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Cassa integrazione guadagni: cos’è, come funziona e quanto dura

La cassa integrazione guadagni è uno strumento essenziale del sistema di welfare italiano. Permette di affrontare momenti di difficoltà aziendale senza perdere il posto di lavoro e con una copertura economica che, seppur parziale, consente di mantenere una certa stabilità.

cassa integrazione guadagni
  • La cassa integrazione è uno strumento prezioso con il quale, in caso di crisi aziendale, si protegge il lavoratore.
  • In caso di difficoltà, si garantisce la continuità aziendale permettendo al lavoratore di ricevere un’indennità.
  • Può essere ordinaria o straordinaria.

La cassa integrazione guadagni (CIG) è uno degli strumenti principali di tutela del reddito dei lavoratori dipendenti in Italia. Serve a sostenere i lavoratori quando l’azienda, per motivi temporanei o strutturali, riduce o sospende l’attività produttiva. In questi casi, lo Stato interviene con un’indennità economica che sostituisce, in tutto o in parte, lo stipendio non percepito.

È uno strumento fondamentale per l’azienda in crisi, in quanto permette di evitare il licenziamento dei lavoratori coinvolti. Capire cos’è la cassa integrazione, come funziona, quanto dura e a quanto ammonta è fondamentale per chi si trova in questa situazione o vuole sapere cosa succede in caso di sospensione lavorativa.

Cos’è la cassa integrazione guadagni (CIG)

La cassa integrazione guadagni è una forma di ammortizzatore sociale gestita dall’INPS. Ha lo scopo di garantire un reddito ai lavoratori dipendenti in caso di riduzione o sospensione temporanea dell’attività lavorativa per cause indipendenti dalla loro volontà.

In sostanza, quando un’azienda non può far lavorare i propri dipendenti (per crisi economica, lavori di ristrutturazione, mancanza di ordini, calamità naturali, ecc.), lo Stato interviene a compensare una parte della retribuzione persa.

Non si tratta quindi di una disoccupazione vera e propria: il lavoratore resta assunto dall’azienda, mantiene il rapporto di lavoro e i contributi previdenziali continuano ad essere accreditati.

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Quanto puoi stare in cassa integrazione?

La CIG è destinata principalmente agli aventi un contratto di lavoro subordinato nell’ambito del settore privato, inclusi operai, impiegati e quadri, apprendisti. Vi rientrano sia lavoratori con contratto a tempo indeterminato, sia con contratto a tempo determinato. Unica condizione è che il lavoratore sia stato assunto da almeno 30 giorni alla data in cui la richiesta di concessione viene presentata.

Sono esclusi, invece:

  • i dirigenti (che hanno altri strumenti di tutela);
  • i lavoratori autonomi e i liberi professionisti nonché i collaboratori coordinati e continuativi (co.co.co.).

Il diritto alla cassa integrazione sorge quando sussistono determinate condizioni oggettive e requisiti aziendali (settore di appartenenza, numero di dipendenti, durata dell’attività).

Non tutte le aziende possono infatti farne richiesta. Oltre alla comprovata crisi aziendale, si deve dimostrare che i lavoratori siano in regola.

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Tipologie di cassa integrazione: cos’è la cassa integrazione ordinaria (CGO)

Esistono due principali forme di cassa integrazione: ordinaria (CIGO) e straordinaria (CIGS). A queste si aggiungono la Cassa Integrazione in Deroga (CIGD) e il Fondo di Integrazione Salariale (FIS), pensati per specifiche categorie o situazioni.

La Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria viene concessa per affrontare situazioni temporanee e transitorie, che non dipendono dall’imprenditore né dai lavoratori. Esempi tipici sono:

  • eventi meteorologici che impediscono la produzione (come alluvioni o nevicate, incendi a titolo d’esempio);
  • mancanza momentanea di materie prime;
  • guasti agli impianti;
  • contrazione temporanea della domanda di mercato.

Sono, dunque, causali transitorie e di breve durata, per cui è pensabile che l’impresa riprenda la normale attività lavorativa, elemento che deve essere valutato a priori. La non imputabilità della situazione a impresa o lavoratori esclude ogni fatto dovuto a negligenza o imperizia. La crisi non può riferirsi, inoltre, all’organizzazione o alla pianificazione aziendale.

La CIGO può essere concessa per un massimo di 13 settimane consecutive, prorogabili fino a 52 settimane in un biennio mobile. Nel caso in cui l’azienda abbia fruito del tempo massimo di 52 settimane, per poter avanzare una seconda richiesta per la medesima unità produttiva, occorre che sia trascorso un periodo di almeno 52 settimane in cui l’attività lavorativa deve essere svolta normalmente. Il tutto a meno che si tratti di evento oggettivamente non evitabile, per il quale non si applicano tali limiti.

