30 set 2020
Esecuzione e Pignoramenti

Come rispondere alla messa in mora o alla diffida

Come si scrive una lettera di contestazione per rispondere a una diffida ad adempiere o alla messa in mora.

Ricevere una lettera da un creditore





Ci sono diverse tipologie di lettere che possono essere ricevute (tramite raccomandata) da un soggetto debitore, con le quali viene richiesto il pagamento di una data cifra entro un periodo di tempo ben preciso





Potrebbe trattarsi di un sollecito di pagamento, di un decreto ingiuntivo, della lettera di messa in mora o di una diffida ad adempiere: in tutti i casi citati, la risposta non è obbligatoria, ma è comunque possibile contestare la richiesta ricevuta, in particolar modo se si è consapevoli di essere nel giusto. 





Consci anche del fatto che la costituzione in mora comporta eventuali interessi e la possibilità da parte del creditore di ottenere il risarcimento per il danno provocato dal ritardo nei pagamenti, vediamo di seguito quali sono le possibilità in mano al debitore per opporsi.







Differenza tra diffida e messa in mora





La diffida e la messa in mora sono due atti che possono essere inviati da un avvocato (o da un privato) tramite raccomandata o PEC. La diffida consiste nella richiesta di interrompere un determinato comportamento, che è lesivo nei confronti dei diritti di qualcun altro, oppure di compiere una data azione. 





Si può ricevere una diffida anche per questioni apparentemente banali: i propri vicini potrebbero per esempio lamentarsi del proprio cane che abbaia in modo eccessivo o del volume dello stereo elevato. A questo proposito ti potrebbe interessare: “Cosa si intende per rumori molesti?”.





difendersi da diffida e messa in mora




La lettera potrebbe contenere anche una diffida ad adempiere nella quale si richiede al destinatario di non essere inadempiente rispetto ai propri obblighi, nel rispetto del termine massimo che è fissato dalla legge di 15 giorni: in caso di inadempienza, la diffida ad adempiere culmina con la risoluzione del contratto e il risarcimento del danno subito





Per quanto riguarda, invece, la messa in mora si tratta di un atto scritto al quale si può ricorrere in caso di ritardo da parte di un debitore rispetto a un obbligo contrattuale, che provoca l’interruzione della prescrizione, il risarcimento del danno provocato, il pagamento degli interessi legali. Diffida e messa in mora possono anche essere contenute nella stessa letttera. 





Leggi anche: “Cosa sono gli interessi legali”. 





Informazioni utili per il ricevente





L’invio di una lettera di diffida o di messa in mora deve essere conforme a determinati requisiti. In particolare, affinché possa essere considerata valida, dovrà:









Il termine dei 15 giorni per ottemperare alla richiesta ricevuta non è perentorio: se si dovesse trattare di un pagamento insolvente, saldare la somma dovuta il 16° giorno dalla ricezione della richiesta non dovrebbe far scattare alcuna sanzione. In più, qualora il creditore avesse depositato gli atti in tribunale, ma il giudice non avesse ancora emesso il decreto ingiuntivo, allora non si potrebbe esigere il rimborso delle spese legali





Leggi anche: “Cos’è un decreto ingiuntivo“.





Una volta scaduto il termine fissato, il creditore non potrà  procedere in automatico con un pignoramento, ma dovrà ottenere una condanna da parte del giudice con sentenza o tramite decreto ingiuntivo. 





In caso di mancata risposta a una lettera di diffida o di messa in mora, non si sta ammettendo il proprio debito o inadempimento in maniera tacita: il silenzio non fa infatti venir meno la possibilità di potersi difendersi in giudizio contro il creditore. 





difendersi da diffida e messa in mora




Perché rispondere alla lettera di un avvocato





La risposta a una lettera di diffida o di messa in mora che si riceve da un avvocato per conto di un’altra persona è fortemente consigliata, in quanto potrebbe costituire una prova del proprio desiderio di difendersi rispetto alla richiesta ricevuta in quanto non colpevoli. 





Sono diverse le ragioni specifiche per le quali opporsi alla richiesta ricevuta: è infatti possibile contestare l’esistenza stessa del debito p la sua entità. Si potrà inoltre eventualmente fare riferimento al fatto che il debito sia andato in prescrizione o che la richiesta sia stata inviata al debitore sbagliato





La lettera di contestazione dovrà contenere la spiegazione alla base della propria risposta, ma è anche possibile, per il debitore, scrivere una contestazione generica. Nel caso in cui il creditore dovesse andare fino in fondo, chiedendo un decreto ingiuntivo in Tribunale, il debitore avrà la possibilità di presentare opposizione entro 40 giorni di tempo: per farlo, avrà bisogno di un avvocato. 





In conclusione, la lettera di contestazione non dovrà seguire delle regole dal punto di vista formale, l’importante è che sia chiara nel suo contenuto, che sia indirizzata all’avvocato che ha inviato la richiesta di pagamento (o qualsiasi altra tipologia di richiesta) e inviata tramite raccomandata con ricevuta di ritorno (o PEC). 





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