Patrizia Chippari

Avvocato matrimonialista
01 mag 2022
Consulenza

Disturbi mentali in criminologia ed applicazione al processo penale

 

Per affrontare tale argomento occorre partire dal presupposto che la maggior parte dei criminali è perfettamente normale, da un punto di vista psichiatrico; l’anormalità può essere ricercata in vari fattori concomitanti o univoci: insufficiente socializzazione, inadeguatezza dei valori-guida, carenza morale.

Posto ciò, il Codice Penale prevede il Vizio totale di mente e il Vizio parziale di mente, ma il concetto di infermità è più ampio di quello di malattia. 


L’infermità del Codice penale


Per il Codice Penale, l’infermità è qualsiasi manifestazione patologica in grado di interferire sulla capacità di intendere e di volere. Si ha: 

vizio totale di mente: se l’infermità comporta la totale perdita delle capacità di intendere e volere; 

vizio parziale di mente: se l’infermità è parziale. Per aversi vizio di mente è sufficiente la parziale riduzione anche solo di una delle due funzioni. 

In psichiatria, invece, si parla di disturbo mentale e non più di malattia mentale. L’American Psychiatric Association ha redatto il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali – oggi giunto alla V versione (DSM-V) – per unificare a livello internazionale la terminologia psichiatrica.

E quali sono i disturbi mentali che rilevano in sede penale?

Ritardo mentale


Il ritardo mentale: caratterizzato da un deficit significativo rispetto alla media del funzionamento intellettivo comportante inadeguatezza o incapacità nell’adattamento sociale.

Il ritardo mentale può essere: 


disturbi mentali nel Codice penale

Demenze


Le demenze implicano un deterioramento dell’attività psichica dovuta a:


La demenza è la perdita. I reati messi in atto da persone affette da demenza sono per lo più legati allo scadimento dei freni inibitori e sono numericamente poco rilevanti.

Psicosi


Le psicosi sono delle gravi patologie nelle quali la rilevante alterazione di molteplici funzioni psichiche impedisce l’integrazione con la realtà oggettiva.

La psicosi è una sindrome psicopatologica caratterizzata dal distacco, più o meno accentuato, fino alla perdita del contatto con la realtà; non è specifica entità morbosa, ma un insieme di sintomi (sindrome) che si manifestano nel corso di molte affezioni (es. schizofrenia, paranoia, etc.). 

Schizofrenia


La schizofrenia è uno dei più gravi disturbi psichiatrici. Tale disturbo comporta una forte alterazione delle funzioni psichiche. Nel DSM-V sono descritti dei sottotipi di schizofrenia

Disturbo delirante


Il disturbo delirante (nel DSM-IV chiamato Paranoia) è caratterizzato da un sistema delirante stabile, coerente e duraturo senza deterioramento della personalità. Altro tratto caratteristico è l’esasperazione del sentimento di certezza nei confronti dei propri convincimenti con assenza di senso critico.

Vi sono varie forme: 

  1. delirio da persecuzione: ci si ritiene vittime di ingiustizie. Fatti di poco conto vengono interpretati come gravi e profonde ingiustizie verso sé stessi. Spesso si ricorre alla giustizia per denunciare i presunti malfattori e si giunge al delirio da querela
  2. delirio mistico-religioso: si atteggiano a profeti; 
  3. delirio erotomanico: il soggetto è convinto di essere oggetto di attenzioni amorose da parte di un particolare individuo, spesso una star dello spettacolo;
  4. delirio di gelosia: il soggetto è infondatamente convinto che il partner gli sia infedele;
  5. paranoia involutiva o parafrenia: riguarda gli anziani afflitti da senso di persecuzioni di vicini o parenti. I reati che può compiere il paranoico sono: la calunnia, molestia, ingiuria, le offese fino ad arrivare all’omicidio del presunto persecutore.

Disturbo dell’umore


L’umore rappresenta la disposizione a provare sentimenti piacevoli o spiacevoli. I disturbi dell’umore riguardano la possibilità di andare da un estremo di gioia (euforia) al suo opposto di sofferenza e dolore (malinconia). L’Episodio Depressivo Maggiore può essere accompagnato da sintomi psicotici quali deliri congrui e allucinazioni.