Il trattamento è anticipato dal datore di lavoro in busta paga e poi rimborsato dall’INPS, oppure pagato direttamente dall’INPS.

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Cassa integrazione straordinaria (CIGS)

La Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria riguarda, invece, situazioni più gravi o strutturali, che richiedono interventi complessi o riorganizzazioni aziendali.

Può essere concessa per:

  • crisi aziendale;
  • ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione aziendale;
  • fallimento o liquidazione (in vista di eventuale cessione o salvataggio);
  • contratti di solidarietà, ossia accordi per ridurre l’orario di lavoro ed evitare licenziamenti.


La durata della CIGS varia in base alla causa e si estende:

  • fino a 12 mesi per crisi aziendale;
  • fino a 24 mesi per ristrutturazione o riorganizzazione;
  • fino a 24 mesi per contratto di solidarietà;
  • in generale, non più di 36 mesi in un quinquennio mobile per ogni unità produttiva.

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Come funziona la cassa integrazione

Quando l’azienda attraversa una difficoltà, deve presentare domanda all’INPS o al Ministero del Lavoro, a seconda della tipologia di cassa richiesta. Essa deve essere presentata entro 15 giorni dal verificarsi della situazione che la rende necessaria.

La procedura prevede:

  • la comunicazione e consultazione sindacale, per informare i rappresentanti dei lavoratori;
  • l’invio telematico della domanda all’INPS (per la CIGO e il FIS) o al Ministero (per la CIGS);
  • l’autorizzazione – l’ente competente valuta le motivazioni e, se le ritiene fondate, concede il trattamento;
  • il pagamento – l’indennità viene erogata mensilmente, direttamente dall’INPS o anticipata dall’azienda.

Chi sta in cassa integrazione può essere licenziato?

Durante il periodo di cassa integrazione, il lavoratore resta dipendente dell’azienda. Non può essere licenziato, salvo ricorrano casi gravi previsti dalla legge (giusta causa o giustificato motivo soggettivo). Infine, egli continua a maturare alcuni contributi figurativi utili ai fini pensionistici.

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Quanto si prende di cassa integrazione?

Quanto è lo stipendio in cassa integrazione? L’indennità di cassa integrazione non corrisponde al 100% dello stipendio, ma a una percentuale del reddito perso. Dal 1° luglio 2023, l’importo massimo della CIG viene aggiornato annualmente dall’INPS.

In generale, la regola è:

  • 80% della retribuzione lorda corrispondente alle ore non lavorate;
  • con un tetto massimo mensile che, per il 2025, è di circa 1.300 euro netti (variabile in base all’anno e all’indice ISTAT).

Facciamo un esempio pratico. Se un lavoratore guadagna 1.800 euro netti e viene sospeso al 100%, riceverà circa 1.300 euro. Se invece lavora metà mese, riceverà metà stipendio aziendale, al quale dovrà essere aggiunta per metà la CIG in proporzione.

Da tale importo vengono comunque trattenuti contributi figurativi e IRPEF, anche se l’importo finale resta inferiore allo stipendio abituale.

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come funziona la cassa integrazione

Quanto dura la cassa integrazione

La durata dipende dal tipo di CIG. Ecco lo schema:

  • CIGO: massimo 52 settimane in un biennio;
  • CIGS: fino a 24 mesi (in casi particolari fino a 36);
  • CIG in deroga o FIS: durata variabile, stabilita di volta in volta dai decreti.

Cosa succede quando si è in cassa integrazione?

Essere in cassa integrazione non significa perdere il lavoro. Durante questo periodo, il lavoratore dipendente subirà una riduzione temporanea del reddito e dell’orario lavorativo, ma manterrà il posto di lavoro.

In particolare, in questo periodo:

  • non deve prestare servizio nelle ore sospese;
  • non può svolgere un altro lavoro a tempo pieno, se non autorizzato e compatibile;
  • può essere richiamato al lavoro in qualsiasi momento, se l’azienda riprende l’attività.

Se il lavoratore trova un nuovo impiego durante la cassa integrazione, deve comunicarlo all’INPS.

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Manuela Margilio
Esperta di diritto immobiliare, successioni, fiscalità.
Laureata in giurisprudenza a Torino. Dopo aver lavorato presso diversi studi legali, attualmente mi occupo di assicurazioni e scrivo sul web approfondendo tematiche sulle quali nel tempo mi sono specializzata.
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