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Reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche: cos’è, esempi pratici, pene e differenze con la malversazione a danno dello Stato

L'indebita percezione di erogazioni pubbliche è uno dei delitti contro la Pubblica Amministrazione. Ecco una guida dettagliata che illustra in cosa consiste, come viene punito e qual è la differenza con il reato di malversazione a danno dello Stato.

Indebita percezione di erogazioni pubbliche
  • Si parla di indebita percezione di erogazioni pubbliche quando un soggetto ottiene indebitamente fondi dello Stato o dell’UE mediante documenti falsi o omissioni.
  • Si tratta di un reato comune, nel senso che può essere commesso da chiunque, e che si si perfeziona al momento dell’effettiva riscossione del denaro.
  • La pena base per il reato in questione, che è procedibile d’ufficio, è la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

L’indebita percezione di erogazioni pubbliche trova la sua disciplina nell’art. 316 ter del codice penale. Si tratta del reato commesso da chiunque ottiene indebitamente fondi pubblici attraverso documenti falsi o omissioni.

L’oggetto materiale del reato possono essere, infatti, contributi, finanziamenti, mutui agevolati, concessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dall’UE. L’intento della norma è salvaguardare il corretto utilizzo del patrimonio pubblico e la fede pubblica.

Nelle righe che seguono ti spiego:

  • in cosa consiste il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, anche facendoti qualche esempio;
  • quando scatta;
  • come viene punito;
  • le differenze con la malversazione a danno dello Stato.

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Cos’è il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche

Il reato di indebita percezione di erogazioni dello Stato (art. 316 ter c.p.) consiste nell’ottenere indebitamente fondi, contributi o sovvenzioni dallo Stato, enti pubblici o Comunità Europee mediante l’uso di documenti falsi, attestazioni mendaci o l’omissione di informazioni dovute, ed è commesso da chiunque, compresi pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio.

L’indebita percezione di erogazioni pubbliche è punibile a titolo di dolo generico, nel senso che ai fini della sua configurazione è necessaria la consapevolezza della falsità delle dichiarazioni o dei documenti e la volontà di ottenere l’erogazione di una somma di cui non si ha diritto.

Il reato si perfeziona al momento dell’effettiva riscossione del denaro se l’importo supera i 3.999,96 euro. Infatti, sotto questa soglia si applica solamente la sanzione amministrativa che va da 5.164 euro a 25.822 euro.

Si ha, per esempio, indebita percezione di erogazioni dello Stato quando si percepisce l’indennità di disoccupazione (NASpI) o altri sussidi senza comunicare all’INPS l’avvenuta assunzione con un nuovo contratto di lavoro, oppure quando viene dichiarato un reddito inferiore a quello effettivo al fine di ottenere bonus, assegni familiari o altri contributi concessi in base alla situazione economica.

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Indebita percezione di erogazioni dello Stato: la condotta penalmente rilevante

Nell’indebita percezione di erogazioni pubbliche, la condotta tipica è duplice, nel senso che il reato può realizzarsi attraverso:

  1. comportamenti attivi, che consistono nell’utilizzo o presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere;
  2. comportamenti omissivi, vale a dire l’omissione di informazioni che devono essere fornite in quanto richieste dall’ente erogatore.

C’è da dire che la falsità può essere sia materiale che ideologica, e che la differenza sta nel tipo di condotta. Nello specifico, il falso materiale consiste nell’alterazione fisica o nella creazione dal nulla di un documento, mentre il falso ideologico consiste nell’attestare circostanze non veritiere in un documento non materialmente falsificato.

Leggi anche: Reato penale di falso ideologico: cos’è, quando si configura e come viene punito

Pene e procedibilità

La pena per l’indebita percezione di erogazioni pubbliche è la reclusione da 6 mesi a 3 anni, ma ci sono anche delle aggravanti.

Infatti, per effetto della L. n. 3/2019, è prevista una circostanza aggravante, nel senso che la reclusione va da 1 a 4 anni se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di un pubblico servizio con abuso della sua qualità o dei suoi poteri.

A seguito del D.Lgs. n. 75/2020, poi, è stata introdotta un’ulteriore aggravante, secondo cui la pena è della reclusione da 6 mesi a 4 anni se il fatto offende gli interessi finanziari dell’Unione Europea e il danno o il profitto sono superiori a 100.000 euro.

Il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche è procedibile d’ufficio. Ciò significa che l’autorità giudiziaria deve avviare le indagini automaticamente non appena ne viene a conoscenza. Dunque, non è necessaria la querela della vittima.

Ti consigliamo anche: Cosa vuol dire reati perseguibili d’ufficio?

Che differenza c’è con la malversazione a danno dello Stato

L’indebita percezione di erogazioni pubbliche e la malversazione a danno dello Stato differiscono per il fatto che, mentre la prima punisce l’ottenimento illecito di fondi tramite false dichiarazioni, la seconda punisce l’uso distorto di fondi ricevuti legittimamente.

In pratica, nell’indebita percezione il reo ottiene contributi, sovvenzioni o finanziamenti che non gli spettano, utilizzando o presentando documenti falsi o omettendo informazioni dovute, mentre nella malversazione si ricevono legittimamente fondi pubblici destinati a opere o attività di pubblico interesse, ma distraendoli per finalità diverse da quelle previste.

Leggi anche: I casi più eclatanti di corruzione in Italia

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