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Guardia Costiera: chi è, cosa fa e come entrare

Cosa si intende per Guardia Costiera e quali sono le sue funzioni? Come si entra a far parte di questo Corpo? Quale percorso è necessario seguire per indossarne l'uniforme? Ecco una guida dettagliata che ti illustra tutto quello che devi sapere.

Guardia Costiera
  • La Guardia Costiera è un Corpo dello Stato avente il compito di garantire la sicurezza in mare, tutelare l’ambiente marino e assicurare il rispetto delle norme che regolano le attività marittime.
  • Tramite le sue numerose funzioni, come il soccorso, la vigilanza sulla navigazione, i controlli sulla pesca e la tutela del territorio costiero, la Guardia Costiera svolge un ruolo fondamentale per la collettività.
  • Per entrare nella Guardia Costiera devi superare un concorso pubblico e completare un percorso di formazione finalizzato ad acquisire le competenze necessarie per svolgere il servizio.

La Guardia Costiera è un’istituzione che molti conoscono per le operazioni di soccorso in mare, ma il suo ruolo è molto più ampio e complesso. Quotidianamente il personale della Guardia Costiera svolge attività importanti per garantire la sicurezza della navigazione, la tutela della vita umana in mare, la protezione dell’ambiente marino e il rispetto delle norme che regolano l’utilizzo delle acque e delle coste.

Costituisce, inoltre, un presidio di legalità, chiamato a svolgere funzioni amministrative, di controllo e di polizia marittima, operando in un settore caratterizzato da una disciplina giuridica articolata e da competenze che coinvolgono numerose autorità pubbliche.

Ma che cos’è, dal punto di vista giuridico, la Guardia Costiera? Quali sono i suoi principali compiti? Quali requisiti e quali percorsi si devono seguire per entrare a far parte di questo Corpo? Se vuoi diventare Guardia Costiera e vuoi conoscere tutto ciò che riguarda questa istituzione, ti invito a leggere con attenzione le righe che seguono.

Che cos’è la Guardia Costiera?

La Guardia Costiera è il Corpo specializzato della Marina Militare che svolge le funzioni del Corpo delle Capitanerie di Porto. Si tratta di un’amministrazione dello Stato che opera alle dipendenze funzionali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per l’esercizio delle principali competenze in materia marittima, pur mantenendo il proprio status di corpo militare.

Presente lungo tutto il territorio costiero italiano, la Guardia Costiera è organizzata attraverso una rete di Direzioni marittime, Capitanerie di porto, Uffici circondariali marittimi e Delegazioni di spiaggia, garantendo un presidio costante dei mari, delle coste e dei porti. La sua missione principale è garantire la sicurezza della navigazione, salvaguardare la vita umana in mare, tutelare l’ambiente marino e vigilare sul rispetto della normativa marittima.

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Quali sono i compiti della Guardia Costiera?

Alla Guardia Costiera sono affidati diversi compiti, attribuiti da leggi nazionali, regolamenti e convenzioni internazionali, che hanno come finalità principale la tutela della sicurezza in mare e la salvaguardia dell’interesse pubblico.

Essi sono:

  • il soccorso in mare (Search and Rescue – SAR), cioè tramite il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso Marittimo (IMRCC) e i numerosi centri operativi distribuiti lungo le coste italiane, la Guardia Costiera coordina gli interventi di ricerca e salvataggio delle persone in pericolo, operando ventiquattro ore su ventiquattro;
  • la sicurezza della navigazione, nel senso che il Corpo vigila affinché navi e imbarcazioni rispettino le norme previste dal Codice della navigazione e dalla normativa internazionale, effettuando controlli sui documenti di bordo, sulle dotazioni di sicurezza, sulle certificazioni delle unità navali e sulle condizioni necessarie per una navigazione sicura;
  • il ruolo di polizia marittima, in quanto controlla il corretto utilizzo del demanio marittimo, vigilando sulle concessioni balneari, sugli approdi e sulle attività che si svolgono lungo le coste;
  • la tutela dell’ambiente marino, cioè il Corpo interviene per prevenire e contrastare l’inquinamento causato da idrocarburi, sostanze pericolose o scarichi illeciti, coordina le operazioni di emergenza ambientale e vigila sul rispetto delle norme poste a protezione degli ecosistemi marini e costieri;
  • la tutela della pesca marittima, nel senso che la Guardia Costiera verifica il rispetto delle norme nazionali ed europee in materia di pesca professionale e ricreativa, contrastando la pesca illegale, la commercializzazione di prodotti non conformi e le attività che possono compromettere la conservazione delle risorse ittiche;
  • funzioni amministrative, in quanto si occupa del rilascio di autorizzazioni e certificazioni in materia marittima, della tenuta di registri e documenti relativi alle unità navali e della gestione di diversi procedimenti amministrativi di competenza delle Capitanerie di porto.

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Come si diventa Guardia Costiera?

Per entrare a far parte della Guardia Costiera bisogna partecipare a un concorso pubblico, bandito periodicamente dal Ministero della Difesa. Le modalità di accesso cambiano a seconda del ruolo per il quale si concorre (ufficiali, sottufficiali o graduati e militari di truppa), ma in tutti i casi la selezione è finalizzata a verificare il possesso dei requisiti fisici, psico-attitudinali e culturali richiesti per l’impiego militare.

