Successione del conto corrente: cosa succede ai soldi in banca dopo la morte del titolare
Quali sono le regole alla base della successione del conto corrente, cosa devono fare gli eredi e cosa cambia tra conto corrente cointestato e intestato al solo correntista defunto.
- Alla morte del titolare, la successione del conto corrente prevede che la banca blocchi immediatamente il conto e annulli tutte le deleghe, in base all’art. 130 del D.Lgs. 123/2025.
- Per i conti cointestati, il 50% del saldo rientra nell’asse ereditario, mentre l’altra metà resta al cointestatario superstite.
- Dal 1° gennaio 2025, con la riforma introdotta dal D.Lgs. 139/2024, l’imposta di successione non viene più liquidata dall’Agenzia delle Entrate ma autoliquidata direttamente dagli eredi.
Quando muore un familiare, tra le prime cose da affrontare c’è la gestione del conto corrente. Può sembrare una questione burocratica secondaria, ma in realtà si tratta di un passaggio delicato, con regole precise da rispettare e conseguenze concrete se si sbaglia. In questo articolo ti spiego come funziona la successione del conto corrente, cosa fare subito dopo il decesso, quanto tempo ci vuole per sbloccare i fondi e quanto si paga di imposta di successione, con le novità entrate in vigore nel 2025.
Cosa succede al conto corrente alla morte del titolare
Nel momento in cui la banca viene informata del decesso di un correntista, procede immediatamente al blocco del conto corrente e di tutti i rapporti collegati: conti deposito, conti titoli, cassette di sicurezza, libretti di risparmio.
Il blocco non è facoltativo per la banca. La base normativa che impone il blocco risiede nell’art. 130 del D.Lgs. 123/2025 (in precedenza art. 48, comma 4, del D.Lgs. 346/1990). Questa norma stabilisce che i debitori del defunto – e la banca è considerata tale per le somme depositate – non possono pagare importi agli eredi se non è stata fornita la prova della presentazione della dichiarazione di successione con l’indicazione specifica del relativo credito.
In pratica, nessuno può toccare quei soldi fino a quando la procedura di successione non è completata. Nemmeno i familiari conviventi, nemmeno chi aveva una delega sul conto. Il blocco tutela gli interessi degli eredi e garantisce la corretta applicazione della tassazione.
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Quali sono i documenti da presentare alla banca per sbloccare il conto
Per sbloccare il conto, gli eredi devono consegnare alla banca una serie di documenti. In linea generale servono:
- il certificato di morte del titolare del conto;
- la dichiarazione di successione presentata all’Agenzia delle Entrate (entro 12 mesi dal decesso);
- un atto di notorietà o dichiarazione sostitutiva che attesti la qualità di erede;
- copia del verbale di pubblicazione del testamento, se presente;
- la restituzione di carte di credito, bancomat, libretto degli assegni e qualsiasi altro strumento di pagamento intestato al defunto.
Se il patrimonio del defunto non supera i 100.000 euro e non include beni immobili o diritti reali immobiliari, la presentazione della dichiarazione di successione non è necessaria.
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Quanto tempo ci vuole per sbloccare il conto?
I tempi di sblocco dei conti correnti per successione non sono uniformi: dipendono sia dalla rapidità nella produzione della documentazione completa da parte degli eredi, sia dall’efficienza dell’istituto bancario coinvolto. In linea generale, la banca dispone di circa 30 giorni dal ricevimento della documentazione completa per eseguire le verifiche e autorizzare lo svincolo dei fondi ai beneficiari.
In circostanze complesse, può servire un tempo massimo di 90 giorni per la liquidazione delle quote agli eredi. Se vi sono conflitti tra eredi, contestazioni, omissioni di documentazione o casi particolari – come eredi minori, incapaci o quote in favore di legatari – i tempi si allungano anche di diversi mesi.
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Come funziona la successione del conto corrente cointestato
Quando il conto è intestato a due persone, le regole cambiano in parte. In caso di conto cointestato, la legge presume che ognuno detenga il 50% del saldo. Alla morte di uno dei cointestatari, il 50% che era del defunto entra nell’asse ereditario, mentre l’altra metà resta di proprietà del superstite. Devi sapere, però, che il tipo di firma pattuita all’apertura del conto fa una differenza pratica importante.
Il conto corrente cointestato può infatti essere a:
- firma congiunta;
- firma digiunta.
1. Conto cointestato a firma congiunta
In questo caso, per qualsiasi operazione serviva la firma di entrambi i titolari. La morte di un intestatario blocca necessariamente l’operatività, non essendo possibile la doppia firma. Il cointestatario superstite dovrà recarsi in banca insieme agli eredi per completare le pratiche e sbloccare le somme.
