Parametri forensi: guida alle tariffe per il calcolo del compenso dell’avvocato
I questa guida esaminiamo cosa sono i parametri forensi, utili per calcolare il compenso dell'avvocato in una causa civile, una processo penale, una mediazione, un'attività stragiudiziale, e così via.
- I parametri forensi sono i valori ministeriali che servono a quantificare il compenso dell’avvocato quando manca un accordo scritto e quando il giudice liquida le spese legali.
- Le tabelle in vigore sono quelle del DM 147/2022, applicabili dal 23 ottobre 2022: dopo quella data non risulta pubblicato un nuovo decreto sui parametri.
- Il calcolo cambia a seconda dell’attività: civile e penale si liquidano per fasi, la mediazione ha tre fasi dedicate, lo stragiudiziale ha un compenso unico per scaglione di valore.
I parametri forensi sono i criteri con cui si determina il compenso dell’avvocato. Li fissa il DM 10 marzo 2014, n. 55, un regolamento del Ministero della Giustizia adottato ai sensi dell’art. 13, comma 6, della legge 31 dicembre 2012, n. 247 (legge professionale forense).
Hanno preso il posto delle vecchie tariffe professionali, abolite nel 2012. Il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 77 del 2 aprile 2014 ed è in vigore dal 3 aprile 2014. Nel decreto si parla di valori medi: sono gli importi indicati nelle tabelle allegate, uno per ogni fase e per ogni scaglione di valore. Il giudice parte da lì e li adatta al caso concreto.
I parametri non sono tariffe obbligatorie. Avvocato e cliente possono accordarsi su qualsiasi compenso, purché sia proporzionato all’opera svolta. Lo conferma l’art. 1 del DM 55/2014: il regolamento si applica quando il compenso non è stato determinato in forma scritta, oppure in ogni caso di mancato accordo, comprese le liquidazioni giudiziali. Vediamo in che modo sono applicati.
- Quando si applicano i parametri forensi
- Parametri forensi e D.M. n. 147/2022: ci sono novità?
- Come si calcola il compenso dell’avvocato con i parametri forensi
- Come si determina il valore della causa?
- Un esempio di calcolo: causa civile in tribunale
- Parametri forensi e preventivo: cosa puoi chiedere al tuo avvocato
Quando si applicano i parametri forensi
I parametri entrano in gioco in tre situazioni, in ciascuna delle quali svolgono una funzione diversa. Sono:
- la liquidazione delle spese a carico del perdente;
- il compenso non pattuito per iscritto;
- l’equo compenso.
Vediamo meglio di cosa si tratta.
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1. Liquidazione delle spese a carico del perdente
Quando il giudice condanna la parte soccombente a pagare le spese di lite, usa i parametri per quantificarle. Il codice di riferimento è il Codice di procedura civile (art. 91 c.p.c.), mentre i valori arrivano dalle tabelle del DM 55/2014.
2. Compenso non pattuito per iscritto
Se tu e il tuo avvocato non avete firmato un accordo sul compenso, i parametri diventano il metro per calcolare la parcella. Il Codice civile (art. 2233 c.c.) richiede che il compenso sia adeguato all’importanza dell’opera e al decoro della professione. La legge professionale prevede inoltre che il compenso sia pattuito per iscritto al conferimento dell’incarico (art. 13 della legge n. 247/2012).
3. Equo compenso
La legge 21 aprile 2023, n. 49 sull’equo compenso collega il compenso adeguato ai parametri ministeriali. Riguarda i rapporti professionali con le imprese di maggiori dimensioni, le banche, le assicurazioni e la pubblica amministrazione.
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Parametri forensi e D.M. n. 147/2022: ci sono novità?
Le tabelle aggiornate sono quelle allegate al DM 13 agosto 2022, n. 147, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 236 dell’8 ottobre 2022. Sono in vigore dal 23 ottobre 2022 e si applicano alle prestazioni professionali esaurite dopo quella data. Hanno sostituito per intero le tabelle precedenti.
L’iter è stato il seguente:
- con DM 55/2014 nasce il sistema dei parametri, in vigore dal 3 aprile 2014;
- il DM 37/2018 porta alla prima revisione, in vigore dal 27 aprile 2018, con modifiche su penale, arbitrato, mediazione e negoziazione assistita;
- la seconda revisione è stata introdotta con il DM 147/2022, in vigore dal 23 ottobre 2022, con valori adeguati al costo della vita.
Il DM 147/2022 ha introdotto la tabella 20-bis (accertamento del passivo nel fallimento e nella liquidazione giudiziale). Ha eliminato le parole “di regola” davanti alle percentuali di aumento e diminuzione, per ridurre la discrezionalità del giudice. Ha fissato al 50% il limite massimo di aumento e di riduzione dei valori medi. Le tabelle allegate sono 28 in tutto, compresa la 25-bis sulla mediazione, inserita dal DM 37/2018.
