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Liberazione condizionale della pena: cos’è, chi può averla, differenza con la libertà vigilata

L’istituto giuridico della liberazione condizionale, che ha come scopo il reinserimento del condannato nella società, ha fondamento nell’articolo 176 del Codice Penale: esaminiamola più da vicino.

liberazione condizionale e liberazione anticipata
  • La liberazione condizionale permette ad un condannato, se sussistono i requisiti previsti dalla legge, di ottenere il rilascio prima ancora che termini la sua pena.
  • Per avere la liberazione condizionale, occorre rispettare una serie di presupposti individuati dall’articolo 176 del codice penale.
  • Può essere revocata in determinate circostanze, soprattutto quando il condannato viola le condizioni imposte o commette nuovi reati.

Nel sistema giuridico italiano, la liberazione condizionale è una misura di clemenza che consente ad un soggetto condannato a una pena detentiva, di essere rilasciato prima che finisca di scontare tale pena. Ha come scopo principale il reinserimento sociale della persona condannata. Occorre, però, che siano rispettati determinati obblighi e comportamenti,

Vediamo nel dettaglio:

  • cosa significa la liberazione condizionale;
  • quali sono i presupposti per poterne beneficiare;
  • per quali soggetti può essere prevista;
  • i casi in cui viene revocata;
  • le differenze con la liberazione anticipata e quella vigilata.

Cosa si intende per liberazione condizionale

La liberazione condizionale è disciplinata dal Codice penale, dove l’articolo 176 prevede testualmente che: 

Il condannato a pena detentiva che, durante il tempo di esecuzione della pena, abbia tenuto un comportamento tale da far ritenere sicuro il suo ravvedimento, può essere ammesso alla liberazione condizionale, se ha scontato almeno trenta mesi e comunque almeno metà della pena inflittagli, qualora il rimanente della pena non superi i cinque anni. Se si tratta di recidivo, nei casi preveduti dai capoversi dell’articolo 99, il condannato, per essere ammesso alla liberazione condizionale, deve avere scontato almeno quattro anni di pena e non meno di tre quarti della pena inflittagli. Il condannato all’ergastolo può essere ammesso alla liberazione condizionale quando abbia scontato almeno ventisei anni di pena. La concessione della liberazione condizionale è subordinata all’adempimento delle obbligazioni civili derivanti dal reato, salvo che il condannato dimostri di trovarsi nell’impossibilità di adempierle.

Può essere ammesso alla libertà condizionale, quindi, il condannato a pena detentiva che durante il periodo di esecuzione della pena abbia mostrato un comportamento tale da far ritenere certo il suo ravvedimento.

Inoltre, deve aver scontato almeno 30 mesi o comunque almeno metà della pena che gli è stata inflitta, qualora il rimanente della pena non superi i 5 anni.

Se il condannato è recidivo, può essere ammesso alla libertà condizionale qualora abbia scontato almeno 4 anni di pena e non meno di tre quarti della sanzione inflittagli.

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Libertà condizionale: ergastolo

Il condannato all’ergastolo può godere della libertà condizionale quando abbia scontato almeno 26 anni di pena. In ogni caso, la concessione della libertà condizionale è subordinata all’adempimento delle obbligazioni civili derivanti dal reato.

La libertà condizionale può essere revocata?

La libertà condizionale è revocata se la persona liberata commette un delitto o una contravvenzione della stessa indole, ovvero trasgredisce gli obblighi relativi alla libertà vigilata. 

Ti consigliamo di leggere il nostro approfondimento sulle Misure alternative alla detenzione: quando si possono chiedere

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Liberazione condizionale: presupposti

L’istituto della liberazione condizionale ha come finalità quella di premiare la buona condotta di un condannato al fine di favorirne il recupero sociale.

Come abbiamo già precisato nel precedente paragrafo, i presupposti per ottenere la liberazione condizionale sono:

  1. in caso di pene temporanee, aver scontato almeno 30 mesi di reclusione o metà della pena, se questa è inferiore a cinque anni;
  2. nell’ipotesi di condanna all’ergastolo, è necessario aver scontato 26 anni di reclusione.

Ma non solo: il condannato deve dimostrare un comportamento corretto e segni di effettivo ravvedimento durante il periodo di detenzione. Deve inoltre emergere una concreta possibilità di reintegro nella società

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Liberazione anticipata: è prevista in caso di ergastolo ostativo?

Nel panorama giuridico italiano è presente anche l’ergastolo ostativo, una forma di ergastolo che impedisce al condannato di accedere a benefici penitenziari, tra cui permessi premio, lavoro esterno, o anche la libertà condizionale, salvo che collabori con la giustizia.

È una misura particolarmente severa, applicata nei confronti di chi è stato condannato per reati di estrema gravità, come quelli legati alla criminalità organizzata, al terrorismo o a traffici di droga su larga scala.

L’ergastolo ostativo si applica, per esempio, per l’associazione di tipo mafioso (art. 416-bis del Codice Penale), omicidi aggravati da motivi mafiosi, fino al traffico internazionale di stupefacenti e atti di terrorismo o eversione dell’ordine democratico. 

LEGGI ANCHE Funzione rieducativa della pena: cosa sono i benefici penitenziari

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Liberazione anticipata, liberazione condizionale e libertà vigilata: differenze

Le misure di liberazione condizionale, libertà vigilata e liberazione anticipata sono strumenti giuridici utilizzati per gestire la pena o il comportamento del condannato, ma hanno scopi, requisiti e modalità di applicazione differenti.

Mentre la liberazione condizionale permette di uscire dal carcere ma non estingue la pena, che prosegue sotto controllo:

  • la libertà vigilata è un controllo aggiuntivo per chi ha terminato la pena, ma è considerato ancora pericoloso;
  • la liberazione anticipata, invece, riduce la durata della pena come premio per il buon comportamento.

Se hai necessità di assistenza legale per poter avanzare richiesta di liberazione condizionale, ti consigliamo di rivolgerti ad un avvocato specializzato nell’esecuzione penale.

Liberazione condizionale – Domande frequenti 

Quanto dura la liberazione condizionale? 

La liberazione condizionale dura per un periodo pari alla parte residua della pena che il condannato avrebbe dovuto scontare in carcere.

Cosa comporta l’esito positivo della liberazione condizionale?

L’esito positivo della liberazione condizionale ha come esito la liberazione immediata, il che significa l’estinzione della pena se il condannato non commettere, nel frattempo, un reato dello stesso tipo.

Quando viene revocata la condizionale?

La liberazione condizionale è concessa come prova di fiducia nei confronti del condannato, ma può essere revocata in determinate circostanze, soprattutto quando il condannato viola le condizioni imposte o commette nuovi reati.  

La liberazione condizionale estingue la pena?

No, la liberazione condizionale consente di uscire dal carcere in anticipo, ma non rappresenta un’estinzione della pena, che si continua a scontare fuori dall’istituto penitenziario, in regime di libertà vigilata.

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Alessandra Caparello
Esperta di diritto tributario, fisco, tasse, previdenza.
Laureata in Giurisprudenza all’Università di Pisa, dal 2012 scrive online collaborando con diverse testate in materia di fisco, tasse, previdenza, risparmio ed economia.
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