Vai al contenuto

Libertà vigilata: cos’è, obblighi, novità Riforma Cartabia

In cosa consiste la libertà vigilata? Quando si applica? Cosa succede se non si rispetta? Rispondiamo a queste domande alla luce delle novità della Riforma Cartabia, che ha di fatto abolito tale misura.

libertà vigilata

La libertà vigilata era una misura di sicurezza personale non detentiva, disposta dal magistrato di sorveglianza, che poteva essere applicata a diversi soggetti, ovvero quelli imputabili, non imputabili, semi-imputabili. 

Non trattandosi di una misura detentiva, spesso veniva adottata come alternativa alle altre misure detentive, in base a quanto previsto dagli articoli 229 e 230 del codice penale, che analizzeremo a breve per completezza di informazioni. 

Nelle prossime righe, nonostante la misura sia stata abrogata dalla riforma Cartabia, ricorderemo:

  • cosa era possibile fare con la libertà vigilata;
  • quando veniva data dal magistrato di sorveglianza;
  • cosa succedeva in caso di violazione della disposizione. 

Libertà vigilata: cos’è

Ai sensi dell’art. 228 del Codice penale, nel momento in cui una persona veniva sottoposta alla libertà vigilata, era prevista la sorveglianza da parte dell’Autorità di pubblica sicurezza. 

Alla persona in stato di libertà vigilata venivano imposti degli obblighi di condotta da rispettare, al fine di evitare o prevenire la commissione di nuovi reati, che potevano successivamente essere modificati o limitati dal Giudice. 

La sorveglianza doveva avvenire in modo tale da favorire, mediante il lavoro, il riadattamento della persona alla vita sociale, grazie anche all’intervento dell’UEPE (Ufficio di esecuzione penale esterna). In alcuni casi, veniva disposta la libertà vigilata con obbligo di dimora in comunità terapeutica. La durata della libertà vigilata non poteva essere inferiore a 1 anno

LEGGI ANCHE Misure alternative alla detenzione: quando si possono chiedere

libertà vigilata riforma cartabia
Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Quando si prevedeva la libertà vigilata? 

La libertà vigilata poteva essere prevista, ai sensi dell’art. 229 cp:

  • nel caso di condanna alla reclusione per un periodo superiore a 1 anno;
  • nel caso di autorizzazione di una misura di sicurezza per un fatto che la legge non prevede come reato (es. il reato impossibile o l’istigazione non accolta a commettere un delitto);
  • in base a quanto previsto dalle speciali disposizioni di legge di cui agli artt. 212, 215, 219, 221, 224, 225, 230, 233, 234, 669, 692, 701, 713 cp.

L’art. 230 cp, invece, stabiliva i casi nei quali la libertà doveva essere ordinata, ovvero quello in cui:

  • era stata inflitta una pena non inferiore a 10 anni;
  • era stata disposta la libertà condizionale;
  • l contravventore abituale o professionale commetteva un nuovo reato che fosse manifestazione della sua “abitualità” o “professionalità”;
  • il magistrato di sorveglianza, al momento dell’accertamento o del riesame della pericolosità sociale dell’individuo, disponeva la trasformazione di una misura di sicurezza detentiva in libertà vigilata;
  • in altri casi previsti dalla legge (art. 210, 223, 225, 238, 417 cp).

Forse ti interessa anche Permessi premio detenuti: cosa sono e quanto durano

Libertà vigilata: violazioni

In caso di violazione delle prescrizioni imposte dal giudice, alla persona sottoposta alla libertà vigilata poteva essere aggiunta la cauzione di buona condotta, una misura di sicurezza patrimoniale con la quale si prevede il deposito presso la Cassa delle ammende di una somma compresa tra 103,29 e 2.065,83 euro. 

In presenza di ulteriori trasgressioni o al ripetersi della stessa, o nel caso in cui il trasgressore non versava la cauzione prevista, il Giudice poteva disporre la sostituzione della libertà vigilata con l’assegnazione a una colonia agricola o a una casa di lavoro (oppure a un riformatorio giudiziario nel caso di un minore). 

