23 giu 2021
Consulenza

Che cos’è la querela di falso




La querela di falso nel Codice di procedura civile


L’articolo 221 c.p.c. stabilisce che 

“La querela di falso può proporsi, tanto in via principale quanto in corso di causa in qualunque stato e grado di giudizio, finché la verità del documento non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato.

La querela deve contenere, a pena di nullità, l’indicazione degli elementi e delle prove della falsità, e deve essere proposta personalmente dalla parte oppure a mezzo di procuratore speciale, con atto di citazione o con dichiarazione da unirsi al verbale d’udienza.

È obbligatorio l’intervento nel processo del pubblico ministero”.

Nella pratica, la querela di falso potrà essere proposta:


Nel primo caso il giudice dovrà richiedere se la parte che ha prodotto il documento ha intenzione di avvalersene in giudizio: si potrà aprire il giudizio sulla sua autenticità soltanto nel caso in cui la parte dichiari di voler utilizzare il documento in causa. 

querela di falso

Quali sono i presupposti della querela


La querela di falso si prefigge l’obiettivo di privare del suo valore probatorio un atto pubblico o una scrittura privata: il documento non potrà più far fede come prova di determinati rapporti. 

Ai sensi della sentenza della Cassazione n. 6375/1982 e della n. 8925/2001 in assenza di tali presupposti e qualora “si controverta soltanto su di un errore materiale incorso nel documento (configurabile nel caso di mera ‘svista’ che non incide sul contenuto sostanziale del documento, rilevabile dal suo stesso contenuto e tale da non esigere una ulteriore indagine di fatto), la querela di falso non è ammissibile“.

Tipologie di falsità


La falsità potrà essere di tipo:

  1. materiale, ovvero consistere nella contraffazione del documento o nell’alterazione dell’originale;
  2. ideologica: in questo caso a essere falso è il contenuto del documento.

La querela di falso potrà essere proposta da chiunque sia interessato a contrastare l’efficacia probatoria di un documento: in genere si tratta dei soggetti contro i quali il documento in questione potrà essere fatto valere. 

Come proporre la querela di falso


La querela di falso potrà essere proposta in qualsiasi grado e stato del giudizio, a patto che la verità del documento non sia stata già accertata dalla sentenza passata in giudicato

Potrà essere proposta per mezzo di un atto di citazione, oppure con una dichiarazione da aggiungere al verbale di udienza, sia in autonomia sia da parte di un avvocato munito di procura speciale

Tale atto dovrà essere sottoscritto, altrimenti sarà considerato inammissibile. La a querela dovrà inoltre contenere, a pena di nullità “l’indicazione degli elementi e delle prove della falsità”.

L’atto di citazione dovrà essere proposto al giudice del tribunale competente, in riferimento a quanto disposto dall’articolo 225 c.p.c., nel quale si legge che:

Sulla querela di falso pronuncia sempre il collegio.

Il giudice istruttore può rimettere le parti al collegio per la decisione sulla querela indipendentemente dal merito. In tal caso, su istanza di parte, può disporre che la trattazione della causa continui davanti a sé relativamente a quelle domande che possono essere decise indipendentemente dal documento impugnato”.

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Le fasi del procedimento


Nel momento in cui viene proposta la querela di falso, il giudice interpella la parte che ha prodotto il documento: questa fase viene chiamata interpello

Se chi ha prodotto il documento sceglie di non valersene in giudizio, la querela non potrà proseguire. In caso contrario, invece, se il giudice ritiene che il documento sia rilevante, potrà autorizzare la presentazione della querela di falso nel corso della stessa udienza o in una successiva. 

A seguire ci sarà la fase del verbale di deposito del documento che è stato impugnato, che avviene alla presenza del pubblico ministero e che descrive le condizioni nelle quali si trova il documento. Tale verbale viene firmato dal Gi, dal Pm e dal cancelliere, 

Il giudice ammetterà i mezzi istruttori necessari a verificare la falsità del documento, disponendone anche i modi e i termini di utilizzo. 

Ai sensi dell’articolo 226 c.p.c. il collegio ha comunque la possibilità di rigettare la querela di falso. In questo caso “ordina la restituzione del documento e dispone che, a cura del cancelliere, sia fatta menzione della sentenza sull’originale o sulla copia che ne tiene luogo; condanna inoltre la parte querelante a una pena pecuniaria non inferiore a euro 2 e non superiore a euro 20”. 

Nell’ipotesi in cui, invece, la falsità del documento fosse accertata dal collegio, ne sarebbe dichiarata la cancellazione totale o parziale o l’eventuale ripristino, rinnovazione o riforma.  

Querela di falso – Domande frequenti


Quando si può fare querela di falso?

La querela di falso potrà essere proposta in qualunque stato e grado di giudizio fino a quando la verità del documento non sia stata accertata con sentenza passata in giudicato.

Quali sono gli atti che fanno fede fino a querela di falso?

Si tratta degli atti che hanno valore probatorio, come un atto pubblico o una scrittura privata autenticata


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