2. Conto cointestato a firma disgiunta
In teoria, il superstite può agire autonomamente sull’intero saldo, ma in pratica le banche limitano la disponibilità della quota caduta in successione – normalmente il 50% – mentre la restante quota può essere movimentata in alcune circostanze. Se la banca blocca l’intero conto nonostante la firma disgiunta, può essere utile rivolgerti a un avvocato specializzato in successioni per far valere i propri diritti.
Cosa succede se prelevo subito dopo la morte del titolare del conto?
Prelevare somme dal conto corrente del defunto prima del blocco bancario comporta conseguenze legali significative. Chi effettua prelievi senza l’accordo degli altri eredi manifesta un’accettazione tacita dell’eredità, con l’obbligo di farsi carico anche degli eventuali debiti del defunto. Se i soldi prelevati risultano superiori alla propria quota ereditaria, gli altri eredi possono agire legalmente per il recupero.
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Esempio calcolo tassa di successione sul conto corrente
Le somme presenti sul conto corrente rientrano nell’asse ereditario e sono soggette all’imposta di successione, regolata dal D.Lgs. 346/1990 (Testo Unico delle successioni) così come modificato dal D.Lgs. 139/2024, in vigore dal 1° gennaio 2025.
La novità più rilevante del 2025 riguarda il metodo di calcolo:
- per le successioni aperte a partire dal 1° gennaio 2025, l’imposta di successione viene autoliquidata dal contribuente e calcolata in maniera automatica in sede di compilazione della dichiarazione di successione (quadro EF);
- per le successioni aperte prima del 1° gennaio 2025, invece, l’imposta continua a essere liquidata dagli uffici territoriali competenti.
Le aliquote e le franchigie, stabilite dall’art. 7, comma 1 del D.Lgs. 346/1990 come modificato dal D.Lgs. 139/2024, sono le seguenti:
| Beneficiario | Aliquota | Franchigia |
| Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori) | 4% | € 1.000.000 per beneficiario |
| Fratelli e sorelle | 6% | € 100.000 per beneficiario |
| Altri parenti fino al 4° grado; affini in linea retta; affini in linea collaterale fino al 3° grado | 6% | Nessuna |
| Altri soggetti | 8% | Nessuna |
| Persone con disabilità grave (L. 104/1992, art. 3, c. 3) | 4%, 6% o 8% | € 1.500.000 |
Fonte: art. 7 D.Lgs. 346/1990, come modificato dal D.Lgs. 139/2024 – Agenzia delle Entrate
Facciamo un esempio pratico: se un figlio eredita un patrimonio complessivo di €1.200.000 dal genitore, l’imposta del 4% si applica solo sui €200.000 che eccedono la franchigia di un milione, per un totale di €8.000.
Novità per i giovani eredi
In caso di erede unico di età non superiore a 26 anni con beni immobili nell’asse ereditario, è previsto lo sblocco delle sole somme corrispondenti alle imposte catastali, ipotecarie e di bollo, anche senza dichiarazione di successione.
Gestire la successione di un conto corrente può sembrare semplice, ma i dettagli – soprattutto in presenza di più eredi, di un conto cointestato o di patrimoni di una certa entità – possono complicarsi rapidamente. Rivolgiti a un avvocato specializzato in diritto successorio per evitare errori che potrebbero costare molto di più del costo di una consulenza.
Successione del conto corrente – Domande frequenti
Una volta ricevuta la documentazione completa, la banca ha generalmente 30 giorni per autorizzare lo sblocco. Nei casi più complessi i tempi possono arrivare a 90 giorni.
Dipende dal tipo di conto. Con firma congiunta il conto è immediatamente bloccato. Con firma disgiunta il superstite potrebbe operare sulla propria quota, ma in pratica la maggior parte delle banche blocca comunque l’intero saldo fino alla definizione della successione.
La dichiarazione non è obbligatoria se il patrimonio complessivo del defunto non supera i 100.000 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.
Dal 1° gennaio 2025, con il D.Lgs. 139/2024, l’imposta viene autoliquidata dagli eredi direttamente nel quadro EF della dichiarazione di successione e versata tramite modello F24 entro 90 giorni dalla presentazione della dichiarazione.
Chi preleva manifesta un’accettazione tacita dell’eredità, con l’obbligo di assumere anche i debiti del defunto. Gli altri eredi possono agire in giudizio per recuperare le somme prelevate oltre la quota spettante.
Sì. La rinuncia all’eredità è sempre possibile e va fatta con dichiarazione davanti a un notaio o al cancelliere del Tribunale. In quel caso l’erede rinunciante non risponde dei debiti del defunto e non acquisisce nessun bene, compresi i soldi sul conto corrente.
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