Potrebbe interessarti anche Semilibertà: come funziona, requisiti, orari, quante ore

Libertà vigilata e compiti del centro di servizio sociale

Molto importante nell’applicazione della misura della libertà vigilata era il ruolo del Centro di Servizio Sociale al quale veniva affidato il condannato, con l’obiettivo di fornirgli supporto e assistenza. 

Il Centro di Servizio Sociale aveva proprio la funzione di supportare il condannato nel suo processo di reinserimento sociale e di riferire periodicamente al magistrato di sorveglianza circa i risultati ottenuti dagli interventi effettuati.

cosa si intende per libertà vigilata

Differenza tra libertà vigilata e libertà controllata

La libertà vigilata viene spesso confusa con la libertà controllata. Non si tratta di due sinonimi in quanto la libertà controllata è una sanzione sostitutiva che viene inflitta nei casi di reati di lieve entità, oppure come conversione di una multa non pagata. 

Scopri di più su Detenzione domiciliare: cos’è, regole, permessi

Libertà vigilata: Riforma Cartabia

La riforma Cartabia ha introdotto un’importantissima novità sul tema della libertà vigilata, che è stata praticamente abolita, assieme alla semidetenzione, al fine di prevedere l’applicazione di misure più idonee. 

La nuova norma prevede che il giudice potrà:

Ti consigliamo di leggere anche Casa di lavoro e colonia agricola: cosa sono e come funzionano

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Immagine profilo autore
Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
Cerca
Effettua una ricerca all'interno del nostro blog, tra centinaia di articoli, guide e notizie
Ti serve il parere di un Avvocato sull'argomento?
Prova subito il nostro servizio di consulenza online. Più di 3000 avvocati pronti a rispondere alle tue richieste. Invia la tua richiesta.
Richiedi Consulenza

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter settimanale per ricevere informazioni e notizie dal mondo legal.

Decorazione
Hai altre domande sull'argomento?
Se hai qualche dubbio da risolvere, chiedi una consulenza online a uno dei nostri Avvocati
Richiedi Consulenza

Altro su Diritto penale

Approfondimenti, novità e guide su Diritto penale

Leggi tutti
Atti contrari alla pubblica decenza
08 Settembre 2026
Gli atti contrari alla pubblica decenza, disciplinati dall’art. 726 c.p., consistono in comportamenti che offendono il comune senso di decoro e decenza e che vengono compiuti in un luogo pubblico, aperto o esposto al pubblico. Gli atti osceni, previsti dall’art. 527 c.p., si distinguono per una maggiore offensività e sono…
07 Settembre 2026
La diffusione di un insulto incide sulla gravità della condotta, soprattutto quando il contenuto viene pubblicato online e può raggiungere un numero elevato o indeterminato di persone. L'offesa può configurare il reato di diffamazione quando lede la reputazione di una persona assente ed è comunicata a più persone, tenendo conto…
divulgare contenuto lettera
03 Settembre 2026
Diffondere il contenuto di una lettera altrui integra il reato di violazione di corrispondenza (art. 616 del Codice penale), anche tra coniugi o conviventi. Se la diffusione lede la reputazione di una persona davanti a più soggetti, scatta anche il reato di diffamazione (art. 595 del Codice penale); Condividere su…
pipì in pubblico
03 Settembre 2026
Urinare in un luogo pubblico non è più reato dal 2016, ma un illecito amministrativo disciplinato dall'articolo 726 del Codice penale. Dal 2022, dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 95, la sanzione non è più da 5.000 a 10.000 euro, ma va da un minimo di 51 euro a…
Come avviene la scarcerazione dagli arresti domiciliari
14 Agosto 2026
La scarcerazione dagli arresti domiciliari può essere chiesta dal soggetto interessato attraverso apposita istanza, che deve essere presentata tramite il suo avvocato. Il giudice verifica se esistono ancora le esigenze cautelari e può revocare la misura, sostituirla con una meno grave oppure respingere la richiesta. La persona torna libera solo…
ddl caccia
11 Agosto 2026
Il DDL 1552 (ora Atto Camera C.2984) modifica la legge 157/1992 sulla protezione della fauna selvatica e sul prelievo venatorio. Il Senato lo ha approvato il 23 giugno 2026, ma il testo deve ancora passare alla Camera dei Deputati per diventare legge. Tra le novità più rilevanti ci sono l'estensione…