Decreto penale di condanna: cosa comporta, quali sono i presupposti alla base, cosa succede dopo
Cosa si intende per decreto penale di condanna, come funziona e cosa sapere su opposizione e cancellazione.
- Il decreto penale di condanna è un procedimento speciale disciplinato dall’articolo 459 del Codice di procedura penale, che consente di definire il processo penale saltando l’udienza preliminare e il dibattimento.
- Il condannato ha a disposizione un termine perentorio di 15 giorni dalla notifica dell’atto per presentare opposizione, pena l’irrevocabilità della sentenza e l’inizio dell’esecuzione della pena.
- L’istituto garantisce benefici rilevanti, come la riduzione della pena fino alla metà del minimo edittale e l’estinzione del reato se il soggetto non commette nuovi delitti o contravvenzioni entro termini stabiliti dalla legge.
Il decreto penale di condanna comporta l’irrogazione di una pena pecuniaria in sostituzione di una pena detentiva. Si tratta di un rito “monitorio”, in cui il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP), su richiesta del Pubblico Ministero (PM), emette una decisione senza il preventivo contraddittorio con la difesa. Questo significa che il primo contatto che l’indagato ha con il provvedimento avviene a condanna già emessa.
L’atto notificato contiene l’enunciazione del fatto, le prove raccolte e l’indicazione della pena. Sebbene si tratti di una condanna a tutti gli effetti, essa non comporta il pagamento delle spese del procedimento, né l’applicazione di pene accessorie. In più, il decreto non ha efficacia di giudicato nei giudizi civili o amministrativi. Ma analizziamolo più nel dettaglio.
I presupposti del decreto penale di condanna e per quali reati si applica
Il presupposto fondamentale è che il PM ritenga di dover applicare soltanto una pena pecuniaria, anche se inflitta in sostituzione di una pena detentiva. Il PM deve presentare la richiesta al GIP entro 6 mesi dalla data in cui il nome della persona è stato iscritto nel registro delle notizie di reato.
Il procedimento si applica tipicamente per:
- reati procedibili d’ufficio;
- reati procedibili a querela, purché questa sia stata validamente presentata e non vi sia stata rinuncia;
- illeciti penali che, per la loro gravità contenuta, suggeriscono una definizione rapida tramite sanzione economica.

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Si può fare opposizione al decreto penale di condanna?
L’opposizione è lo strumento fondamentale per tutelare i diritti della difesa. Deve essere presentata entro 15 giorni dalla notificazione del decreto. Con l’opposizione, l’imputato può chiedere al giudice di procedere con riti alternativi o di affrontare il dibattimento ordinario.
Le opzioni disponibili durante l’opposizione sono:
- il giudizio abbreviato, che consente uno sconto di un terzo della pena;
- il patteggiamento (applicazione della pena su richiesta delle parti);
- la sospensione del procedimento con messa alla prova (MAP);
- il giudizio immediato o l’oblazione, qualora ne ricorrano i presupposti.
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Il decreto penale di condanna risulta nel casellario giudiziale?
Il decreto penale di condanna viene iscritto nel casellario giudiziale. Tuttavia, per espressa previsione di legge, tale iscrizione non compare nei certificati richiesti dai privati per uso amministrativo o lavorativo. Questo garantisce che la condanna non pregiudichi la ricerca di un impiego o la vita sociale del soggetto.
I benefici economici e giuridici sono stati invece schematizzati nella tabella seguente.
| Beneficio | Dettagli |
| Riduzione della pena | Fino alla metà rispetto al minimo edittale previsto |
| Spese processuali | L’imputato non è tenuto al pagamento delle spese del procedimento |
| Pene accessorie | Non vengono applicate (es. sospensione patente, se non previsto diversamente) |
| Estinzione reato | Dopo 5 anni per i delitti e 2 anni per le contravvenzioni. |
L’estinzione del reato avviene a condizione che l’imputato non commetta un delitto o una contravvenzione della stessa indole nel periodo indicato. In tal caso, ogni effetto penale del decreto svanisce.
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La riforma Cartabia ha modificato il decreto penale di condanna?
La Riforma Cartabia ha introdotto modifiche significative per rendere il decreto penale uno strumento ancora più deflattivo e incentivante. La novità principale riguarda la possibilità per il PM di proporre nel decreto stesso la sostituzione della pena pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità (LPU) o con altre pene sostitutive, se l’imputato ha espresso il proprio consenso o non si è opposto.
La riforma ha poi previsto un ulteriore incentivo economico: se il condannato decide di non opporsi e paga la sanzione entro 15 giorni dalla notifica, l’importo della pena pecuniaria è ridotto di un ulteriore 1/6 (un sesto).
In aggiunta, è stata semplificata la procedura per la richiesta di rateizzazione del pagamento, che può essere concessa fino a un massimo di 30 rate mensili. L’imputato può anche richiedere direttamente l’applicazione di una pena sostitutiva (come la detenzione domiciliare o la semilibertà sostitutiva) in sede di opposizione, qualora la pena pecuniaria risulti eccessivamente gravosa.
Queste innovazioni mirano a ridurre il numero di opposizioni strumentali, favorendo la riscossione immediata delle sanzioni e garantendo al contempo una maggiore flessibilità nel tipo di sanzione applicata.
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