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Come si può togliere la residenza a una persona?

Cosa bisogna fare per togliere la residenza di un'altra persona che abitava nel proprio immobile, come per esempio un ex marito, un inquilino, una colf o una badante.

come togliere la residenza a un'altra persona
  • Il cambio di residenza è un’operazione semplice, che genera non poche perplessità.
  • La cancellazione dall’anagrafe comunale può essere richiesta non solo per sé stessi, ma anche per un’altra persona.
  • Sarà così possibile togliere la residenza a un figlio, un familiare, un convivente, l’inquilino.

Quando si parla di cambio di residenza, le domande più frequenti riguardano il far togliere la residenza all’ex marito o su come togliere la residenza a un figlio, in particolare quando diventa maggiorenne.

Tra le situazioni più comuni che si possono verificare, rientra quella di una persona che ha vissuto in affitto nel proprio immobile e che, dopo essersi trasferita in un’altra casa, non ha comunicato al Comune il cambio di residenza – di conseguenza, continua a ricevere la corrispondenza presso il vecchio indirizzo. 

Analizziamo dunque di seguito come funziona la procedura relativa al cambio di residenza e quali sono le tempistiche da rispettare.

Come funziona la cancellazione della residenza

La legge prevede che tutte le volte in cui si cambia immobile spostando anche la propria residenza, si dovrà comunicare il cambio obbligatoriamente. Ci sono, però, situazioni nelle quali questo adempimento non viene rispettato. 

Si tratta, per esempio:

  • del caso della badante straniera che è stata ospite nella casa del suo datore di lavoro;
  • di un ex marito che è andato via prima ancora della separazione o del divorzio a causa di un suo tradimento

La procedura di cancellazione della residenza è una pratica molto semplice anche nei casi in cui non riguarda sé stessi, ma un’altra persona, a prescindere dai vincoli di parentela e dal legame instauratosi. Per effettuare il cambio di residenza sarà sufficiente richiedere la cancellazione anagrafica al Comune.  

LEGGI ANCHE Quante volte si può cambiare la residenza?

cambio di residenza come funziona
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Quali sono i motivi per togliere la residenza

La cancellazione dalla residenza anagrafica non avviene solo quando ci si trasferisce volontariamente. Esistono diverse situazioni in cui il Comune può procedere d’ufficio, spesso all’insaputa del diretto interessato. La normativa di riferimento è il D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223 (Regolamento anagrafico della popolazione residente).

I motivi principali per cui si può perdere la residenza sono:

  • trasferimento in altro Comune: quando ci si iscrive all’anagrafe di un nuovo Comune, quello precedente cancella automaticamente la vecchia residenza;
  • iscrizione all’AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero): chi si trasferisce stabilmente fuori dall’Italia deve iscriversi all’AIRE e viene contestualmente cancellato dall’anagrafe italiana;
  • irreperibilità accertata: se l’ufficiale d’anagrafe, a seguito di verifiche – anche tramite la Polizia Locale – non riesce a rintracciare il soggetto all’indirizzo dichiarato, può cancellarlo per irreperibilità, dopo un procedimento che prevede avvisi e termini precisi;
  • decesso: la morte del soggetto comporta la cancellazione automatica dai registri;
  • sentenza di morte presunta: nei casi previsti dagli artt. 58 e seguenti del Codice civile.

Da non sottovalutare il caso dell’irreperibilità: molte persone scoprono di non avere più la residenza solo quando hanno bisogno di un documento. Se sospetti che questo ti riguardi, puoi fare una semplice verifica allo sportello anagrafico del tuo Comune o tramite i servizi online messi a disposizione da molti enti locali.

Approfondisci leggendo Come segnalare l’irreperibilità di una persona

Come si fa il cambio di residenza?

A questo punto, è possibile chiedersi come fare il cambio di residenza in pratica: ci sono dei moduli da compilare e dei documenti da presentare? Generalmente, basta recarsi presso l’anagrafe del nuovo Comune di residenza e compilare una dichiarazione

Quest’ultima conterrà i propri dati e la richiesta di cancellazione anagrafica del vecchio indirizzo di residenza: si dovranno indicare i motivi della stessa, che in genere corrispondono a un trasferimento in una nuova casa. 

