Omicidio colposo: significato, esempio, pena
L'omicidio colposo è una particolare tipologia di omicidio, come si distingue da quello preterintenzionale e doloso. Scopri di cosa si tratta e come viene punito.
- In Italia, l’omicidio colposo è disciplinato dall’articolo 589 del Codice Penale.
- La pena base va da 6 mesi a 5 anni.
- Le pene aumentano drasticamente (fino a 10-12 anni o più) se l’omicidio è stradale o commesso in violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Immagina un incrocio deserto, un messaggio sul cellulare che vibra e un secondo di distrazione. Oppure pensa a un cantiere dove, per la fretta di chiudere i lavori, si decide di ignorare quel parapetto traballante. In nessuno di questi scenari c’è la volontà di fare del male, eppure l’esito è il più drammatico possibile: la perdita di una vita umana.
È qui che entra in gioco l’omicidio colposo. A differenza di un film d’azione dove il “cattivo” pianifica il delitto nei minimi dettagli, nell’omicidio colposo il protagonista è spesso una persona comune che ha commesso una leggerezza fatale, ha sottovalutato un rischio o ha ignorato una norma di sicurezza.
Ma dove finisce la sfortuna e dove inizia la responsabilità penale? In questo articolo faremo chiarezza nel labirinto delle definizioni giuridiche, analizzando non solo cosa significhi agire con colpa, ma tracciando un confine netto con le altre forme di reato che spesso creano confusione, omicidio preterintenzionale e omicidio doloso.
Cosa significa omicidio colposo?
L’omicidio colposo si verifica quando una persona ne uccide un’altra senza averne l’intenzione, ma a causa di una condotta imprudente, negligente o per l’inosservanza di leggi e regolamenti.
A differenza dell’omicidio volontario (dove c’è la volontà di uccidere), qui il “colpevole” non voleva l’evento morte, ma questo si è verificato perché non ha agito con la dovuta attenzione.
Perché si parli di omicidio colposo, il giudice deve riscontrare uno di questi tre elementi, che rappresentano i 3 pilastri della colpa:
- negligenza – mancanza di attenzione o trascuratezza (es. un medico che dimentica un ferro chirurgico nel paziente).
- imprudenza – agire con leggerezza esponendo altri a rischi inutili (es. guidare a velocità eccessiva sotto la pioggia).
- imperizia– assenza di preparazione tecnica in attività che richiedono competenze specifiche (es. un ingegnere che sbaglia i calcoli di un ponte).
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Esempi comuni di omicidio colposo
Tra gli esempi più frequenti di omicidio colposo, ci sono:
- incidenti stradali – è il caso più frequente in assoluto. Se un guidatore passa col rosso e investe un pedone, non voleva ucciderlo, ma ha violato il Codice della Strada;
- infortuni sul lavoro – quando un datore di lavoro non garantisce le misure di sicurezza e un operaio perde la vita;
- responsabilità medica – avviene nel momento in cui un errore diagnostico o chirurgico evitabile causa il decesso del paziente.
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Quanti anni prendi per un omicidio colposo?
La pena per omicidio colposo varia drasticamente a seconda di come e perché è avvenuto il fatto. Il Codice penale (art. 589) stabilisce dei binari precisi, ma i casi speciali (stradale e lavoro) possono far lievitare gli anni di carcere in modo considerevole. Ecco lo schema delle pene aggiornato.
Omicidio Colposo “Generico”
È l’ipotesi base (es. una distrazione fatale in casa o un errore professionale non specifico). Prevede la reclusione da 6 mesi a 5 anni. Se il colpevole causa la morte di più persone, la pena può arrivare fino a 15 anni.
