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Cosa succede a un conto corrente cointestato in caso di morte?

In questa guida analizzeremo cos'è il conto corrente cointestato e cosa succede in caso di morte del cointestatario, per esempio del coniuge, di un genitore o di un figlio.

conto corrente cointestato in caso di morte
  • Il conto corrente cointestato è una tipologia di conto corrente intestata a due o più persone: può essere a firma congiunta o disgiunta.
  • In caso di morte di uno dei cointestatari si apre la successione, con diverse conseguenze a seconda che sia a firma congiunta o disgiunta.
  • Nel caso di prelievo integrale delle somme sul conto corrente cointestato a firma congiunta, senza il consenso di uno dei cointestatari, è possibile configurare anche anche una responsabilità penale.

Il conto corrente cointestato segue specifiche regole, che possono essere in parte diverse a seconda che il conto sia a firma congiunta o disgiunta.

In caso di morte di uno dei cointestatari, possono sorgere molteplici problemi legati alla successione ereditaria. In questa evenienza, infatti, potrebbe anche risultare impossibile prelevare dal conto.

Nel seguente articolo ti spieghiamo quali sono le conseguenze dell’apertura della successione. Ti indicheremo:

  • cosa cambia tra conto a firma congiunta e a firma disgiunta quando muore uno dei cointestatari;
  • quando è possibile prelevare e in che limiti;
  • in quali casi può configurarsi una responsabilità penale dei cointestatari superstiti. 

Come funziona il conto corrente cointestato

Il conto corrente è normalmente considerato un contratto tra due parti, di cui una è la banca. Può avere come controparte uno o più soggetti: in questo secondo caso, si parla di conto corrente cointestato.

Il conto corrente cointestato può essere:

  1. a firma congiunta, quando le operazioni possono essere effettuate solo con l’autorizzazione di ciascuno dei cointestatari;
  2. a firma disgiunta, quando le operazioni possono essere eseguite da ciascuno dei correntisti autonomamente, senza l’autorizzazione degli altri cointestatari.

A seconda che il conto corrente sia a firma congiunta o disgiunta, si applicano norme parzialmente diverse, in particolare per quanto riguarda la successione. Con ciò si intende il caso in cui uno dei cointestatari muoia in corso di rapporto. Vediamo cosa può accadere.

Potresti approfondire l’argomento leggendo anche: Quali sono i rischi del conto corrente cointestato

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Successione nel conto corrente cointestato: come avviene

La successione nel conto corrente cointestato presuppone una procedura specifica e il possesso di alcuni documenti che gli eredi devono presentare alla banca.

Questi documenti sono:

  • la dichiarazione di successione, che deve essere inoltrata entro un anno dalla morte del titolare, oltre che alla banca, anche all’Agenzia delle Entrate, ad opera degli eredi e dei loro delegati;
  • la dichiarazione sostitutiva autenticata da un pubblico ufficiale. Questa, in caso di successione testamentaria e se il patrimonio supera i 100 mila euro, deve essere effettuata obbligatoriamente da un notaio;
  • l’accettazione dell’eredità, eventualmente con beneficio dell’inventario. Questa è necessaria per consentire la successione nel conto corrente cointestato;
  • il verbale della pubblicazione del testamento.

Cosa contiene la dichiarazione di successione

Nella dichiarazione di successione devono essere indicati i seguenti dati:

  • dati anagrafici del defunto e degli eredi;
  • descrizione dettagliata del valore di tutti i beni e diritti che sono soggetti ad imposta;
  • i conti correnti bancari e gli investimenti finanziari, ad eccezione dei titoli di Stato o di altri titoli equivalenti.

Ti potrebbe anche interessare leggere: Successione del conto corrente

Decesso cointestatario conto corrente firme disgiunte

Nel precedente paragrafo abbiamo accennato al problema che intendiamo trattare nel presente articolo, cioè l’ipotesi in cui uno dei cointestatari deceda. In questo caso, si apre la cd. successione: è necessario dunque distribuire il patrimonio del soggetto defunto, che può avvenire:

  1. o secondo le disposizioni di legge – successione legittima;
  2. o secondo quanto disposto per testamento – successione testamentaria.

La successione si apre nel momento e nel luogo in cui muore il titolare del patrimonio. In presenza di conto corrente cointestato, è necessario procedere con una dichiarazione di successione, se il conto è a firma disgiunta

Ecco qual è la prassi:

  • la banca è tenuta a bloccare, o meglio, a congelare solo la parte delle somme presenti sul conto spettante agli eredi;
  • la restante parte delle somme presenti sul conto è oggetto di libera disposizione ad opera dell’altro cointestatario. In genere, si ritiene che sia congelato circa il 50% delle somme presenti, tuttavia, laddove sussistano incertezze, la banca può anche decidere di tenere congelata l’intera somma.

