13 mag 2022
Pensioni

Riforma pensioni 2022: ipotesi, novità e ultime notizie

Quali dovrebbero essere i cambiamenti più importanti della riforma pensioni 2021: da Quota 41 alla doppia soglia per le pensioni anticipate.

La riforma pensioni 2022 si è basata su alcune novità che hanno portato:


Si è trattato di misure di passaggio, alle quali si dovrà aggiungere una riforma più ampia che possa garantire una maggiore flessibilità in uscita.

Nella lista delle priorità del Governo, ci sono anche i giovani, ai quali si dovrebbe cercare di assicurare un inserimento più stabile nel momento del lavoro, in modo tale da riuscire a evitare carriere discontinue e stipendi bassi.

Il nostro Paese, in cui l’età pensionabile è tra le più alte di tutta Europa – si ricorda che l’età minima attuale è pari a 67 anni – ha un sistema previdenziale che si discosta molto da quelle che sono state le raccomandazioni dell’Unione europea sul tema pensioni. Tra le ipotesi in campo, ci potrebbe essere una possibilità uscita dal lavoro anticipata a 64 anni di età e 37 anni di contributi versati, più il pagamento di una penalità mensile.

Leggi anche: “Chi potrà andare in pensione nel 2022?


Riforma pensioni e legge di bilancio 2022


La legge di Bilancio 2022 ha trattato soltanto le questioni più urgenti relative al sistema pensionistico italiano, che hanno condotto alla fine di Quota 100 e alla proroga di alcuni agevolazioni in scadenza, quali Opzione Donna e Ape Sociale.

La situazione politica attuale e i problemi legati alla guerra tra Ucraina e Russia hanno rallentato i lavori e il confronto tra Governo e sindacati. Con la Direttiva n. 28 del 2022 per l’azione amministrativa e la gestione per l’anno 2022 del Ministero del Lavoro sono stati messi in chiaro gli obiettivi e le strategie per il prossimo futuro.

L’obiettivo principale sarà quello di puntare a un sistema previdenziale che sia equo e flessibile nell’uscita dal mercato del lavoro. Tra le misure che hanno trovato spazio nella legge di Bilancio 2022 si annoverano:


È stata anche ampliato il Contratto di espansione con anticipo pensionistico previsto per i lavoratori ai quali manchino al massimo 5 anni alla pensione di vecchiaia o anticipata, che può oggi essere utilizzato anche dalle aziende sopra i 50 dipendenti, e non più 100.   

riforma pensioni 2022

Riforma pensioni: quota 41 e Quota 102


La riforma pensioni 2022 aveva ipotizzato la sostituzione di Quota 100 con Quota 41, una pensione anticipata unicamente contributiva.

L’opzione Quota 41 permetterebbe a tutti i lavoratori che hanno versato almeno 41 anni di contributi di andare in pensione, indipendentemente dalla loro età anagrafica. La riforma delle pensioni mira all’ampliamento della platea di beneficiari di Quota 41: i sindacati puntano all’estensione per tutti i lavoratori e le lavoratrici. 

Ad oggi, questa forma di pensione anticipata può essere richiesta unicamente:


Nella pratica, Quota 100 sarà per un primo momento sostituita da Quota 102, per la quale sono richiesti:


Proroga opzione donna


Tra le conferme della riforma pensioni 2022, troviamo la proroga di Opzione donna, tipologia di pensione anticipata riservata alle lavoratrici

Opzione donna 2022 potrà essere richiesta dalle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2022 abbiano:


APE sociale


APE sociale è una forma di pensione anticipata a costo zero, riservata in questo momento:


Tali lavoratori potranno andare in pensione 3 anni e 7 mesi prima rispetto all’età minima pensionabile prevista dalla legge Fornero. È stata prorogata per tutto il 2022, anche in risposta a una raccomandazione della Corte dei conti.

Riforma pensioni 2022: e Corte dei conti


Nel Rapporto annuale sul coordinamento della finanza pubblica del 28 maggio 2021, i magistrati della Corte dei Conti avevano proposto:


Tali riforme sono state consigliate al fine di evitare problemi futuri di equità di trattamenti tra assicurati con gradi di anzianità simili e per mantenere per la componente retributiva dei trattamenti, quegli elementi di gradualità sulle  pensioni calcolate con il metodo interamente contributivo».

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Linee guida riforma pensioni 2022 del Ministero del lavoro


Il 17 febbraio 2022, il Ministero del Lavoro ha elaborato delle linee guida in cui è stata confermata l’intenzione di un “Intervento sul sistema pensionistico, attraverso il dialogo e il confronto con le parti sociali, volto a garantire un sistema equo e flessibile nell’uscita dal mercato del lavoro”.

Nella pratica, la direzione generale per le politiche previdenziali e assicurative interverrà per:


Leggi anche: “10 anni di contributi: posso andare in pensione?”

Riforma pensioni 2022: sindacati e INPS


Tra le richieste arrivate da parte dei sindacati CGIL, CISL e UIL troviamo in primo luogo l’applicazione di maggiore flessibilità nell’accesso alla pensione, senza penalizzazioni per chi ha versato contributi prima del 1996, a partire da 62 anni di età, oppure con 41 anni di contributi a prescindere dall’età.

I sindacati auspicano anche:


Tra i suggerimenti del presidente dell’INPS, invece, troviamo la pensione anticipata a 62-63 anni con almeno 20 anni di contributi versati e un assegno parziale per i primi 5 anni, relativo alla sola parte contributiva, con possibilità di ricevere anche la parte retributiva al compimento dei 67 anni di età.

Leggi anche: “Chi non ha mai lavorato ha diritto alla pensione?

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