Omicidio Stradale (art. 589-bis)
Qui la legge è diventata molto severa negli ultimi anni. La pena dipende dalla gravità dell’infrazione. Nel caso base, si applica la reclusione da 2 a 7 anni (es. passi col rosso o sei distratto dal cellulare). Per guida in stato di ebbrezza (lieve) o eccesso di velocità, sono previsti da 4 a 8 anni, che aumentano da 8 a 12 nell’ipotesi di guida sotto effetto di droghe o ebbrezza grave. Se il conducente scappa dopo l’incidente (commettendo il reato di omissione di soccorso), la pena aumenta da un terzo a due terzi e non può comunque essere inferiore a 5 anni.
Omicidio sul Lavoro
Se il decesso avviene perché sono state violate le norme antinfortunistiche o di igiene sul lavoro, si applica la reclusione da 2 a 7 anni. Questa soglia più alta serve a punire la mancata prevenzione da parte di datori di lavoro o responsabili della sicurezza.
Perché la pena può cambiare?
Oltre ai limiti minimi e massimi, il giudice valuta due fattori che “spostano” l’ago della bilancia:
- le Attenuanti -se l’imputato ha risarcito il danno prima del processo o ha avuto un comportamento collaborativo, la pena può diminuire;
- le Aggravanti – Se sono state violate più norme contemporaneamente o se ci sono precedenti, la pena sale verso il massimo previsto.
Differenza tra omicidio colposo e preterintenzionale
Il codice penale prevede la fattispecie di omicidio preterintenzionale all’art. 584 c.p. Questa si verifica quando un soggetto, con atti diretti a ledere e percuotere, realizza un omicidio. A norma dell’art. 43 c.p., si ha preterintenzione quando dall’azione o omissione deriva un evento più grave di quello originariamente voluto dall’agente.
Dunque, la preterintenzione si connota per
- un evento minore voluto;
- un evento più grave non voluto.
Il legislatore ha espressamente disciplinato due ipotesi di reato preterintenzionale, ovvero:
- l’omicidio preterintenzionale ex art. 584 c.p.;
- l’aborto preterintenionale.
Quanti anni di galera si rischiano per omicidio preterintenzionale? La sanzione prevista è molto gravosa: si prevede infatti l’applicazione della pena della reclusione da 10 a 18 anni.
Per approfondire l’argomento ti consigliamo anche di leggere: Incidente stradale e aggravante della guida in stato di ebbrezza

Cosa si intende per reato più grave non voluto?
Una delle domande che possiamo porci è cosa si intende con l’espressione “evento più grave di quello voluto”. Facendo l’esempio dell’omicidio preterintenzioale:
- chi agisce vuole realizzare il reato di lesioni o percosse;
- ma realizza in concreto l’omicidio, ossia un reato più grave, della stessa indole, non voluto.
Sul punto, si individuano tre orientamenti, di cui due presuppongono l’omogeneità tra l’evento più grave e quello voluto. Secondo un primo orientamento, affinché sussista l’evento più grave, la lesione realizzata deve porsi in rapporto di progressione con quella originariamente voluta: dunque l’oggetto della condotta illecita è lo stesso bene giuridico.
Secondo altro orientamento, invece, l’evento più grave presuppone che vi sia un rapporto di continenza tra l’offesa realizzata e quella voluta, di modo che quella voluta è contenuta ed assorbita da quella realizzata.
Un terzo orientamento, invece, afferma che non necessariamente deve esservi omogeneità, intesa come progressione o continenza, tra l’evento voluto e quello realizzato. La maggior gravità si valuta sul piano sanzionatorio.
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Che differenza c’è tra omicidio colposo e omicidio volontario (o doloso)?