Il conto corrente, poi, non può essere utilizzato dagli eredi fino alla chiusura della successione. In caso di conto corrente a firma disgiunta, però, il cointestatario può prelevare l’intera giacenza, assumendo su di sé la responsabilità di procedere a dividere la somma e restituirla ai coeredi.

Questo, per esempio, accade quando l’altro cointestatario era un coniuge o comunque un parente che, quindi, è anch’egli erede. A tal proposito, si è soliti parlare di cessione di responsabilità, per descrivere tale fenomeno. 

Ti consigliamo di leggere anche: Si può aprire legalmente un conto corrente all’estero?

conto corrente cointestato decesso cosa succede

Decesso cointestatario conto corrente firme congiunta

Possiamo, invece, esaminare l’altra casistica, ossia il caso in cui il soggetto muoia e il conto corrente cointestato sia a firma congiunta. A differenza dell’ipotesi precedente, il titolare o i titolari superstiti, in caso di decesso del cointestatario, non possono compiere nessuna operazione sul conto.

Questo, quindi, è integralmente congelato fino alla chiusura della successione. Una volta aperta la successione, la banca scongela le somme e le liquida pro-quota agli eredi.

Questi possono anche scegliere di mantenere attivo il conto corrente e decidere di subentrare al defunto. È tuttavia necessario che siano tutti d’accordo e prestino il loro consenso.

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Eredità conto corrente svuotato prima della morte

Prima della morte, è possibile il prelievo dal conto corrente, che può essere persino svuotato. In questa evenienza, se poi uno dei cointestatari muore, cosa succede?

In linea di principio, prima della morte del cointestatario non succede nulla: ciascuna delle parti può disporre delle somme presenti, soprattutto quando il conto corrente è a firma disgiunta. Di contro, se il conto è a firma congiunta, è comunque necessario che vi sia il consenso validamente espresso di tutti i cointestatari.

Se vengono rispettate queste due condizioni, purtroppo, gli eredi, dopo la morte del cointestatario, non hanno a disposizione alcuno strumento per tutelarsi.

Tuttavia, bisogna distinguere due casi:

  1. il denaro è utilizzato da entrambi i cointestatari;
  2. il denaro è attribuito integralmente a uno dei cointestatari.

In questo secondo caso, si tratta di una donazione per la parte relativa alla quota del cointestatario defunto, che è soggetta alla relativa disciplina, quindi le somme vanno imputate in collazione per la divisione. Ciò significa che, se il cointestatario è coerede, deve imputare alla propria quota la somma ricevuta dal defunto.

In ogni caso, la donazione in questione può essere soggetta a riduzione e restituzione da parte degli eredi detti legittimari. Con queste azioni, prima si dichiara inefficace l’atto di donazione, poi si chiede la restituzione della somma al cointestatario superstite. 

Quando c’è una responsabilità penale?

Se, invece, il denaro è stato prelevato senza il consenso del defunto, o comunque carpendolo illecitamente e in modo fraudolento, allora, oltre all’azione di restituzione civilistica, può sussistere anche una responsabilità penale.

Il cointestatario superstite potrebbe, infatti, essere responsabile di circonvenzione di incapace, se l’autorizzazione è stata carpita in modo fraudolento. La banca, invece, non è perseguibile per aver autorizzato il prelievo.

Ti consigliamo anche di leggere: Quote ereditarie: tutto quello che c’è da sapere

Prelievo conto corrente cointestato dopo morte

Come affermato nei paragrafi precedenti, anche in caso di prelievo post morte di uno dei cointestatari, è opportuno distinguere l’ipotesi in cui i cointestatari siano titolari di un conto corrente a firma disgiunta o a firma congiunta.

Nel caso di firma disgiunta, non essendo necessaria l’autorizzazione della controparte, il titolare sopravvissuto può prelevare dal conto corrente bancario. Ma quanto può prelevare?

Per il prelievo, valgono le stesse norme che sussistono quando tutti i cointestatari sono in vita. Possono essere prelevate dal superstite le somme che reputa più opportune, nei limiti di quanto disposto dalla legge. Inoltre, la giurisprudenza ha anche stabilito un ulteriore limite ai cointestatari circa le somme da prelevare. Ha infatti imposto di non prelevare mai una somma superiore a quella della propria quota di comproprietà. 

