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Quanto si paga per un divorzio consensuale?

Divorzio consensuale: quali sono i costi da aspettarsi e quale procedura conviene attivare per risparmiare? Ecco una analisi comparata delle possibili alternative

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  • Il divorzio consensuale rappresenta la procedura più economica per sciogliere il matrimonio.
  • Il divorzio, con l’accordo delle parti, può essere instaurato in Comune o in Tribunale;
  • Per divorziare consensualmente si devono sostenere costi fissi, obbligatori e uguali per tutto il territorio, e la parcella dell’avvocato, la cui assistenza non è sempre obbligatoria.

Il divorzio rappresenta l’ultima fase dell’iter per mettere fine a un matrimonio. Prima, infatti, è necessario concludere il procedimento della separazione, il cui obiettivo è essenzialmente sospendere gli obblighi derivanti dalla contrazione del vincolo coniugale e “impostare” le basi per il futuro assetto economico, finanziario e gestionale dei rapporti familiari.

Uno degli aspetti certamente oggetto di valutazione da parte di ciascun coniuge, nel momento in cui intende interrompere la relazione matrimoniale, riguarda i costi da affrontare.

Ciò in quanto si tratta di procedure che richiedono tempo e anche l’impiego di risorse economiche, che, a volte, possono rilevarsi importanti, anche solo perché non preventivate. Per questo motivo ti conviene conoscere o quantomeno provare a stimare il costo del divorzio dopo una separazione consensuale, al fine di evitare sorprese.

Qual è la differenza tra separazione consensuale e separazione giudiziale?

Prima di provare a stimare le spese per divorzio consensuale, è utile chiarire la differenza fra separazione consensuale e separazione giudiziale.

Semplificando, l’aspetto che consente di distinguere le due diverse tipologie di separazione è rappresentato dalla formazione di un accordo:

  1. nella separazione consensuale, vi è l’accordo fra i coniugi su tutte le condizioni (affidamento dei figli, assegni, casa), con la conseguenza che il giudice si limita semplicemente a omologare la decisione dei coniugi, purché equilibrato;
  2. nella separazione giudiziale, invece, non essendoci accordo tutte le decisioni in merito a qualsiasi aspetto afferente alla separazione è essenzialmente assunto dal giudice – con ovvie ricadute in termini di tempistiche e di costi, nettamente superiori.
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Come fare il divorzio consensuale

Anche il divorzio, come la separazione, può essere consensuale, se non vi sono situazioni di conflittualità fra i coniugi e se questi abbiano raggiunto un accordo.

Puoi divorziare consensualmente in due modi:

  1. in Comune, davanti all’Ufficiale di Stato Civile, con un accordo, ammesso solo se non vi sono figli della coppia e patrimoni complessi;
  2. in Tribunale, davanti al giudice, con un ricorso congiunto.

Si tratta di due procedure autonome, applicabili in situazioni diverse, nel rispetto di specifiche condizioni, più stringenti nel caso in cui si opti per la firma dell’accordo in Comune.

La distinzione fra le due tipologie di divorzio consensuale rileva anche da un punto di vista economico, perché in entrambi i casi sono certamente più contenute rispetto a un divorzio giudiziale.

Approfondisci leggendo Divorzio consensuale: come funziona la procedura, tempi e costo

Quali sono le spese per un divorzio consensuale

Le spese per un divorzio consensuale sono di diversa tipologia e possono essere suddivise in almeno due macro categorie ben distinte, ognuna con una funzione specifica nel procedimento.

In linea generale, le spese che, semplificando, certamente ti troverai a dover affrontare per chiudere il tuo matrimonio si possono distinguere in:

  • spese fisse: tasse giudiziarie e amministrative, diritti di cancelleria e altre spese, validi su tutto il territorio nazionale, che dovrai anticipare per instaurare la procedura e versare anche nel corso del giudizio; 
  • spese variabili: rappresentate dal compenso dell’avvocato che ti assiste nel corso del procedimento.
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Parcella avvocato per divorzio consensuale

Il costo di un divorzio consensuale che maggiormente preoccupa è rappresentato proprio dall’onorario del professionista che ti assisterà nel corso della procedura. Questo perché la parcella avvocato per un divorzio consensuale è un onere difficilmente quantificabile con precisione, a seguito dell’abolizione dei parametri forensi.