La differenza fondamentale tra omicidio colposo e omicidio volontario (detto anche doloso) risiede tutta in un elemento psicologico: la volontà. Per spiegarlo in modo semplice: nell’omicidio volontario il colpevole “vuole” l’evento morte; nell’omicidio colposo, l’evento morte è un “incidente” causato da un comportamento sbagliato.
| Caratteristica | Omicidio doloso | Omicidio colposo |
| Intenzione | C’è la volontà di uccidere o di accettare il rischio concreto che avvenga | Non c’è nessuna volontà di uccidere |
| Causa | Il gesto è mirato a sopprimere una vita | Negligenza, imprudenza, imperizia o violazione di leggi |
| Esempio tipico | Sparare a qualcuno dopo una lite | Investire un pedone perché si stava guardando il cellulare |
| Pena base | Non inferiore a 21 anni (fino all’ergastolo) | Da 6 mesi a 5 anni (salvo aggravanti stradali/lavoro) |
Si parla di dolo, quindi, quando l’autore agisce con la precisa intenzione di provocare la morte di un’altra persona. Il dolo può essere:
- d’impeto – si uccide in un momento di rabbia improvvisa;
- premeditato – si pianifica l’omicidio nei minimi dettagli (aggravante che porta all’ergastolo).
- eventuale – non voglio uccidere, ma compio un’azione talmente pericolosa che “accetto il rischio” che qualcuno muoia (es. sparare in aria in mezzo a una folla).
Il “confine sottile”: colpa cosciente vs dolo eventuale
Questo è il punto che fa impazzire gli avvocati e i giudici nei tribunali, cioè il fatto che possa esserci dolo eventuale e colpa cosciente. Eccolo spiegato con un esempio:
- colpa cosciente – So che guidare a 100 km/h in città è pericoloso, ma sono convinto che, grazie alla mia bravura, non succederà nulla”: è omicidio colposo aggravato).
- dolo eventuale – Guido a 100 km/h in città e non mi importa se ammazzo qualcuno, accetto il rischio pur di arrivare prima” – è omicidio volontario.
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Il caso di Piazza San Carlo: omicidio colposo o preterintenzionale?
Un caso peculiare di omicidio preterintenzionale, che potrebbe sembrare un omicidio colposo al primo sguardo, è quello della finale di Champions League trasmessa a Torino, in Piazza San Carlo.
La giurisprudenza ha esaminato la fattispecie nella quale erano presenti i seguenti elementi:
- soggetto che intende porre in essere una rapina in danno di altro soggetto, in piazza, durante la proiezione della finale di Champions League;
- la rapina causa una concitazione generale;
- altro soggetto, diverso dalla vittima della rapina, muore calpestato dalla folla in tumulto.
Alla Cassazione sono stati posti due interrogativi:
- se un reato complesso, in cui la violenza è una componente, possa comportare un omicidio preterintenzionale;
- se è configurabile un omicidio preterintenzionale aberrante.
Rispetto al primo quesito, la Cassazione ha sostenuto la tesi positiva, ovvero che da un reato complesso, come la rapina, può derivare anche un omicidio preterintenzionale.
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Con riferimento al secondo interrogativo, la giurisprudenza ha invece sostenuto che: tra la condotta voluta, la rapina che contempla tra gli elementi costitutivi la violenza, in questo caso intesa come percosse, e quella realizzata, l’omicidio, vi è omogeneità tra l’offesa voluta e quella realizzata.
Dunque, non è integrato l’art. 82, ossia l’ipotesi di aberratio ictus per cui un soggetto risponde a titolo di dolo quando per errore nei mezzi di esecuzione offende una persona diversa da quella designata, e neanche l’art. 83, ovvero il caso di aberratio delicti, l’ipotesi in cui un soggetto risponde a titolo di colpa quando per errore nei mezzi di esecuzione realizza un reato diverso da quello voluto.
l’art. 82, in questo caso, è applicato congiuntamente all’art. 584 c.p.: la compatibilità si reputa ammessa in quanto il fatto commesso è, nel suo nucleo doloso (cioè gli atti diretti a ledere e percuotere), identico a quello voluto.
La condotta si snoda in due fasi:
- 1) nella prima fase, si imputa ex art. 82 c.p. il reato di lesioni o percosse che si è prodotto in danno di Caio, anziché di Tizio;
- 2) in una seconda fase, si imputa poi ex art. 584 c.p. la morte di Caio che è derivata come conseguenza non voluta del reato di lesioni o percosse.
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