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Decreto di citazione a giudizio: cos’è, cosa contiene e cosa comporta

Cosa si intende per decreto di citazione a giudizio? Quando si applica? Cosa implica? Ecco una guida completa, che ti illustra in maniera chiara e dettagliata cosa succede quando si viene citati a giudizio.

Decreto di citazione a giudizio
  • Con il decreto di citazione a giudizio, il p.m. esercita l’azione penale avviando direttamente il dibattimento.
  • Il decreto viene utilizzato per specifici illeciti, come le contravvenzioni.
  • Quando si riceve un decreto di citazione diretta a giudizio occorre chiedere immediatamente l’assistenza di un avvocato penalista per preparare la difesa.

Il decreto di citazione a giudizio è l’atto con cui il pubblico ministero esercita l’azione penale e dispone il processo immediato davanti al Tribunale monocratico, saltando l’udienza preliminare. Al termine delle indagini, dunque, se non richiede l’archiviazione, il p.m. emette questo decreto per avviare il dibattimento.

Il decreto di citazione a giudizio viene utilizzato per reati meno gravi, contravvenzioni o delitti puniti con pena breve.

In questo articolo, ti spiego in modo più approfondito:

  • cosa significa essere citati a giudizio;
  • cosa contiene il decreto di citazione diretta;
  • cosa implica la citazione a giudizio.

Cosa significa essere citati a giudizio?

Essere citati in giudizio significa ricevere un atto formale (decreto di citazione diretta) emesso dal pubblico ministero, che, al termine delle indagini, ordina all’imputato di comparire direttamente in tribunale senza udienza preliminare. Il decreto di citazione a giudizio è un atto con cui inizia un processo penale davanti al giudice monocratico per reati meno gravi, contravvenzioni o delitti puniti con la reclusione non superiore a 4 anni.

I reati per cui può essere emesso il decreto di citazione a giudizio, per esempio, sono:

L’atto in questione viene notificato all’imputato e al suo difensore almeno 60 giorni prima dell’udienza e non va assolutamente confuso con il decreto penale di condanna, che è una sentenza e non un atto di citazione.

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Cosa deve contenere il decreto di citazione a giudizio?

Quanto al contenuto, nel decreto di citazione a giudizio vanno indicati:

  • generalità dell’imputato;
  • descrizione del fatto contestato e del reato ipotizzato;
  • norme di legge violate;
  • indicazione del tribunale competente;
  • data e ora della prima udienza dibattimentale;
  • elenco dei testimoni ammessi dall’accusa.

Il decreto deve essere notificato nel rispetto delle norme di procedura, affinché l’imputato possa esercitare il suo diritto di difesa.

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Cosa succede dopo la notifica del decreto?

Avvenuta la notifica del decreto di citazione a giudizio, l’imputato diviene parte di un processo penale e deve comparire in tribunale saltando l’udienza preliminare. Con la riforma Cartabia, è prevista una udienza predibattimentale in camera di consiglio. Qui il giudice valuta se sussistono le condizioni per un proscioglimento o se ci sono elementi per una ragionevole previsione di condanna.

L’imputato ha i seguenti diritti:

  • conoscere il capo di imputazione;
  • presentare memorie difensive;
  • domandare l’ammissione di testimoni a sua discolpa;
  • optare per riti alternativi, quali il patteggiamento.

Qualora l’imputato non si presenti all’udienza, il giudice può procedere in contumacia, salvo che vi siano giustificati motivi per l’assenza.

Leggi anche: Quali sono i benefici del patteggiamento?

Quando il decreto è nullo?

Il decreto di citazione a giudizio è nullo quando mancano:

  • l’identificazione certa dell’imputato;
  • la chiara enunciazione del fatto contestato;
  • l’indicazione del giudice e/o della data dell’udienza.

Si ha poi nullità del decreto nei seguenti casi:

  1. mancato rispetto dei termini minimi di notifica (60 giorni);
  2. l’omesso avviso di conclusione delle indagini (415-bis c.p.p.);
  3. incertezza dell’imputazione, cioè descrizione del fatto talmente imprecisa da impedire la difesa.

La nullità del decreto di citazione a giudizio può essere sanata se l’imputato si costituisce o rinuncia a eccepire il vizio. Le parti possono eccepire la nullità del decreto principalmente attraverso l’opposizione in sede di costituzione delle parti o nella fase preliminare del dibattimento, prima della dichiarazione di apertura. Se l’eccezione viene accolta, il giudice, a seconda dei casi, ordina la rinnovazione oppure trasmette gli atti al p.m.

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Cosa fare quando si viene citati a giudizio?

Quando si riceve un decreto di citazione a giudizio, è importante agire tempestivamente facendosi assistere da un avvocato penalista, il quale prepara la difesa studiando il fascicolo e valuta riti alternativi, come patteggiamento, rito abbreviato o messa alla prova, entro 15 giorni. Il difensore poi notifica la lista testimoni e prepara le memorie difensive per sostenere la tesi dell’innocenza o la minore responsabilità dell’assistito.

L’assistenza di un avvocato penalista è, quindi, fondamentale per affrontare le diverse fasi del processo con buone possibilità di successo.

Se hai ricevuto un decreto di citazione diretta a giudizio e sei alla ricerca di un difensore, puoi contattare uno degli avvocati penalisti presenti su deQuo.

Leggi anche: Messa alla prova: cosa è cambiato con la Riforma Cartabia

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