La quota è, in genere, individuata dalle parti stesse. Tuttavia, ove ciò non sia disposto, si ritiene che ciascuno sia contitolare in parti uguali. Se si vogliono stabilire quote diverse, è necessaria apposita pattuizione, con atto avente forma scritta. In assenza di qualsiasi accordo scritto, la diversa ripartizione non produce effetti nei confronti della banca. 

La parte della quota che appartiene al defunto, però, cade in successione e deve quindi essere attribuita agli eredi che ne possono usufruire. Nel caso del conto corrente cointestato a firma congiunta, i prelievi dal conto non sono possibili fin quando non si conclude la successione. 

Ti potrebbe anche interessare leggere: Comunione dei beni e debiti: cosa potrebbe rischiare il coniuge

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Tassa di successione conto corrente cointestato 

In caso di apertura della successione dopo la morte del cointestatario del conto corrente, gli eredi, che subentrano o ricevono le somme depositate, devono preliminarmente procedere a rendere una dichiarazione all’Agenzia delle entrate competente per territorio. 

Abbiamo citato la dichiarazione nei paragrafi precedenti: si tratta della dichiarazione di successione che contiene le somme e i beni ricevuti in eredità. La stessa è prodromica al pagamento della tassa di successione che deve essere versata.

L’importo della tassa è calcolato secondo alcune regole:

  • coniugi e figli: l’importo è pari al 4% della somma ed è prevista una franchigia pari ad 1 milione a testa. Se la somma ricevuta in eredità non supera la soglia, non deve essere pagata la tassa. Se invece supera la soglia, sulla parte che la supera deve essere pagato il 4% della somma eccedente;
  • sorelle e fratelli: l’importo è pari al 6% ed è prevista una franchigia di 100 mila euro a testa;
  • altri parenti fino al quarto grado e affini in linea retta: l’importo è del 6% senza che sia prevista la franchigia;
  • altri eredi: l’importo è pari all’8% e non è prevista alcuna franchigia. 

Approfondisci l’argomento leggendo anche: Imposta di successione immobili e mobili: quando deve essere pagata

Conflitto tra eredi conto corrente cointestato: cosa fare?

Una delle ipotesi più comuni di conflitti è proprio quella tra coeredi. Un caso posto in giurisprudenza rispetto al conto corrente cointestato è quello tra parenti per una possibile delega alla firma.

Può capitare che il cointestatario autorizzi un’altra persona ad eseguire una serie di operazioni bancarie. In questo caso, non si tratta di una donazione, quindi non viene trattata secondo le regole della successione.

Il soggetto autorizzato non può trattenere le somme e vantare diritti su quanto prelevato rispetto agli altri eredi. Se è un erede, potrà infatti vantare diritti solo nei limiti della sua quota – in caso contrario, non può far valere alcuna pretesa verso gli altri.

Altro conflitto che spesso si pone tra i coeredi di un conto corrente cointestato riguarda la quota di contitolarità. Infatti, come abbiamo detto nei precedenti paragrafi, il contitolare ha diritto solo sulla propria quota, così come i relativi eredi.

Se non risulta altrimenti, le quote dei cointestatari si presumono in parti uguali. Quindi, se sono due titolari, le quote sono del 50%, se sono 3 le quote sono del 33% circa, e così via. 

Qualora dovessi avere difficoltà a gestire il conto corrente cointestato nel caso di morte dell’altro cointestatario, potrebbe esserti utile contattare un avvocato esperto in successione ed eredità e capire cosa fare per recuperare eventuali somme di denaro bloccate.

Conto corrente cointestato in caso di morte – Domande frequenti

Chi sono gli eredi di un conto corrente cointestato?

Gli eredi del conto corrente cointestato sono il coniuge, i figli, fratelli o sorelle, gli ascendenti del defunto o qualsiasi altro soggetto nominato dallo stesso.

Come evitare il blocco del conto corrente in caso di morte?

Il blocco del conto corrente non è evitabile: è possibile prelevare integralmente la somma prima della morte, ma su accordo di tutti i cointestatari.

Come va in successione un conto cointestato?

Il conto corrente cointestato va in successione relativamente alla quota del defunto. Gli eredi possono ottenere la somma oppure possono subentrare nel conto corrente.

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Avv. Clelia Tesone
Avvocato civilista
Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato, a seguito dell’espletamento della pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord.
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