Può accadere che il depresso arrivi a togliersi la vita unitamente a quella dei suoi cari (omicidio–suicidio). Nei disturbi bipolari gli episodi depressivi si alternano in modo imprevedibile con quelli maniacali. 

Mania


La mania è la situazione opposta alla depressione e comporta una grande euforia. Vi possono essere forme chiaramente maniacali e forme ipomaniacali (sintomi legati alla sola loquacità ed umore elevato). Lo stato maniacale, per la sua iperattività, può causare la commissione di reati quali: l’aggressione, ingiurie, vilipendio, guida spericolata. Ai fini criminologici è importante l’intervallo lucido. 

Disturbi d’ansia


I disturbi d’ansia sono anche denominati nevrosi (stati di sofferenza soggettivi). Il disagio del nevrotico si esprime con modalità autoplastica o ego distonica (verso l’interno). Tra i disturbi d’ansia vi è il disturbo ossessivo-compulsivo: disturbo tipicamente cronico che si caratterizza con vere e proprie ossessioni.

La nevrosi non è condizione che favorisca condotte criminose. Vi sono però delle eccezioni: delinquente con senso di colpa, cleptomane, disturbi compulsivi che sfociano nella violenza sessuale o pedofilia

Stati emotivi e passionali


Gli stati emotivi e passionali non escludono né diminuiscono l’imputabilità. Tra i reati facenti parte di questo ambito vi sono i delitti d’impeto.

Diverso è il caso di disturbi mentali transitori per i quali è prevista una minore imputabilità: La discriminante tra semplice stato emotivo e disturbi mentali transitori è dato dai seguenti elementi: 


disturbi di personalità reati penali

Disturbi di personalità


I disturbi di personalità si riferiscono a modelli abituali di comportamento che deviano marcatamente rispetto alle aspettative culturali dell’ambiente in cui si vive. Vi sono due parametri per riconoscerli: 

  1. carattere abnorme;
  2. giudizi di valore negativi da parte della società.

I disturbi di personalità più significativi e rilevanti nell’ambito penale ai fini dell’imputabilità sono: 

Disturbo schizoide di personalità: distacco dalle relazioni sociali, gamma ristretta di espressioni emotive, freddezza, attività solitarie. Spesso è autore di reati violenti (rapina, omicidio, violenza carnale), è indifferente alle razioni altrui (omicidio a freddo dei killer); 

Disturbo paranoide di personalità: diffidenza e sospettosità pervasive nei confronti della gente che possono anche condurre al delirio di querela. Affini sono poi le personalità fanatiche, le quali si possono riscontrare tra i terroristi e gli adepti di culti religiosi (es. suicidi collettivi); 

Disturbo istrionico di personalità: si comportano in modo drammatico, raccontano molte bugie, spesso sono mitomani;

Disturbo antisociale di personalità: spesso sono inosservanti dei diritti altrui. Già da ragazzi compiono atti vandalici e sono ribelli. Fanno abituale ricorso ad alcol e droghe. Facilmente sono inseriti in ambienti di sottocultura giovanili; 

Disturbo sadico di personalità: tipico di chi desidera, per il proprio gusto, infliggere sofferenza negli altri. Autori di feroci torture;

Disturbo esplosivo intermittente: ricorso a reazioni imprevedibili e molto violente (lesioni, percosse, ingiurie). 

Disturbi del controllo degli impulsi


cleptomania: incapaci di resistere all’impulso di rubare (spesso donne);

piromania: tendenza a provocare intenzionalmente incendi; 

disturbo da gioco d’azzardo patologico: tendenza impulsiva a spendere forti somme di denaro al gioco; 

disturbi del comportamento alimentare: paura fobica di prendere peso. Vi rientra la bulimia: esiste una associazione tra bulimia e cleptomania. 

Parafilie, devianze sessuali e delitti sessuali


Le parafilie sono particolari disturbi psichici che attengono elusivamente alla sfera sessuale; hanno come caratteristica quella di ricorrere a fantasie o comportamenti che vanno al di là di quelli che sono abituali schemi per conseguire l’eccitazione sessuale.

Tra le principali, incidenti sul piano penale, vi sono: 


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