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Pagamenti Cassa forense: quali sono le scadenze 2026?

Ecco quali sono le scadenze da rispettare in merito ai pagamenti dei contributi previsti per la Cassa Forense e i casi nei quali vengono applicate delle sanzioni.

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  • Le scadenze dei contributi previdenziali degli avvocati si dividono in contributi minimi obbligatori, versati in quattro rate annuali, e contributi in autoliquidazione tramite Mod. 5 e Mod. 5/TER.
  • Le scadenze fisse tornano ogni anno nelle stesse date – con proroga automatica al primo giorno feriale utile se cadono di festivo.
  • Rispettare questi termini evita sanzioni e interessi: conoscere il calendario previdenziale è il primo passo per una gestione corretta della propria posizione.

Ogni anno, gli avvocati iscritti alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense si trovano a fare i conti con una serie di scadenze che scandiscono il versamento dei contributi previdenziali. Il sistema è strutturato in due grandi filoni: i contributi minimi obbligatori, pagati a rate in date fisse, e i contributi in autoliquidazione, legati alla presentazione del Modello 5 e del Modello 5/TER. e queste scadenze con anticipo ti permette di pianificare la liquidità e di non incorrere in sanzioni o interessi per ritardo. In questa guida trovi tutte le date aggiornate per il 2026, con le relative istruzioni su cosa pagare e quando.

Quali sono i contributi minimi obbligatori

I contributi minimi obbligatori sono quelli che ogni avvocato iscritto alla Cassa Forense deve versare indipendentemente dal reddito prodotto nell’anno. Per il 2026 si compongono di tre voci principali:

  • il contributo soggettivo minimo: € 2.790,00 (intero); € 1.395,00 per gli under 35 nei primi sei anni di iscrizione;
  • il contributo integrativo minimo: € 355,00 (intero); € 177,50 per gli under 35 nei primi sei anni di iscrizione;
  • il contributo di maternità: importo fisso annuo, il cui ammontare per il 2026 sarà definito con delibera del Consiglio di Amministrazione e approvazione ministeriale – verrà richiesto con la quarta rata.

Questi contributi non sono legati all’andamento dell’attività professionale: vanno versati anche in anni in cui il reddito è zero o molto basso, salvo specifiche ipotesi di esonero o riduzione previste dal Regolamento Unico della Previdenza Forense. In particolare, l’art. 40 del Regolamento prevede la possibilità di richiedere l’esonero temporaneo dal contributo soggettivo minimo per un solo anno nell’intero arco di iscrizione, fermi restando gli obblighi relativi al contributo integrativo e di maternità.

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Quali sono le scadenze dei contributi che devono pagare gli avvocati?

Il pagamento dei contributi minimi avviene in quattro rate, con scadenze che si ripetono identiche ogni anno. Se una data cade di sabato, domenica o in un giorno festivo, il termine è automaticamente prorogato al primo giorno feriale successivo.

Le prime tre rate riguardano il contributo soggettivo minimo e il contributo integrativo minimo. La quarta include anche il contributo di maternità:

  • 1ª rata: 28 febbraio 2026;
  • 2ª rata: 30 aprile 2026;
  • 3ª rata: 30 giugno 2026;
  • 4ª rata: 30 settembre 2026 – comprensiva del contributo di maternità.

Gli avvisi di pagamento per le prime tre rate sono disponibili dall’11 febbraio 2026 nell’area riservata del portale www.cassaforense.it. Il pagamento può avvenire tramite PagoPA, oppure tramite modello F24: la scelta tra i due canali è irrevocabile e si applica a tutte e quattro le rate.

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Cosa cambia per pensionati di vecchiaia ancora iscritti all’albo

Per i pensionati di vecchiaia che proseguono l’attività professionale con iscrizione all’Albo, permane l’obbligo del contributo integrativo minimo nelle prime tre rate e del contributo di maternità nella quarta. Il contributo di maternità può essere versato alla scadenza del 30 settembre oppure, su richiesta, trattenuto sui ratei mensili di pensione tramite apposito modulo disponibile nella sezione “Modulistica – Contributi” del portale.

