

Il rapporto tra genitori e figli viene solitamente indagato dal punto di vista psicologico, in quanto si è portati a puntare il dito e analizzare gli aspetti educativi e il legame che si instaura con i figli. 

Quando in famiglia si verificano situazioni difficili, che portano i coniugi a separarsi – se sposati – o ad allontanarsi se conviventi more uxorio, potrebbero verificarsi episodi di alienazione parentale, i quali potrebbero avere delle conseguenze negative per i figli

Nelle prossime righe ci soffermeremo sul concetto di alienazione parentale e su quali sono i casi nei quali potrebbe avere risvolti legali, a causa del verificarsi di illeciti.


Cos’è la sindrome di alienazione parentale (PAS)


Si parla di alienazione parentale quando uno dei genitori viola il diritto del figlio di poter avere un rapporto sano e continuativo con l’altro genitore e di avere la possibilità di portare avanti rapporti equilibrati non solo con lui, ma anche con i suoi parenti (per esempio i nonni o i fratelli e le sorelle, quindi gli zii). 

Ciò si verifica, nella maggior parte dei casi, quando i genitori non stanno più insieme, ovvero non convivono più sotto lo stesso tetto, e potrebbe manifestarsi con insulti e apprezzamenti denigratori nei confronti dell’altro genitore, o con accuse di trascuratezza e violenza nei confronti del figlio, da parte di quello che prende il nome di genitore alienante

Il genitore che viene preso di mira – ovvero il genitore alienato – diventa dunque oggetto di alienazione, allo scopo di allontanare il minore da lui con costanti espedienti psicologici. Il minore potrebbe infatti decidere di sua sponte di non voler più vedere l’altro genitore. L’alienazione parentale diventa così un illecito in quanto viola il diritto alla bigenitorialità.

alienazione parentale reato

Alienazione parentale e diritto alla bigenitorialità


Il diritto alla bigenitorialità è garantito dall’articolo 316 del Codice civile, nel quale viene precisato che:

Entrambi i genitori hanno la responsabilità genitoriale che è esercitata di comune accordo tenendo conto delle capacità, delle inclinazioni naturali e delle aspirazioni del figlio. I genitori di comune accordo stabiliscono la residenza abituale del minore.

In caso di contrasto su questioni di particolare importanza ciascuno dei genitori può ricorrere senza formalità al giudice indicando i provvedimenti che ritiene più idonei.

Il giudice, sentiti i genitori e disposto l’ascolto del figlio minore che abbia compiuto gli anni dodici e anche di età inferiore ove capace di discernimento, suggerisce le determinazioni che ritiene più utili nell’interesse del figlio e dell’unità familiare. Se il contrasto permane il giudice attribuisce il potere di decisione a quello dei genitori che, nel singolo caso, ritiene il più idoneo a curare l’interesse del figlio.

Il genitore che ha riconosciuto il figlio esercita la responsabilità genitoriale su di lui. Se il riconoscimento del figlio, nato fuori del matrimonio, è fatto dai genitori, l’esercizio della responsabilità genitoriale spetta ad entrambi.

Il genitore che non esercita la responsabilità genitoriale vigila sull’istruzione, sull’educazione e sulle condizioni di vita del figlio.

Nella pratica, anche in caso di separazione e divorzio, le decisioni relativi ai figli sono di competenza di entrambi i genitori, i quali dovranno occuparsi delle scelte relative alla sua istruzione, educazione, salute, oltre che della scelta della residenza e di tutto ciò che può riguardare il benessere dei figli. 

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Alienazione parentale e violazione art. 337 ter del Codice Civile


L’alienazione parentale in sé non è un reato, ma può portare a violare tutte quelle norme del Codice civile che riguardano il trattamento e il mantenimento dei figli. Può dunque trasformarsi in un illecito civile o sfociare addirittura nel penale. 

In particolare, è importante citare l’articolo 337 ter del Codice civile, titolato Provvedimenti riguardo ai figli, nei quali è possibile leggere che:

Il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.

Per realizzare la finalità indicata dal primo comma, nei procedimenti di cui all’articolo 337-bis, il giudice adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa. Valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati, determina i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all’istruzione e all’educazione dei figli. Prende atto, se non contrari all’interesse dei figli, degli accordi intervenuti tra i genitori. Adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole, ivi compreso, in caso di temporanea impossibilità di affidare il minore ad uno dei genitori, l’affidamento familiare. All’attuazione dei provvedimenti relativi all’affidamento della prole provvede il giudice del merito e, nel caso di affidamento familiare, anche d’ufficio. A tal fine copia del provvedimento di affidamento è trasmessa, a cura del pubblico ministero, al giudice tutelare.

alienazione parentale a chi rivolgersi

La responsabilità genitoriale è esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all’istruzione, all’educazione, alla salute e alla scelta della residenza abituale del minore sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice. Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, il giudice può stabilire che i genitori esercitino la responsabilità genitoriale separatamente. Qualora il genitore non si attenga alle condizioni dettate, il giudice valuterà grave detto comportamento anche al fine della modifica delle modalità di affidamento.

Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando:

1) le attuali esigenze del figlio.

2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori.

3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore.

4) le risorse economiche di entrambi i genitori.

5) la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.

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Alienazione parentale: conseguenze


I soggetti sui quali ricadono le reali conseguenze dell’alienazione parentale sono i figli, in modo particolare i minori, che subiranno non solo ingenti danni psicologici, ma saranno costretti a vivere una situazione di forte instabilità, anche dal punto di vista economico. 

Il genitore che crea una condizione di alienazione parentale, potrebbe subire delle conseguenze di tipo:


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Alienazione parentale – Domande frequenti


Come difendersi dall’alienazione parentale?

Nel caso in cui si fosse il genitore alienato che sta subendo l’alienazione parentale, si consiglia di rivolgersi a un avvocato familiarista e a uno psicologo esperto di dinamiche familiari. 

Come dimostrare l’alienazione di un genitore?

L’alienazione parentale può essere dimostrata mettendo in evidenza le difficoltà nell’incontrare i propri figli e le denigrazioni subite da parte dell’altro genitore.


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