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Il mancato pagamento delle spese straordinarie dei figli è reato?

Il mancato pagamento delle spese straordinarie dei figli può costituire reato ai sensi dell'art. 570-bis del Codice penale: ecco quali spese contano per il giudice penale e quando scatta la condanna.

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  • Il mancato pagamento delle spese straordinarie dei figli integra il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570-bis c.p.), se le spese sono previste nel provvedimento del giudice o nell’accordo tra i genitori.
  • La Cassazione distingue le spese ricorrenti e prevedibili da quelle imprevedibili ma indispensabili per il figlio, e le considera entrambe penalmente rilevanti.
  • Il reato è procedibile d’ufficio: la Corte costituzionale ha confermato nel 2026 che il processo prosegue anche se il genitore che ha denunciato ci ripensa.

Il mancato pagamento delle spese straordinarie dei figli non resta sempre una questione di conti tra ex. Quando il genitore obbligato si rifiuta di rimborsare la sua quota di visite mediche, libri di scuola o cure dentistiche, la legge offre anche la via penale.

In particolare, l’art. 570-bis del Codice penale punisce chi viola gli obblighi economici stabiliti dal giudice dopo la separazione o il divorzio. Nel 2025 la Cassazione ha chiarito che tra questi obblighi rientrano anche le spese extra, e non solo l’assegno mensile. Vediamo meglio cosa si può rischiare se non si paga quanto dovuto.

Quando il mancato pagamento delle spese straordinarie dei figli è reato

L’art. 570-bis c.p. punisce il coniuge che non versa l’assegno dovuto dopo il divorzio o che viola gli obblighi di natura economica in materia di separazione e affidamento condiviso dei figli. La norma rinvia alle pene dell’art. 570 c.p.: reclusione fino a un anno o multa da 103 a 1.032 euro.

Secondo i giudici, l’art. 570-bis c.p. non tutela solo l’assegno: copre in generale gli obblighi economici legati all’affidamento dei figli, perché anche le spese straordinarie servono a contribuire al loro mantenimento. Chi non le rimborsa, quindi, può rispondere dello stesso reato di chi salta l’assegno mensile. Per questo reato non serve dimostrare lo stato di bisogno del figlio: conta la violazione dell’obbligo fissato nel provvedimento del giudice civile o nell’accordo omologato.

L’art. 570, secondo comma, n. 2 c.p. descrive, invece, una condotta più grave: far mancare i mezzi di sussistenza ai figli minori o inabili al lavoro. In questo caso reclusione e multa si applicano insieme, ma l’accusa deve provare che l’omissione ha privato il figlio di ciò che gli serve per vivere.

Approfondisci leggendo Violazione degli obblighi di assistenza familiare: come viene punito il reato

cosa succede se un genitore non paga le spese straordinarie per i figli
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Quali spese straordinarie contano per il giudice penale?

La Corte di Cassazione non considera penalmente rilevante qualsiasi spesa, ma individua le spese:

  • previste nel provvedimento del giudice oppure in un accordo tra i genitori;
  • destinate a bisogni prevedibili del figlio, che si ripetono a intervalli più o meno lunghi, come quelle scolastiche e mediche ordinarie;
  • imprevedibili e di importo rilevante, purché indispensabili nell’interesse del figlio.

Il confine tra spese da concordare e spese che non richiedono il consenso dell’altro genitore dipende dal provvedimento e dai protocolli del tribunale competente.

LEGGI ANCHE Compensazione spese straordinarie figli con altri crediti: è legittima?

Il genitore inadempiente può evitare la condanna?

Il processo penale non si apre per ogni ritardo di pochi giorni: il giudice valuta, infatti, la durata dell’inadempimento, l’importo e la volontà del genitore di sottrarsi all’obbligo. Il reato richiede inoltre il dolo: il genitore deve sapere che la spesa è stata sostenuta e che la sua quota è dovuta, e deve scegliere di non pagarla.

La difesa più frequente riguarda la mancanza di soldi. Per la giurisprudenza penale, la perdita del lavoro o un reddito basso non bastano: l’imputato deve dimostrare un’impossibilità economica assoluta e non colpevole. Deve quindi provare di non avere redditi, beni o risparmi, e di aver cercato davvero un’occupazione.

