Vai al contenuto

Regime forfettario 2026 autonomi: requisiti, limite ricavi e contributi INPS

Come funziona la flat tax, quali sono i requisiti di accesso e i limiti da rispettare, cosa sapere sul coefficiente di redditività e il calcolo dei contributi per chi opera in regime forfettario.

regime forfettario 2025
  • I lavoratori autonomi che hanno un fatturato annuo inferiore a 85.000 euro possono scegliere di aderire al regime forfettario.
  • In questo caso, viene applicata la cosiddetta flat tax, ovvero un’imposta sostitutiva pari al 5% o al 15% del reddito imponibile.
  • Dal punto di vista fiscale, questa possibilità rappresenta un indubbio vantaggio per i freelancer con partita IVA.

Il regime forfettario, chiamato così per differenziarlo dal regime ordinario e da quello ordinario semplificato, è un particolare sistema fiscale agevolato che prevede diverse agevolazioni per chi vi aderisce.

In questo caso, viene applicata la flat tax partite IVA, ovvero un’aliquota al 15% – e al 5% per le nuove attività – a condizione che non venga superato il fatturato annuale di 85.000 euro.

Le novità introdotte negli scorsi anni, legate alla volontà di allentare la pressione fiscale sulle partite IVA, di semplificare gli adempimenti tributari e di favorire la lotta all’evasione fiscale, sono rimaste invariate. Quindi non ci sono cambiamenti in vista per il 2026.

Rivediamo, allora, come funziona la tassazione unica per i professionisti in partita IVA che operano nel regime forfettario, quali sono i requisiti e gli obblighi da rispettare, cosa cambia per le partite IVA nel 2025 e un esempio di calcolo delle imposte dovute.

Cos’è la Flat tax in parole semplici

Il termine flat tax significa letteralmente tassa piatta: è una tassa a percentuale costante, pari al 15% per i professionisti che avevano già la partita IVA e al 5% per le nuove attività (per i primi 5 anni), non variabile e progressiva. Si sostituisce all’IRPEF, alle sue addizionali e all’IRAP.

Si tratta di un regime di tassazione agevolata, nel quale le imposte variano all’aumentare della base imponibile sulla quale si applicano.

L’aliquota della flat tax è molto più bassa di quella dell’IRPEF, che oggi corrisponde al:

  • 23% per i redditi fino a 15.000 euro;
  • 25% per i redditi compresi tra 15.001 e 28.000 euro;
  • 35% per i redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro;
  • 43% per i redditi superiori a 50.001 euro.
Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Cosa succede dopo 5 anni di regime forfettario?

Nei primi 5 anni, chi intraprende una nuova attività con la partita IVA paga un’imposta sostitutiva pari al 5%, che si applica sul reddito imponibile. Trascorso questo lasso di tempo, invece, l’aliquota sale al 15%.

LEGGI ANCHE Categorie protette sul lavoro: requisiti, percentuale invalidità e agevolazioni

flat tax

Flat tax 2026: come funziona il regime forfettario

I requisiti di accesso al forfettario sono i seguenti:

  1. il fatturato annuale lordo non deve superare i 85.000 euro;
  2. per i compensi dati a dipendenti o collaboratori, per il lavoro accessorio, le collaborazioni a progetto, il lavoro subordinato, gli utili da partecipazioni agli associati, non devono essere superati i 20.000 euro lordi.

Sono esclusi dalla flat tax i lavoratori dipendenti o pensionati che abbiano superato, nell’anno precedente, la cifra di 35.000 euro lordi. Quindi, se ti stai chiedendo qual è il limite per rientrare nel regime forfettario se hai un lavoro dipendente o la pensione, questo corrisponde a 35.000 euro annui lordi.

LEGGI ANCHE Partita IVA: posso aprirla se ho un lavoro da dipendente?

Flat tax regime forfettario e fatturazione elettronica

Sulla base del decreto legge n.36/2022 contenente “ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)”, è stato introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica anche per i contribuenti che hanno scelto il regime forfettario. Tale obbligo è in vigore per tutti i forfettari dal 1° gennaio 2024.

Potrebbe interessarti anche Responsabilità datore di lavoro per danno psicologico: come funziona

Quali sono i vantaggi del regime forfettario?

I forfettari godono di alcuni benefici molto significativi rispetto ad altri lavoratori, sia dipendenti sia autonomi:

  • intanto le imposte da pagare sui redditi prodotti sono minori;
  • il regime forfettario è anche caratterizzato da una semplificazione non indifferente delle scritture contabili, nonché degli obblighi fiscali, come l’applicazione dell’IVA in fattura e la successiva liquidazione.

Come anticipato nelle righe precedenti, uno dei vantaggi principali della flat tax è rappresentato dal fatto di non essere tassati con le normali aliquote IRPEF e IRAP, che vengono del tutto sostituite dalla “tassa piatta” al 5% o al 15%.

LEGGI ANCHE ISCRO partita IVA 2025: cos’è, requisiti, a quanto ammonta, durata, domanda

regime forfettario flat tax

Regime forfettario e coefficiente di redditività

Un elemento importante da considerare quando si parla di flat tax è relativo al cosiddetto reddito tassabile. In pratica, le imposte non vengono applicate con un metodo analitico, ma con il cosiddetto “metodo dei costi a forfait”, dal quale deriva il termine stesso di regime forfettario.

