IRPEF agricola: confermata l’esenzione per 2026
La Legge di bilancio 2026 ha confermato l’esenzione IRPEF sui redditi dominicali e agrari, in continuità con quanto previsto per il 2024 e 2025.
- L’IRPEF agricola è al centro del dibattito delle ultime settimane e delle proteste inscenate dagli imprenditori agricoli.
- Gli imprenditori agricoli, infatti, hanno manifestato il loro dissenso sia rispetto alla reintroduzione di questa imposta che per altre misure introdotte dal legislatore europeo.
- L’IRPEF agricola è quella modalità di calcolo dell’imposta che tiene conto di redditi dominicali e agrari.
Nelle ultime settimane, al centro del dibattito politico, vi è stata la questione dell’IRPEF agricola e le richieste degli imprenditori agricoli. Le proteste, infatti, si susseguono ormai da inizio gennaio, giacché a partire da quest’anno sarà eliminata l’esenzione per l’IRPEF agricola.
Non solo, le proteste hanno avuto ad oggetto anche altre misure; per esempio, si è protestato anche contro la misura paventata dall’Unione europea, finalizzata a dimezzare l’uso dei pesticidi, entro il 2030.
Nel seguente articolo, ci occuperemo però della sola IRPEF agricola: ti indicheremo di cosa si tratta, come si calcola e soprattutto qual è la posizione assunta dal Governo sul tema.
Che cos’è l’IRPEF agricola?
Proprio nelle ultime settimane si è molto discusso sulla cosiddetta IRPEF agricola. Alla base delle proteste degli agricoltori vi è proprio la richiesta di non reintrodurre l’imposta sui redditi dominicali.
L’IRPEF è, infatti, un’imposta normalmente dovuta sull’intero reddito delle persone fisiche. Quindi, chi percepisce un reddito dovrà pagare un’imposta sulla cifra che riceve. La tassazione agricola, tuttavia, prevede regole peculiari.
Infatti, l’IRPEF agricola viene calcolata anche sulle rendite derivanti dai terreni. In specie, se l’agricoltore vende i prodotti della propria attività agricola, non paga l’IRPEF sulle somme ricavate, ma solo sul terreno.
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IRPEF agricola e protesta dei lavoratori
L’IRPEF agricola è stata di recente al centro del dibattito politico. Tra le altre misure oggetto di contestazione da parte degli agricoltori, vi sono le molteplici misure previste dal Green Deal. Invero, la misura che più ha destato perplessità in tutta Europa è stata la previsione della progressiva riduzione dell’uso dei pesticidi, che avrebbe dovuto condurre al dimezzamento nell‘impiego entro il 2030. È proprio per tale ragione che sono state avviate le proteste, le quali, invero, sono state parzialmente accolte con non pochi compromessi.
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Quali sono le attività agricole?
La disciplina in questione si applica agli imprenditori agricoli. Quali sono le attività considerate agricole? Tradizionalmente, si considerano imprese agricole quelle che svolgono una delle seguenti attività:
- attività di coltivazione diretta del terreno e di silvicoltura;
- allevamento di animali: ove siano allevati con mangimi ottenuti per almeno un quarto dal terreno di proprietà;
- attività di produzione di vegetali, tramite strutture fisse o mobili. In questo caso la superficie utilizzata non deve superare il doppio di quella del terreno su cui è presente la produzione;
- attività che sono incentrate sulla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione di prodotti derivati dalla coltivazione o dall’allevamento di animali;
- acquacoltura se i redditi provengano principalmente da questa attività;
- produzione di energia a biomasse.
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Cos’è un reddito dominicale?
Dunque, l’IRPEF agricola, come abbiamo indicato, presuppone la conoscenza di alcuni concetti, tra cui reddito agrario, dominicale e fondiario. Il reddito fondiario riguarda tutti i terreni e fabbricati presenti sul territorio. Il reddito dominicale e il reddito agrario sono compresi nel reddito fondiario.
Il reddito dominicale è diverso da quello agrario, giacché deriva da beni e terreni utilizzati per l’attività agricola. Quindi, vi rientrano solo i redditi derivanti dal diritto di proprietà su determinati beni e terreni, nonché le relative pertinenze e fabbricati, anche in affitto per utilizzi non agricoli.
Il reddito agrario è invece quello che deriva dall’organizzazione di un’attività agricola sui terreni, posta in essere con un lavoro di organizzazione di impianti e strumenti.
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Chi deve dichiarare questi redditi?
I redditi dominicali o agrari devono essere dichiarati, con modello 730. Sono tenuti alla dichiarazione:
- proprietari, o con diritto reale, di terreni nel territorio italiano con iscrizione al catasto con attribuzione di rendita;
- affittuari, se esercitano attività agricola presso fondi in affitto;
- associati se la conduzione dei fondi è associata;
- titolare delle imprese agricole individuali;
- titolari di imprese familiari agricole;
- titolari di un’azienda coniugale non gestita in forma societaria.
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Esenzione IRPEF agricola
Negli ultimi anni sono state applicate alcune agevolazioni sulle tasse per i terreni agricoli o altri fondi destinati ad attività agricola. In particolare, sia i redditi dominicali sia agrari sono stati detassati dell’IRPEF. Quindi, questi redditi non concorrono alla base imponibile per calcolare l’IRPEF.
Per beneficiare della tassazione era necessario essere in possesso di alcuni requisiti: in primo luogo, il beneficiario doveva essere un imprenditore agricolo professionale. Quest’ultimo è colui che detiene competenze specifiche e si dedica alle attività agricole per almeno il 50% del proprio lavoro totale, con almeno il 50% del reddito totale ricavato da queste attività.
Oltre agli imprenditori agricoli che abbiamo indicato nei precedenti paragrafi, erano esentati dal pagamento dell’IREPF agricola anche anche i soci di società di persone, di capitali o di cooperative, che rispettano i requisiti indicati in tabella.
| Tipo di società | Requisito |
| Società di persone | Almeno un socio deve avere la qualifica di imprenditore agricolo professionale |
| Società di capitali o cooperative | Almeno un amministratore deve essere anche socio per le società o cooperative, con la qualifica di imprenditore agricolo professionale |

Esenzione IRPEF agricola nella legge di Bilancio 2026
Tra le misure introdotte dalla Legge di bilancio 2026 (Legge n. 199/2025) a sostegno del comparto agricolo rientra proprio la proroga dell’esenzione IRPEF sui redditi dominicali e agrari, riconosciuta ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali (IAP).
L’agevolazione stabilisce che, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, i redditi dominicali e agrari posseduti da coltivatori diretti e IAP iscritti alla previdenza agricola concorrano alla formazione del reddito complessivo secondo le seguenti percentuali:
- esenzione totale per redditi fino a 10.000 euro;
- concorrenza al 50% per la parte eccedente 10.000 euro e fino a 15.000 euro;
- concorrenza integrale per la quota superiore a 15.000 euro.
Restano escluse dall’agevolazione le società agricole di persone, le società a responsabilità limitata e le cooperative che hanno esercitato l’opzione per la determinazione del reddito su base catastale.
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