Grazie al decreto legge Semplificazioni, in alcuni Comuni, sarà anche possibile presentare tale istanza:

  1. direttamente online;
  2. tramite Fax;
  3. inviando una raccomandata A/R. 

Nello specifico, il cittadino dovrà comunicare il cambio di residenza entro 20 giorni dal momento in cui si sarà effettivamente trasferito. Il Comune avrà il diritto di verificare che la dichiarazione ricevuta corrisponda al vero. 

Nel caso in cui non lo fosse e le comunicazioni sul cambio di residenza dovessero essere false, si commetterebbe il reato di falso. Nel caso di rigetto della domanda di cancellazione anagrafica di residenza, il Comune avrà 45 giorni di tempo per comunicare il motivo al richiedente. 

Nell’ipotesi in cui, dopo 45 giorni, non si dovesse avere un riscontro da parte del Comune, sarà applicato l’istituto giuridico del silenzio assenso, quindi la richiesta sarà considerata accettata. 

LEGGI ANCHE Qual è la differenza tra residenza e domicilio

cambiare la residenza cosa bisogna fare

Cosa fare per togliere la residenza a qualcuno

Cosa cambia nel caso in cui fosse un’altra persona a cambiare la residenza, come per esempio un figlio? Qualora si conosca il nuovo indirizzo di residenza, la procedura è la stessa rispetto a quella descritta nelle righe precedenti. 

E se, invece, non si conoscesse il nuovo indirizzo di residenza? Cosa si dovrebbe fare? La comunicazione con la quale si richiede la cancellazione della residenza potrà comunque avvenire. Saranno poi i servizi demografici a occuparsi di effettuare gli accertamenti necessari per portare a termine il cambio di residenza.

La comunicazione con la quale si richiede la cancellazione di residenza per una terza persona dovrà sempre essere accompagnata:

  • da una copia del proprio documento di identità;
  • dai documenti comprovanti la motivazione alla base della richiesta. 

LEGGI ANCHE Come togliere una persona dallo stato di famiglia

come togliere la residenza a un figlio, inquilino, ospite, convivente

Ex inquilino e badante

Questa pratica potrà essere portata a termine per qualsiasi persona che cambi residenza rispetto alla propria abitazione, quindi anche un ex inquilino precedentemente in affitto (in questo caso si dovrà allegare una copia del contratto di locazione), o una badante che viveva nella casa del suo datore di lavoro.

Quest’ultimo procedimento, per il quale è bene allegare una copia del contratto di lavoro, potrebbe avere tempi lunghi (fino a 1 anno), specialmente nei casi in cui la badante o la colf non fosse più reperibile perché, per esempio, è rientrata nel suo Paese di origine. 

Si ricorda, infine, che, al termine della procedura, sarà necessario comunicare il cambio di residenza anche a:

  • il datore il lavoro;
  • il medico di famiglia;
  • l’Agenzia delle Entrate;
  • un’eventuale compagnia assicurativa. 

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Come togliere la residenza a un’altra persona – Domande frequenti

Chi può levare la residenza?

La procedura per togliere la residenza a un’altra persona comporta la presentazione di un’istanza di cancellazione anagrafica della stessa: scopri come funziona

Cosa fare se voglio togliere la residenza di mio marito da casa?

Nel caso in cui il proprio marito non vivesse più nella propria abitazione, sarà possibile richiederne la cancellazione della residenza presentando la relativa comunicazione. 

Quando una persona è irreperibile?

Si definisce irreperibile la persona che si allontana senza darne notizia dalla sua dimora abituale e della quale non sia possibile individuare la dimora reale tramite accertamenti.

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Maria Saia
Esperta di diritti delle donne
Ha respirato per più di 20 anni la stessa aria di Falcone e Borsellino e ne condivide, ancora oggi, il sogno utopico di un mondo senza mafie e ingiustizie. Non a caso, “È la giustizia, non la carità, che manca nel mondo” è una delle sue citazioni preferite. Su deQuo, scrive di bonus e agevolazioni statali e di diritti della persona - in particolare, di diritti delle donne.
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