Il genitore obbligato non può decidere da solo di ridurre quanto deve; allo stesso modo, la giurisprudenza esclude che possa compensare il rimborso con un credito che vanta verso l’ex partner.

Scopri di più su Le spese straordinarie per i figli sono obbligatorie?

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La denuncia si può ritirare?

Molti genitori presentano la denuncia e poi, dopo un accordo o un pagamento tardivo, chiedono di ritirarla. Per l’art. 570-bis c.p. questo non ferma il procedimento.

Il reato è procedibile d’ufficio, come conferma la Corte costituzionale con la sentenza n. 96 del 2026, depositata il 5 giugno 2026. La Corte ha giudicato non fondati i dubbi del Tribunale di Varese, che chiedeva di rendere il reato perseguibile solo a querela.

Le ragioni della Consulta guardano al contesto familiare. Chi subisce l’inadempimento può trovarsi in una posizione vulnerabile ed esposto a pressioni per non denunciare o per ritirare la denuncia. La procedibilità d’ufficio, secondo la Corte, può anche spingere a pagare in tempo.

Per te che hai anticipato le spese, questo significa tre cose:

  1. puoi presentare la denuncia alla Procura della Repubblica, ai Carabinieri o alla Polizia di Stato, senza il termine di tre mesi previsto per la querela;
  2. una volta avviato, il procedimento va avanti anche se cambi idea o se l’altro genitore salda il debito;
  3. nel processo puoi costituirti parte civile per chiedere il risarcimento del danno e le somme non versate.

Ti potrebbe interessare pure Foto dell’investigatore e assegno di mantenimento: quando l’ex può perdere il diritto a riceverlo?

Come recuperare le somme in sede civile

La strada penale punisce il genitore inadempiente, ma non ti restituisce subito il denaro. Per il recupero esiste la via civile, che puoi seguire in parallelo.

Per le spese certe e documentate previste dal provvedimento, puoi notificare un atto di precetto e procedere con il pignoramento di stipendio, conto o pensione. Per le spese contestate o da concordare, serve di solito un decreto ingiuntivo. Approfondisci i passaggi nella guida al recupero delle spese straordinarie dei figli.

La Riforma Cartabia ha aggiunto altri strumenti a tutela del credito, come le garanzie e il sequestro dei beni del debitore (art. 473-bis.36 c.p.c.) e il pagamento diretto del terzo (art. 473-bis.37 c.p.c.). Se ti interessa saperne di più, li trovi spiegati nell’articolo su assegno di mantenimento e Riforma Cartabia.

L’altro genitore non ti rimborsa le spese mediche, scolastiche o sportive dei figli? Oppure hai ricevuto una denuncia per somme che non avevi mai concordato? Un avvocato esperto in diritto di famiglia può leggere il provvedimento del tribunale, verificare il protocollo applicabile nella tua città e scegliere la strada più efficace. Su deQuo puoi trovare un professionista in materia e chiedere un preventivo gratuito o una consulenza legale online.

Mancato pagamento spese straordinarie figli – Domande frequenti

Quanto tempo ho per pagare le spese straordinarie per i figli?

In base ai protocolli previsti dai vari tribunali, la prassi prevede che si debba pagare entro e non oltre 15 giorni dal ricevimento della ricevuta di spesa da parte dell’altro genitore.

Cosa fare se l’ex non paga le spese straordinarie?

Per prima cosa, puoi tentare un recupero in via bonaria, con l’invio di una richiesta scritta tramite PEC o raccomandata A/R. In caso di esito negativo, tenta con una diffida legale con lettera di messa in mora, per arrivare infine all’atto di precetto e al decreto ingiuntivo.

Cosa succede se non si pagano le spese straordinarie per i figli?

Le conseguenze possono essere di tipo civile e/o penale: si va dal pignoramento dello stipendio alla possibilità perdita dell’affidamento condiviso.

Riferimenti normativi

  • art. 570 Codice penale;
  • art. 570-bis Codice penale;
  • art. 315 Codice civile;
  • art. 473-bis.36 Codice di procedura civile;
  • art. 473-bis.37 Codice di procedura civile.
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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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