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Morte del genitore: chi gestisce i beni del figlio minore?

Chi amministra l'eredità dei minori che sono rimasti senza genitori? Vediamo quali sono le regole previste dalla legge e quando i minori possono prendere eventuali decisioni sul proprio patrimonio in autonomia.

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  • La morte di entrambi i genitori può comportare, per il minore, il rischio di ereditare dei debiti.
  • In realtà, questa ipotesi viene evitata dalla legge grazie all’obbligo di procedere con il beneficio d’inventario.
  • Fino a quando i figli orfani sono minori, non potranno comunque decidere in autonomia se accettare o rifiutare l’eredità.

Potrebbe capitare, per una tragica fatalità, che dei bambini rimangano senza i loro genitori. Sono tante le domande che potrebbero sorgere in un caso simile, come quelle relative all’adozione dei minori. 

In questa guida ci occuperemo di un caso specifico, ovvero di spiegare il funzionamento dell’eredità da parte di un minore che non ha più i genitori – e che ha quindi si ritrova a dover gestire il loro patrimonio. 

Il minore, per legge, non può decidere autonomamente se accettare o rifiutare l’eredità dei genitori, quindi cosa succede a questo proposito se entrambi dovessero non esserci più? Vediamo quali sono le tutele previste per i soggetti minorenni, in particolare per difenderli dall’eventuale presenza di debiti nel patrimonio dei genitori. 

Nomina del tutore

Abbiamo detto che i minori non possono gestire da soli i beni che hanno ereditato alla morte dei genitori. Per comprendere quelle che succede dal punto di vista legale, è necessario introdurre la figura del tutore

Il tutore di un minore può essere nominato non solo quando questi è orfano, quindi i genitori sono morti, ma anche:

  • in caso di decadenza o sospensione della responsabilità genitoriale;
  • se il minore è stato dichiarato adottabile;
  • se i genitori sono detenuti oppure, per incapacità o lontananza, non possono assicurare gli interessi del minore;
  • qualora il minore sia straniero e i suoi genitori si trovano in un altro Stato. 

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Chi viene nominato tutore del minore

Il tutore, che viene nominato dal giudice tutelare tramite decreto, può essere designato dal genitore che per ultimo ha esercitato la responsabilità genitoriale, ai sensi di quanto previsto dall’art. 348 del codice civile.

La designazione può essere fatta tramite:

  1. testamento olografo;
  2. atto pubblico, quindi alla presenza di un notaio;
  3. scrittura privata autenticata

Potrebbe però accadere, come nel caso preso in esame, che i genitori non abbiano designato nessun tutore perché la loro morte è stata improvvisa. In questo caso, sarà il giudice tutelare a sceglierne uno, solitamente optando per un ascendente, un parente prossimo o un affine, procedendo così all’apertura della tutela (art. 343 codice civile). 

Sarà tenuto ad ascoltare il minore nel caso in cui questi abbia compiuto 12 anni o anche prima, se possiede capacità di discernimento. Solitamente, viene scelta una persona che ha già un legame con il minore, ma deve comunque trattarsi di una persona idonea, ovvero di ineccepibile condotta. Se nel corso nell’incarico, la sua idoneità viene meno, il giudice può decidere di revocare il tutore.

Nell’ipotesi in cui dovessero esserci più figli, quindi ci possa essere un conflitto di interesse tra i minori, il giudice può procedere con la nomina di un curatore speciale (art. 347 codice civile). 

Eredità del minore senza genitori

Il tutore è la persona che deve garantire il soddisfacimento dei bisogni del minore: da quelli primari (vitto, alloggio) a quelli educativi, formativi e di crescita. Tra le altre cose, si occupa anche di gestire i suoi interessi patrimoniali

Dopo essere stato nominato, il tutore deve, nei 10 giorni successivi, procedere con l’inventario dei beni del minore, che dovrà terminare nell’arco di 30 giorni. L’articolo 471 cc prevede infatti che l’eredità dei minori debba necessariamente avvenire con beneficio d’inventario. In caso contrario, sarebbe considerata priva di effetti. 

In questo modo, si riesce a separare il patrimonio del defunto, comprensivo anche di debiti, dall’eredità spettante al minore. In pratica, i creditori non potranno soddisfarsi sui beni passati in eredità ai figli.  

LEGGI ANCHE Accettazione eredità con beneficio di inventario: termini e procedura

eredità minori morte genitori

Cosa succede se decade il beneficio d’inventario?

Il tutore potrebbe non rispettare i termini previsti dalla legge per procedere con la redazione dell’inventario. Questo significa che il minore non potrà ereditare o avrà a suo carico anche i debiti dei suoi genitori?

No, perché la legge dà al minore la possibilità, nel periodo compreso dal compimento della maggiore età a quello in cui compie 19 anni, di procedere con la redazione dell’inventario (art. 489 cc). Questa regola si applica anche ai soggetti interdetti e inabili. 

Una volta divenuto maggiorenne, il minore potrà anche decidere se:

  • accettare l’eredità senza beneficio d’inventario;
  • rinunciare all’eredità?

Se avessi dubbi o perplessità sull’argomento, ti invitiamo a scrivere a un avvocato specializzato in successioni e eredità per ricevere una consulenza legale via chat. 

Eredità minori – Domande frequenti

I minori possono accettare o rinunciare all’eredità in autonomia?

No, i minori non hanno il diritto di accettare o rinunciare all’eredità da soli

Chi gestisce il patrimonio di un minore?

In assenza dei genitori, viene nominato un tutore, che potrà compiere atti di ordinaria amministrazione o, su autorizzazione del giudice tutelare, anche di natura straordinaria. 

Chi gestisce l’eredità di un minorenne?

Se il minore dovesse rimanere orfano, il giudice tutelare procederà con la nomina di un tutore

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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