10 feb 2021
Diritto Penale

Il reato di strage è un reato di evento?

Come viene disciplinato il reato di strage nel Codice penale: dalla pena alla prescrizione, dalla procedibilità all'elemento soggettivo.



Cosa si intende per reato di strage


Il reato di strage trova disciplina giuridica nell’articolo 422 del Codice penale, nel quale si legge che:

“Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 285, al fine di uccidere, compie atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità è punito, se dal fatto deriva la morte di più persone, con l’ergastolo.

Se è cagionata la morte di una sola persona, si applica l’ergastolo. In ogni altro caso si applica la reclusione non inferiore a quindici anni”.

reato di strage

Bene giuridico tutelato e procedibilità


Quando si parla di reato di strage, il bene giuridico tutelato è la pubblica incolumità. Il delitto in questione è un reato comune, in quanto può essere commesso da chiunque, e rientra tra i reati procedibili d’ufficio. 

Esiste il reato di tentata strage? Secondo la dottrina, il tentativo non è astrattamente configurabile. Il reato di strage rientra nella tipologia di reato di evento

Differenza con l’articolo 285 c.p. 


Il reato di strage si differenzia dall’articolo 285 c.p. che disciplina la devastazione, il saccheggio e la strage in base a quanto segue: 

“Chiunque, allo scopo di attentare alla sicurezza dello Stato, commette un fatto diretto a portare la devastazione, il saccheggio o la strage nel territorio dello Stato o in una parte di esso è punito con l’ergastolo”.

In tale delitto, infatti, emerge la volontà da parte di chi agisce di attentare conto gli organi costituzionali o la personalità dello stato

Pena e prescrizione


Per quanto riguarda la pena prevista per il reato di strage, si va incontro all’ergastolo nel caso in cui si dovesse provocare la morte di una o più persone. In caso contrario, la reclusione non è mai inferiore ai 15 anni. 

Essendo un reato punibile con l’ergastolo, il reato di strage non va in prescrizione

reato di strage

Reato di evento o reato di pericolo?


Abbiamo detto che il reato di strage è un reato di evento. In realtà anche definirlo come un reato di pericolo non è una definizione inesatta. 

Nella pratica, infatti, la strage è un reato di pericolo in quanto la morte non è un evento necessariamente richiesto affinché il reato possa configurarsi: è sufficiente una condotta che miri a uccidere qualcuno e che possa, anche in potenzia, arrecare pregiudizio all’altrui incolumità. 

Bisogna inoltre ricordare che il reato di strage può essere provocato sia da una condotta commissiva sia da una condotta omissiva: sotto questo punto di vista, l’evento morte diventa una circostanza aggravante e il reato di strage si configura come reato di evento a forma libera

La responsabilità di chi occupa una posizione di garanzia


Un tema dibattuto dalla dottrina riguarda il ruolo di chi occupa una posizione di garanzia: quando questo soggetto non previene il reato di strage, commette un reato omissivo proprio o improprio?

La legge prevede che determinati soggetti, ovvero gli operatori di pubblica sicurezza, abbiano il compito di doversi attivare per la prevenzione di eventi negativi che possano creare danni alla collettività. In questo caso si potrebbe parlare di reato omissivo proprio

Tuttavia, il reato omissivo potrà essere commesso anche da chi non riveste una posizione di garanzia: in questa ipotesi il reato commesso sarà, dunque, di tipo improprio

Elemento soggettivo 


L’elemento soggettivo del reato di strage è il dolo, cioè la volontà cosciente e predeterminata da parte dell’agente di voler uccidere più persone, esponendo, con la sua condotta, la collettività a un grave pericolo. 

Il reato di strage non concorre con il reato di omicidio in quanto l’ipotesi di provocare la morte di più persone è già contemplata nella norma disciplinata dall’articolo 422 c.p. 

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