Dopo il 2022 non risultano nuovi decreti sui parametri. Il Ministero della Giustizia non ha ancora pubblicato un aggiornamento successivo, anche se la legge professionale prevede un adeguamento periodico. Le fonti che parlano di “tabelle 2026” rimandano tutte al DM 147/2022.
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Cosa cambia con la riforma dell’ordinamento forense del 2026?
La legge 28 luglio 2026, n. 137, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 1° agosto 2026 e in vigore dal 16 agosto 2026, delega il Governo a riscrivere la legge professionale. Sul tema dei compensi prevede che il Ministro della Giustizia, su proposta del Consiglio nazionale forense, adotti i parametri ogni due anni. Resta ferma la libera pattuizione del compenso, salvi i casi di equo compenso.
Il Consiglio dei ministri del 2 ottobre 2026 ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo attuativo. Il testo non è ancora definitivo e, finché non cambia il DM 55/2014, restano valide le tabelle del 2022.
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Come si calcola il compenso dell’avvocato con i parametri forensi
Il calcolo segue sempre lo stesso schema. Cambiano le tabelle e le fasi da considerare. Nella pratica si:
- individua la tabella corretta, in base all’autorità giudiziaria o al tipo di attività;
- determina lo scaglione di valore della causa o dell’affare;
- sommano i valori medi delle fasi effettivamente svolte;
- applicano gli aumenti o le riduzioni consentiti, fino al 50%;
- aggiunge il rimborso forfettario delle spese generali, pari al 15% del compenso totale (art. 2 DM 55/2014);
- aggiungono CPA (cassa previdenziale degli avvocati) e IVA, come per ogni parcella.
Il giudice valuta le caratteristiche, l’urgenza e il pregio dell’attività, l’importanza e la difficoltà dell’affare, i risultati ottenuti e le condizioni del cliente (art. 4 DM 55/2014). Per la difficoltà tiene conto in particolare dei contrasti giurisprudenziali.
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Come si determina il valore della causa?
Nella liquidazione a carico del perdente, il valore si stabilisce secondo il Codice di procedura civile. Nei giudizi di pagamento o di risarcimento si guarda, di norma, alla somma attribuita alla parte vincitrice e non a quella domandata (art. 5 DM 55/2014).
Le cause di valore indeterminabile si considerano comprese tra 26.000 e 260.000 euro. Se la causa è di particolare importanza, si sale allo scaglione fino a 520.000 euro. Sopra i 520.000 euro l’art. 6 prevede incrementi fino al 30% per ogni raddoppio di valore dei vari scaglioni.
Oltre alla forbice del 50%, il decreto prevede maggiorazioni e riduzioni specifiche. Per esempio, nel caso di:
- più assistiti con la stessa posizione, il compenso unico aumenta del 30% per ogni soggetto oltre il primo, fino a dieci, e del 10% per ogni soggetto oltre i primi dieci, fino a trenta;
- separazione consensuale e divorzio congiunto, se l’avvocato assiste entrambi i coniugi, il compenso aumenta del 20%;
- atti telematici ben strutturati, fino al 30% in più quando gli atti consentono la ricerca testuale e la navigazione interna (art. 4, comma 1-bis);
- conciliazione giudiziale o transazione, il compenso è pari a quello della fase decisionale, aumentato di un quarto;
- condotte abusive, sono un elemento di valutazione negativa nella liquidazione;
- responsabilità processuale ex art. 96 c.p.c., l compenso dell’avvocato del soccombente si riduce del 75%.
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Parametri forensi civili
Nel civile il compenso si calcola per fasi (art. 4, comma 5): studio della controversia, fase introduttiva, fase istruttoria o di trattazione, fase decisionale. Una fase rileva solo se è stata svolta davvero. Un avvocato che subentra a un collega in una causa già avviata può chiedere anche la fase di studio (art. 4, comma 5-bis).
Gli scaglioni vanno da 0,01 euro a 520.000 euro e sono sei. Cambiano le tabelle in base al giudice: giudice di pace, tribunale, corte d’appello, Cassazione. Esistono tabelle dedicate alle cause di lavoro e di previdenza, ai procedimenti monitori, cautelari, esecutivi, ai giudizi amministrativi e a quelli tributari.
Parametri forensi penali
Nel penale conta l’autorità giudiziaria davanti alla quale si svolge la difesa, non il valore economico. La tabella 15 distingue giudice di pace, indagini preliminari, indagini difensive, GIP e GUP, tribunale monocratico e collegiale, corte d’assise, corte d’appello e Cassazione.