L’onorario dell’avvocato, infatti, dipende da svariati fattori, quali:

  • il contesto geografico e territoriale – nelle grandi città la parcella avvocato per divorzio consensuale è certamente più “salata” rispetto a un professionista che esercita in una più piccola cittadina);
  • la complessità dell’incarico affidato al professionista legale, dipendente dalle questioni da definire (patrimoni, mantenimento, gestione figli).

Alla luce di tali variabili, è possibile e procedere solo con una mera stima dell’onorario e, conseguentemente, dei costi complessivi, perché molti (troppi!) sono gli aspetti che influiscono inevitabilmente sul calcolo delle risorse necessarie.

A grandi linee, è possibile stimare per un divorzio consensuale un onorario compreso tra 1.000 e 3.000 euro in totale, oltre a IVA e contributi di legge, se si incarica un unico avvocato. Tale importo potrebbe aumentare, rientrando nel range compreso tra 2.000  e  4.000 euro (o più), in caso di due avvocati o in quelli di maggiore complessità.

Costi fissi per divorzio consensuale in Comune

Altra voce di costo di un divorzio consensuale è rappresentata dalle c.d. spese di giustizia obbligatorie, ovvero oneri fissi, validi su tutto il territorio nazionale, che dovrai anticipare per instaurare la procedura e nel corso del giudizio.

Si tratta, nello specifico, di diritti di cancelleria, oneri amministrativi e altre c.d. spese vive, necessarie per avviare il processo, validi su tutto il territorio nazionale. Tali costi, seppur in minima parte, variano in base alla tipologia di divorzio consensuale.

In particolare, nel caso del divorzio consensuale in Comune:

  • sono previste spese amministrative variabili da 16 a 50 euro;
  • non è dovuto il contributo unificato;
  • non è obbligatoria l’assistenza dell’avvocato.

LEGGI pure Divorzio in Comune: come fare, quando è possibile e quanto costa

quanto costa divorziare in modo consensuale

Spese per divorzio consensuale in Tribunale

Leggermente più elevati sono i costi fissi per il divorzio consensuale in Tribunale. Nel caso di negoziazione assistita, per porre fine al tuo matrimonio, devi mettere in conto di dover sostenere, oltre al compenso dell’avvocato, i seguenti oneri e diritti di segreteria: 

  • contributo unificato pari a circa 43 euro;
  • marche e spese di cancelleria variabili da 20 a 50 euro.

Se il divorzio consensuale è instaurato con la procedura stragiudiziale, con ricorso congiunto innanzi al Tribunale, non sono dovuti né il contributo unificato, né altre spese di bollo e amministrative. 

Approfondisci con Divorzio finto: quali sono i vantaggi e cosa si rischia a livello penale

Quali sono i vantaggi del divorzio consensuale?

Come accennato, lasciarsi consensualmente è più conveniente, perché “costa” molto meno. Questo perché, come in precedenza esposto, molte spese, se c’è accordo con il tuo partner, puoi anche risparmiarle, oltre a ridurre in modo considerevole le tempistiche (per esempio, gli onorari del professionista, poiché è possibile anche depositare direttamente un accordo in Comune o il ricorso congiunto in Tribunale, senza dover richiedere l’intervento dell’avvocato).

Ma anche nel caso in cui dovessi optare per la procedura della c.d. negoziazione assistita, che prevede l’assistenza di un avvocato, posto che vi è accordo fra le parti, potrai scegliere lo stesso professionista e, dunque, dividere il costo avvocato per divorzio consensuale.

Nel caso di separazione consensuale, anche le spese giudiziali sono contenute, poiché limitate al contributo unificato ridotto e a minime spese amministrative.

Ti potrebbe interessare pure Separazione e divorzio con atto unico: quali sono i costi da sostenere?

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Avv. Debora Mirarchi
Esperta in diritto tributario
Laureata all’Università di Bologna, sono iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano dal 2012. Negli anni, ho collaborato con studi operanti nel settore tributario, acquisendo una significativa esperienza nella consulenza nazionale e internazionale, con focus in materia di fiscalità. Unitamente all’esercizio della professione, ho coltivato la passione per la scrittura, collaborando, in qualità di autrice, con le principali riviste specialistiche di settore.
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