redazione dequo
04 mar 2020
Giurisprudenza

Clandestinità: reato, conseguenze, sanzioni

Perché il governo ha deciso di rimandare la decisione sull'abolizione del reato di immigrazione clandestina

La storia del reato di immigrazione clandestina in Italia è abbastanza articolata: è stato introdotto per la prima volta dal decreto legislativo n. 268 del 1998, noto come Testo Unico sull’immigrazione clandestina, o legge Bossi-Fini.





Successivamente il reato di immigrazione clandestina, contenuto nell’articolo 10 del decreto del 1998, è stato emendato dal decreto sicurezza del 2009, durante il Governo Berlusconi. A livello pratico, il reato si è rivelato un fallimento: ci si è concentrati su procedure giudiziali poco rilevanti, perdendo di vista il problema reale, ovvero il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.





Già nel 2015 c’era l’intenzione di introdurre un decreto per la cancellazione del reato di immigrazione clandestina: le intenzioni sono state ribadite anche nel 2019 con l’idea di un decreto atto a depenalizzare il reato. La depenalizzazione lo trasformerebbe da reato a illecito amministrativo, annullando in questo modo le sanzioni penali previste per i migranti.





Alla luce di quanto detto, analizzando la situazione attuale relativa al reato di immigrazione clandestina, sarà illustrato di seguito cos’è, quali sono le conseguenze e le sanzioni previste, e in cosa consiste invece il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con il quale spesso si tende a fare confusione.







Reato di immigrazione
clandestina: cos’è





Per immigrazione clandestina si intende l’ingresso e il soggiorno illegale di uno straniero che giunga in Italia senza rispettare le procedure ordinarie previste. Si tratta di una contravvenzione, ovvero di un reato minore, che viene punito con una sanzione pecuniaria.





In altri termini, l’immigrato che entri in Italia clandestinamente non viene punito con il carcere, ma è tenuto a pagare una sanzione. Si tratta di un reato per il quale:









reato di immigrazione clandestina sanzioni




Quando l’immigrazione
non è clandestina





Per legge, chiunque sia dotato di un passaporto valido, di un documento equipollente o, nei casi previsti, di un visto di ingresso, può entrare in Italia: la condizione è che lo faccia attraverso i varchi di frontiera ufficiali. Come in ogni Paese del mondo, infatti, le persone in ingresso vengono sempre registrate, con procedure e trafile burocratiche che variano a livello locale.





Il visto di ingresso viene rilasciato dalle rappresentanze
consolari o diplomatiche italiane presenti nello stato di provenienza del
cittadino straniero, ma per ottenerlo devono essere soddisfatti alcuni
requisiti fondamentali, ovvero:





  1. che lo straniero sia in possesso della documentazione necessaria a dimostrare le motivazioni e le condizioni del suo soggiorno;
  2. che lo straniero sia in grado di dimostrare di essere in possesso dei mezzi di sussistenza per tutta la durata del soggiorno.




I visti di ingresso in Italia possono essere:









Reato di immigrazione
clandestina: requisiti di ammissione





Oltre ai requisiti sopra riportati, non vengono inoltre
ammessi in Italia:









Possono invece soggiornare in Italia gli stranieri in possesso di permesso di soggiorno, o qualsiasi altro documento equipollente, che deve essere richiesto al questore della provincia nella quale si ha intenzione di stare, entro otto giorni lavorativi dall’ingresso nello Stato straniero.





Reato di immigrazione clandestina: le sanzioni





Essendo un reato minore, l’immigrazione clandestina viene punito con un’ammenda che va da un minimo di 5.000 euro a un massimo di 10.000 euro. Arrivare in Italia in modo illegale comporta comunque altre conseguenze





Lo straniero che si presenta ai valichi di frontiera senza il possesso dei requisiti richiesti, potrebbe essere soggetto al respingimento, ovvero potrebbe essere allontanato dal territorio nazionale. Si tratta di una procedura immediata che viene applicata ai soggetti che, se entrassero in Italia, commetterebbero il reato di immigrazione clandestina.





reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina




Reato di favoreggiamento dell’immigrazione
clandestina: cos’è





Se da un lato il reato di immigrazione clandestina viene punito con una semplice ammenda, la pena prevista per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è ben più grave. Chi lo commette, in pratica, promuove, organizza e gestisce il traffico illegale di cittadini stranieri in un altro Stato.





Mentre il reato di immigrazione clandestina è un reato proprio, perché può essere commesso solo da un cittadino straniero, il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina è un reato comune, poiché può essere commesso da qualsiasi soggetto, a prescindere dalla sua provenienza.





Si tratta di un reato:





  1. che presuppone il dolo da parte di chi lo commette, ovvero la consapevolezza di star commettendo un illecito facendo entrare in uno Stato straniero dei cittadini che non possiedano i requisiti;
  2. a condotta libera, in quanto può declinarsi in modalità differenti: dalla fornitura di documenti falsi al trasporto su un barcone clandestino.  




Reato di favoreggiamento dell’immigrazione
clandestina: la pena





In Italia è in vigore la tendenza a prevedere una pena maggiore per i soggetti che favoriscono le condotte illecite. Per esempio:









Chi viene colto in flagranza di reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina viene immediatamente arrestato. Per quanto riguarda le pene, sono previste:









Le pene sono
aggravate nel caso in cui:









Sono previste invece
pene ridotte per i soggetti che si propongono di collaborare con la polizia o
le autorità giudiziarie al fine di incastrare i colpevoli, quindi con la
raccolta di prove e con la ricostruzione dei fatti.





Immigrazione clandestina e favoreggiamento della
permanenza illegale





La legge italiana punisce anche chi favorisce la permanenza illegale di un cittadino straniero che risieda in Italia in modo irregolare. In questo caso, le pene previste corrispondono a:









Viene inoltre
punito:





  1. con la reclusione da 6 mesi a 3 anni chiunque dia alloggio a un cittadino clandestino, ovvero non in possesso del permesso di soggiorno. In questi casi può essere prevista anche la confisca dell’immobile;
  2. chiunque trasporti, anche se in buona fede, immigrati nel territorio italiano: in questo caso è prevista una sanzione amministrativa che va da un minimo di 3.500 a un massimo di 5.500 euro. Nei casi di maggiore gravità può essere disposta la sospensione, da 1 a 12 mesi, della licenza, autorizzazione o concessione relativa al mezzo di trasporto che è stato utilizzato.




Reato di immigrazione clandestina –
Domande frequenti





Cos’è il reato di immigrazione clandestina?

Il reato di immigrazione clandestina consiste nell’ingresso illegale nel territorio di uno Stato straniero, ovvero senza passare dai varchi di controllo ufficiali in quanto non in possesso dei requisiti previsti dalla legge.

Come viene punito il reato di immigrazione clandestina?

In Italia, il reato di immigrazione clandestina è considerato un reato minore: viene punito infatti unicamente con un’ammenda, il cui valore è compreso fra 5.000 e 10.000 euro.

Cos’è il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

Il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in Italia consiste nel favorire l’ingresso illegittimo di cittadini stranieri che non siano in possesso dei requisiti previsti dalla legge. Viene punito con la reclusione da 1 a 5 anni e con multe da 15.000 euro.

Cos’è lo stato di necessità?

Si tratta dell’unico caso nel quale la Legge non prevede una pena per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si verifica quando si presta soccorso ai cittadini stranieri irregolari, che si trovano in gravi condizioni di salute e che necessitano di cure mediche: è il caso delle attività svolte ogni giorno dalle ONG nel mar Mediterraneo.