L’art. 12 elenca i criteri: gravità e numero delle imputazioni, complessità delle questioni, numero di udienze diverse da quelle di mero rinvio, esito ottenuto. Per le indagini difensive particolarmente complesse o urgenti il compenso aumenta del 20%. Per chi è ammesso al patrocinio a spese dello Stato si tiene conto della concreta incidenza degli atti sulla posizione della persona difesa.
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Parametri forensi per mediazione e negoziazione assistita
La tabella 25-bis divide la procedura in tre fasi: attivazione, negoziazione e conciliazione. Se la procedura si chiude con un accordo, i compensi delle fasi di attivazione e di negoziazione aumentano del 30%, fermo il compenso per la conciliazione. Lo prevede l’art. 20, comma 1-bis, come modificato dal DM 147/2022.
Parametri forensi per l’attività stragiudiziale
Per consulenze, pareri, trattative e contratti si usa la tabella 25. Il compenso è onnicomprensivo per l’affare, salvo che l’affare si componga di fasi o parti autonome (art. 18). Sopra i 520.000 euro il compenso si calcola con una percentuale decrescente del valore: parte dal 3% e scende fino allo 0,25% oltre i 22 milioni (art. 22).
Se avvocato e cliente pattuiscono un compenso a tempo, il decreto indica un parametro orientativo da 200 a 500 euro per ogni ora, o frazione superiore a trenta minuti (art. 22-bis).
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Un esempio di calcolo: causa civile in tribunale
Prendi una causa davanti al tribunale di valore compreso tra 5.200,01 e 26.000 euro, con tutte le fasi svolte. Con i valori medi della tabella 2 il conto è questo.
| Voce | Importo |
| Fase di studio | 919,00 euro |
| Fase introduttiva | 777,00 euro |
| Fase istruttoria e di trattazione | 1.680,00 euro |
| Fase decisionale | 1.701,00 euro |
| Compenso (valori medi) | 5.077,00 euro |
| Rimborso forfettario 15% | 761,55 euro |
| CPA 4% | 233,54 euro |
| IVA 22% | 1.335,86 euro |
| Totale | 7.407,95 euro |
L’esempio non include aumenti, riduzioni e spese vive documentate. Il giudice può muovere ogni voce entro il 50%, in più o in meno, motivando la scelta.
Negli stessi termini, una mediazione dello stesso scaglione chiusa con accordo vale, comporta un costo di attivazione 441 euro e negoziazione 882 euro, aumentate del 30% (573,30 e 1.146,60 euro), più 1.720 euro per la conciliazione. Il compenso arriva a 3.439,90 euro, prima di spese generali, CPA e IVA.
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Parametri forensi e preventivo: cosa puoi chiedere al tuo avvocato
Il compenso si concorda prima dell’incarico, tramite un preventivo scritto. La legge professionale (art. 13 della legge n. 247/2012) prevede inoltre che l’avvocato comunichi per iscritto, a richiesta del cliente, la prevedibile misura del costo della prestazione, con le singole voci.
I parametri sono il termine di confronto per capire se la cifra proposta è in linea con quella che userebbe un giudice. Resta vietato il patto con cui l’avvocato si fa riconoscere una quota del bene o del credito oggetto della causa.
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Parametri forensi – Domande frequenti
No. Valgono quando manca un accordo scritto e per la liquidazione giudiziale delle spese. Con un accordo, l’avvocato e il cliente possono scegliere un altro compenso.
È pari al 15% del compenso totale. Si somma al compenso e alle spese documentate (art. 2 DM 55/2014).
Sì, ma entro il 50% in più o in meno rispetto ai valori medi. Dal DM 147/2022 non esiste più la formula “di regola”.
Riferimenti normativi
- DM 10 marzo 2014, n. 55 (parametri per la liquidazione dei compensi forensi), artt. 1, 2, 4, 5, 6, 12, 18, 20, 22, 22-bis;
- DM 8 marzo 2018, n. 37 (Gazzetta Ufficiale n. 96 del 26 aprile 2018);
- DM 13 agosto 2022, n. 147 (Gazzetta Ufficiale n. 236 dell’8 ottobre 2022), in vigore dal 23 ottobre 2022;
- legge 31 dicembre 2012, n. 247, art. 13 (ordinamento forense);
- legge 21 aprile 2023, n. 49 (equo compenso);
- legge 28 luglio 2026, n. 137 (delega al Governo per la riforma dell’ordinamento forense), Gazzetta Ufficiale n. 177 del 1° agosto 2026;
- Codice civile, art. 2233 (compenso del professionista);
- Codice di procedura civile, artt. 91 e 96 (spese di lite e responsabilità aggravata).
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