L’emissione straordinaria del 31 ottobre

Oltre alle quattro rate ordinarie, esiste un’emissione straordinaria fissata al 31 ottobre. Questa finestra è riservata a situazioni specifiche che esulano dal normale ciclo di rateazione.

Rientrano in questa emissione:

  • la contribuzione minima dovuta dai neo-iscritti in corso d’anno, ovvero da chi si è iscritto alla Cassa dopo il 1° gennaio;
  • le rateazioni di contributi minimi relativi ad anni precedenti, per chi ha definito un piano di rientro;
  • le rateazioni già concesse nell’ambito di accertamenti sanzionatori;
  • le rateazioni di istituti facoltativi, come la retrodatazione dell’anzianità contributiva o la contribuzione per iscritti ultra-quarantenni.

Scopri di più su Preventivo avvocato: da quando è obbligatorio?

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Qual è la scadenze dei contributi in autoliquidazione?

Il Modello 5 è la dichiarazione annuale con cui l’iscritto comunica alla Cassa i propri redditi professionali e il volume d’affari dell’anno precedente. Su questa base si calcolano i contributi soggettivo e integrativo in autoliquidazione, ovvero i contributi aggiuntivi rispetto ai minimi, commisurati al reddito effettivo. Per i redditi 2025 (Mod. 5/2026), l’aliquota del contributo soggettivo in autoliquidazione è del 12% fino al tetto reddituale di € 130.000,00, con un’aliquota del 3% sulla parte eccedente.

Il versamento dei contributi in autoliquidazione collegati al Modello 5 avviene in due rate di pari importo:

  • 1ª rata: 30 settembre 2026 (prorogata al primo giorno feriale utile se festivo);
  • 2ª rata: 31 dicembre 2026 (prorogata al primo giorno feriale utile se festivo).

La trasmissione telematica del Modello 5 ha una scadenza unica: entro il 30 settembre 2026 (prorogata al primo giorno feriale utile se festivo).

Questa data coincide con la prima rata di pagamento: è necessario quindi inviare la dichiarazione e versare contestualmente la prima tranche. Un ritardo nell’invio del Modello 5 espone l’iscritto a sanzioni amministrative, indipendentemente dall’avvenuto pagamento.

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Contributo integrativo in autoliquidazione: il Modello 5/TER

Il Modello 5/TER riguarda specificamente il contributo integrativo in autoliquidazione, calcolato sul volume d’affari IVA dichiarato nella misura del 4%, dedotto il contributo integrativo minimo già versato. È una dichiarazione distinta dal Modello 5 e prevede scadenze proprie.

Sia il versamento del contributo integrativo, sia la trasmissione telematica del Modello 5/TER devono essere effettuati entro il 30 settembre 2026

LEGGI pure L’avvocato può fare causa contro un ex cliente? (prorogato al primo giorno feriale utile se festivo).

Pagamenti Cassa forense – Domande frequenti

Quali sono gli importi dei contributi minimi Cassa Forense per il 2026?

Il contributo soggettivo minimo è pari a € 2.790,00 (ridotto a € 1.395,00 per gli under 35 nei primi sei anni). Il contributo integrativo minimo è pari a € 355,00 (ridotto a € 177,50 per gli under 35 nei primi sei anni). L’importo del contributo di maternità sarà definito con delibera del CdA entro la quarta rata.

Cosa succede se non pago una rata entro la scadenza?

La Cassa Forense applica sanzioni e interessi di mora. L’importo varia in base al ritardo e alla tipologia di contributo non versato.

Posso richiedere una rateazione se non riesco a pagare?

Sì, la Cassa Forense prevede piani di rateazione sia per i contributi minimi che per eventuali accertamenti. Le rate accordate rientrano poi nelle scadenze dell’emissione straordinaria del 31 ottobre.

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Gregorio Gentile
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