Reato di rapimento: cos’è, esempi pratici, consumazione, pene e procedibilità
Cosa si intende per reato di rapimento? Quando si consuma? Come è punito? Ecco tutto quello che devi sapere su questo delitto contro la libertà personale.
- Per rapimento (sequestro di persona) si intende la privazione illegittima della libertà personale di un individuo attraverso violenza, minaccia o inganno.
- Si tratta di un reato permanente, la cui pena base è la reclusione da 6 mesi a 8 anni.
- Il reato di rapimento è procedibile d’ufficio solo se aggravato, altrimenti occorre la querela di parte.
Il reato di rapimento – conosciuto nel Codice penale come reato di sequestro di persona – consiste nell’illegittima privazione o restrizione della libertà personale di un individuo contro la sua volontà, tramite violenza, minaccia o inganno. Si tratta di un reato contro la libertà personale, che trova la sua disciplina nell’art. 605 c.p. La pena base prevista per questo illecito è la reclusione da 6 mesi a 8 anni, ma sono contemplate delle circostanze aggravanti, per esempio se il sequestro avviene a scopo di estorsione o se è commesso da un pubblico ufficiale con abuso di potere.
Nelle righe che seguono ti illustro in maniera semplice e dettagliata questo delitto fornendoti anche degli esempi pratici. Qualora avessi bisogno di una consulenza legale più approfondita sull’argomento, puoi contattare uno degli avvocati penalisti presenti su deQuo.
Cos’è il reato di rapimento
Quando si parla di rapimento (o sequestro di persona) ci si riferisce a quel reato che si configura quando un soggetto viene privato della sua libertà fisica in modo illegittimo, a prescindere dalla durata o dal luogo in cui avviene la segregazione. La condotta è a forma libera e consiste nel limitare la libertà di movimento e locomozione attraverso costrizione fisica, minaccia o forza intimidatoria.
Si tratta di un reato permanente che cessa soltanto al momento della liberazione. L’illecito in questione è punibile a titolo di dolo generico, nel senso che il colpevole deve essere consapevole di privare la vittima della libertà di movimento e non è necessario un movente specifico. È punibile anche il tentativo (per esempio, la vittima riesce a fuggire). La giurisprudenza ha chiarito che il tentativo scatta quando l’azione criminosa è in corso di attuazione e mostra inequivocabilmente l’intento di sequestrare la vittima, anche se si è ancora lontani dalla fase cruciale dell’aggressione.
Potresti approfondire leggendo: Rapimento e sequestro di persona: cos’è, come si punisce e cosa succede in acque internazionali

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Quando si consuma il reato di rapimento?
Il reato di rapimento si consuma nel momento in cui la vittima viene privata della propria libertà personale (di locomozione e autodeterminazione) anche per un lasso di tempo breve, purché sufficiente a superare la soglia minima di offensività. Dal momento che si tratta di un reato permanente, la consumazione cessa solo nel momento in cui la vittima viene liberata o riacquista la propria libertà.
Esempi pratici di rapimento sono segregare un ex partner in una stanza per impedirgli di andarsene, rinchiudere una persona per estorcere denaro o costringere con l’inganno una persona fragile a non uscire di casa.
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Come è punito il reato di rapimento (o sequestro di persona)?
Il reato di rapimento è punito con la reclusione da 6 mesi a 8 anni. La pena aumenta in maniera significativa in base al tipo di vittima, alle modalità dell’azione e agli scopi per cui viene commesso il reato.
Nello specifico, la pena è della reclusione:
- da 1 a 10 anni se il fatto è commesso contro un ascendente, un discendente, il coniuge, oppure da un pubblico ufficiale con abuso dei suoi poteri;
- da 3 a 12 anni se la vittima è un minorenne;
- da 3 a 15 anni se il minore ha meno di 14 anni oppure se viene portato o trattenuto all’estero.
È anche previsto l’ergastolo se dal sequestro deriva la morte del minore.
Se il sequestro è finalizzato a ottenere un ingiusto profitto (come il pagamento di un riscatto), la pena è della reclusione da 25 a 30 anni, mentre se dallo stesso deriva la morte della persona sequestrata, la pena è l’ergastolo.
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Reato di rapimento: procedibilità
Il reato di rapimento è procedibile a querela di parte se l’azione lesiva non presenta particolari aggravanti. Il reato è sempre procedibile d’ufficio se:
- la vittima è incapace per età (cioè si tratta di un minore) o per infermità;
- ricorrono aggravanti specifiche, come nel caso in cui il sequestro sia commesso in danno di un familiare (per esempio, il coniuge) o da un pubblico ufficiale che abusa dei suoi poteri;
- il sequestro è finalizzato a commettere altri reati gravi, come nel caso del sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 c.p.), che è sempre procedibile d’ufficio ed è punito con la reclusione da 25 a 30 anni.
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Reato di rapimento – Domande frequenti
Sì, la giurisprudenza ha chiarito che il reato sussiste anche se la privazione della libertà personale dura un lasso di tempo molto breve, purché sia evidente l’intenzione di limitare i movimenti della vittima.
No, la privazione della libertà può avvenire anche attraverso minacce, intimidazioni o persino un forte stato di soggezione psicologica che impedisce alla vittima di allontanarsi.
Sì, il tentativo è previsto e punibile con una riduzione della pena rispetto al reato consumato.
Entrambi i reati prevedono una costrizione. Tuttavia, la violenza privata lede la libertà psichica e di autodeterminazione (costringere qualcuno a fare, non fare o tollerare qualcosa), mentre il sequestro di persona lede specificamente la libertà fisica di movimento e locomozione.
FONTE: Sequestro di persona: l’art 605 cp
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