09 dic 2020
Locazione

Immobile intestato a un solo coniuge in separazione dei beni

Cosa succede nel caso in cui un immobile sia intestato a un solo coniuge in separazione dei beni in seguito allo scioglimento del matrimonio? Vediamo cosa prevede la legge.

Di recente abbiamo affrontato la situazione di un immobile intestato a un solo coniuge in comunione dei beni e cosa succede, dal punto di vista giuridico, nel caso in cui sia stato acquistato prima del matrimonio

In questo articolo prenderemo in esame la medesima questione, ma in regime di separazione dei beni, nel quale si possono verificare ipotesi come quella di una casa intestata alla moglie, pagata dal marito, oppure di un immobile intestato al marito, ma comprato dalla moglie.

Quali sono le regole in vigore nel caso di scioglimento del matrimonio? Come funziona un eventuale donazione tra i coniugi? Vediamo di seguito quello che c’è da sapere sul tema degli immobili posseduti in regime di separazione dei beni


Comprare un immobile: cosa cambia tra comunione e separazione dei beni


Prima di affrontare in modo diretto la questione di un immobile intestato a un solo coniuge in regime di separazione dei beni, facciamo un passo indietro e analizziamo quali sono le differenze nel caso di acquisto di una casa in comunione o in separazione dei beni. 

Nel primo caso, la comunione dei beni comporta che la casa diventi di proprietà di entrambi i coniugi anche se è stata comprata da uno soltanto.

I coniugi non diventano comproprietari solo nei casi in cui il bene sia stato ricevuto in eredità, oppure sia stato comprato:


Anche in queste due ipotesi, comunque, si dovrà dichiarare sul rogito che l’immobile non farà parte della comunione dei beni e sarà necessario presentare una dichiarazione firmata davanti a un notaio, nella quale l’altro coniuge formalizza di rinunciare alla sua quota.

Leggi anche: “Pignoramento conto corrente del coniuge in comunione dei beni“.

immobile intestato a un solo coniuge separazione dei beni

L’acquisto in separazione dei beni


Diverso, invece, è il caso della separazione dei beni, per la quale l’immobile resta di titolarità di chi lo ha comprato, a prescindere dal fatto che l’acquisto sia avvenuto prima o dopo il matrimonio. 

I coniugi hanno comunque la possibilità di cointestare l’abitazione, specificando le relative quote di proprietà al momento del rogito.

La differenza fondamentale tra comunione e separazione consiste nel fatto che:

  1. con il regime di comunione dei beni non sempre si può diventare titolari esclusivi di un bene;
  2. con il regime di separazione, invece, si ha maggiore flessibilità di scelta

Cosa succede in caso di scioglimento del matrimonio


Supponiamo che due coniugi siano in regime di separazione dei beni e che la casa sia intestata a uno dei due. A chi spetta l’immobile qualora il matrimonio dovesse sciogliersi?

Com’è facile intuire, l’immobile rimane di proprietà del suo titolare, anche nell’ipotesi in cui sia stato comprato totalmente con i soldi dell’altro

Quest’ultimo non avrà dunque il diritto di rivendicare la proprietà  nonostante abbia versato il denaro necessario al suo acquisto. Con la separazione dei beni, infatti, il coniuge al quale è stata intestata la titolarità di un bene ne ha ogni diritto in via esclusiva

Tuttavia, la legge contempla l’ipotesi per la quale l’intestazione di un immobile comprato dal marito alla moglie (o viceversa) possa essere interpretata come una volontà di donazione da parte del marito

La donazione tra coniugi era un tempo considerata inammissibile, ma la sentenza n. 91 del 27.06.1973 della Corte Costituzionale ha dichiarato tale norma illegittima, ragion per cui le donazioni tra coniugi sono da considerarsi valide ed efficaci

immobile intestato a un solo coniuge separazione dei beni

Quando la donazione è revocabile


L’unica ipotesi nella quale una donazione può essere revocabile è contenuta nell’articolo 801 del Codice civile, nel quale viene disciplinata la “revoca per ingratitudine”. 

Il coniuge che ha donato i suoi soldi all’altro per comprare l’immobile ha la possibilità di revocare tale donazione “quando il donatario si sia reso colpevole di ingiuria grave verso il donante o, abbia dolosamente arrecato grave pregiudizio al patrimonio di lui o, gli abbia rifiutato indebitamente gli alimenti dovuti”.

Tramite questa revoca avrà anche il diritto di diventare il nuovo intestatario dell’immobile in seguito alla scioglimento del matrimonio

La domanda di revocazione deve però rispettare i termini fissati dalla legge, ovvero avvenire entro un anno dal momento in cui si è venuti a conoscenza del motivo che consente di revocare la donazione. 

Il coniuge che ha intenzione di procedere in questo modo dovrà dimostrare che l’immobile sia stato oggetto di donazione all’altro coniuge e che quest’ultimo si sia comportato secondo quanto indicato nell’articolo 801 c.c. 

Leggi anche: “Mutuo cointestato, ma immobile intestato a un solo coniuge“.

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