I bandi di concorso stabiliscono i requisiti di partecipazione, come:

  • il possesso della cittadinanza italiana;
  • il godimento dei diritti civili e politici;
  • l’assenza di cause ostative previste dalla legge;
  • specifici limiti di età, che variano in base al ruolo per il quale si concorre.

Devi anche possedere il titolo di studio richiesto dal singolo bando.

La selezione comprende:

  1. una prova scritta, finalizzata ad accertare le conoscenze del candidato;
  2. gli accertamenti psico-fisici, volti a verificare l’idoneità al servizio militare;
  3. le prove di efficienza fisica;
  4. gli accertamenti attitudinali;
  5. una prova orale;
  6. la valutazione dei titoli posseduti.

I candidati che superano tutte le fasi del concorso vengono ammessi ai corsi di formazione presso gli istituti della Marina Militare, dove ricevono una preparazione teorica e pratica indispensabile per svolgere le future funzioni. Terminato il percorso formativo, il personale viene assegnato alle diverse sedi della Guardia Costiera presenti sul territorio nazionale.

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Guardia Costiera – Domande frequenti

La Guardia Costiera è solo un corpo di soccorso in mare?

No, anche se il soccorso delle persone in pericolo rappresenta una delle sue funzioni più conosciute, la Guardia Costiera svolge molti altri compiti: dalla sicurezza della navigazione ai controlli sulle attività marittime, dalla tutela dell’ambiente alla vigilanza sul rispetto delle leggi in mare.

Che differenza c’è tra Marina Militare e Guardia Costiera?

La Guardia Costiera fa parte della Marina Militare come Corpo delle Capitanerie di Porto, ma svolge principalmente funzioni amministrative, di controllo e di polizia marittima sotto la competenza funzionale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

È possibile diventare Guardia Costiera senza esperienza militare precedente?

Sì, in alcuni casi è possibile accedere tramite concorsi pubblici aperti anche a cittadini senza una precedente esperienza nelle Forze Armate, purché siano rispettati i requisiti previsti dal bando.

Perché la Guardia Costiera è considerata un presidio di legalità sul mare?

Perché non si limita a intervenire nelle emergenze, ma garantisce quotidianamente l’applicazione delle norme che regolano la navigazione, la pesca, il demanio marittimo e la protezione dell’ambiente marino.

Quali responsabilità assume chi entra nella Guardia Costiera?

Entrare nella Guardia Costiera significa assumere il compito di proteggere la sicurezza delle persone in mare e garantire il rispetto delle norme marittime. Gli operatori sono chiamati a prendere decisioni spesso in situazioni di emergenza, svolgendo un ruolo che richiede preparazione tecnica, senso del dovere e capacità di intervenire a tutela della collettività.

La Guardia Costiera può intervenire solo nelle acque italiane?

No, sebbene il suo compito principale si svolga nelle acque territoriali italiane, la Guardia Costiera può essere coinvolta anche in attività di soccorso e cooperazione internazionale, soprattutto quando sono in gioco la sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare, nel rispetto delle convenzioni e degli accordi vigenti.

Riferimenti normativi

Codice della navigazione (Regio Decreto 30 marzo 1942, n. 327)

  • art. 17 – disciplina le attribuzioni delle autorità marittime e le competenze amministrative in materia di navigazione;
  • art. 68 – riguarda la vigilanza sulle attività svolte nei porti e nelle aree sottoposte alla competenza dell’autorità marittima;
  • art. 69 – prevede gli interventi dell’autorità marittima in caso di beni o attività che possano creare pericolo alla sicurezza della navigazione.

Legge 28 gennaio 1994, n. 84

  • art. 6 – disciplina il ruolo delle Capitanerie di porto nell’ambito dell’organizzazione portuale e delle competenze dell’autorità marittima.

Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 196 – disciplina la navigazione da diporto, i requisiti delle unità da diporto e i controlli svolti dalle autorità competenti, tra cui la Guardia Costiera.

Decreto Legislativo 9 gennaio 2012, n. 4 – stabilisce le regole per la tutela delle risorse ittiche e attribuisce alla Guardia Costiera funzioni di controllo e vigilanza sulla pesca marittima.

Convenzione internazionale SOLAS (Safety of Life at Sea) del 1974 – stabilisce gli standard internazionali per la sicurezza delle navi e della navigazione, applicati attraverso i controlli delle autorità marittime.

Convenzione SAR di Amburgo del 1979 (International Convention on Maritime Search and Rescue) – regola il sistema internazionale di ricerca e soccorso in mare, definendo gli obblighi degli Stati nella salvaguardia della vita umana.

Legge 3 aprile 2006, n. 152 – contiene disposizioni sulla tutela dell’ambiente marino e sulla prevenzione dell’inquinamento delle acque, ambiti nei quali opera anche la Guardia Costiera.

Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n. 66 – disciplina l’organizzazione delle Forze Armate e il ruolo del Corpo delle Capitanerie di Porto, appartenente alla Marina Militare.

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