Il reddito da tassare viene ricavato da un coefficiente di redditività, che ha un valore compreso fra il 40% e l’86% e varia in relazione alla propria attività lavorativa.

Nello specifico, si tratta del:

  1. 40% per le attività di commercio al dettaglio e all’ingrosso e per i servizi di alloggio e di ristorazione;
  2. il 54% per il commercio ambulante (non alimentare);
  3. il 78% per i liberi professionisti;
  4. l’86% per le costruzioni e le attività immobiliari.

Potrebbe interessarti anche IRES: cos’è l’imposta sui redditi delle società

Esempio calcolo flat tax

Per capire meglio il funzionamento, possiamo fare alcuni esempi pratici:

  • un commerciante che guadagna 20.000 euro annui, ha un reddito imponibile di 8.000 euro (20.000 euro * 40%);
  • un libero professionista, tipo un traduttore, che guadagna 20.000 euro all’anno, ha un reddito imponibile di 15.600 euro (20.000 euro * 78%);
  • qualcuno che si occupa di attività immobiliari e ha un guadagno di 20.000 euro annui, ha invece un reddito imponibile di 17.200 euro (20.000 euro * 86%).

A ogni attività lavorativa corrisponde poi un codice chiamato Ateco, che viene assegnato nel momento in cui si apre la partita IVA. Al calcolo delle imposte, si devono poi aggiungere i contributi da versare all’INPS, che vengono calcolati sempre a partire dal proprio reddito imponibile.

Ti consigliamo di leggere pure Contributi INPS regime forfettario: cosa sapere

Regime forfettario – Domande frequenti

Quanto può fatturare un forfettario nel 2026?

La flat tax – o regime forfettario – è un regime fiscale al quale si può accedere con redditi inferiori a 85.000 euro annui e che prevede l’applicazione di un’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.

Come si calcola la flat tax?

Il calcolo della flat tax prevede l’applicazione dell’imposta sostitutiva al 5% o 15% su quello che prende il nome di reddito imponibile: scopri come calcolarlo a partire dal fatturato lordo.

Cosa si intende con super flat tax?

Super flat tax è un’espressione che viene spesso utilizzata per indicare la flat tax con tassazione al 5% per i primi 5 anni di attività.

Quanto dura il regime forfettario al 15%?

Il regime forfettario al 15% termina soltanto se viene superato il limite reddituale di 85.000 euro lordi all’anno, mentre quello al 5% ha una durata di soli 5 anni.

Chi è in regime forfettario deve emettere fattura elettronica?

Sì, oggi chi ha la partita IVA in regime forfettario è tenuto a emettere fattura elettronica.

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Argomenti
Immagine profilo autore
Gregorio Gentile
Consulente del lavoro
Appassionato di scrittura per il web e di diritti dei lavoratori, collabora con la redazione di deQuo per alimentare il suo desiderio di giustizia nel mondo.
Cerca
Effettua una ricerca all'interno del nostro blog, tra centinaia di articoli, guide e notizie
Ti serve il parere di un Avvocato sull'argomento?
Prova subito il nostro servizio di consulenza online. Più di 3000 avvocati pronti a rispondere alle tue richieste. Invia la tua richiesta.
Richiedi Consulenza

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter settimanale per ricevere informazioni e notizie dal mondo legal.

Decorazione
Hai altre domande sull'argomento?
Se hai qualche dubbio da risolvere, chiedi una consulenza online a uno dei nostri Avvocati
Richiedi Consulenza

Altro su Tasse e imposte

Approfondimenti, novità e guide su Tasse e imposte

Leggi tutti
Imposta ipotecaria cos'è
03 Giugno 2026
L'imposta ipotecaria è un tributo che si applica in occasione di compravendite, donazioni o successioni per formalizzare i passaggi di proprietà o altre garanzie nei pubblici registri immobiliari. Tale imposta si applica in misura fissa o in misura proporzionale. L'imposta ipotecaria si paga tramite il Modello Unico Informatico (MUI) o…
tassa di circolazione
25 Maggio 2026
Il bollo auto (o tassa automobilistica) è una tassa di possesso, non di circolazione: si paga ogni anno per il solo fatto di essere intestatari di un veicolo iscritto al PRA, anche se è fermo in garage. Dal 1° gennaio 2026 i veicoli di nuova immatricolazione non possono più pagare…
imposta di soggiorno
21 Maggio 2026
L'imposta di soggiorno non è una tassa: si tratta di un prelievo coattivo disciplinato dal D.Lgs. n. 23 del 14 maggio 2011, che ogni Comune può applicare con criteri propri. Le tariffe variano in modo significativo da città a città e dipendono dalla categoria della struttura ricettiva. Il gestore non…
detrazioni spese agenzia immobiliare
14 Maggio 2026
La provvigione dovuta all’agente immobiliare è detraibile solo se riferita all’acquisto dell’abitazione principale. La detrazione è pari al 19% su un importo massimo di spesa di 1.000 euro per ciascun contribuente. Tra la documentazione specifica che occorre conservare ci sono la fattura dell’agenzia e l’atto di acquisto che conferma la…
cartella esattoriale irpef non pagata
12 Maggio 2026
Il mancato pagamento di un debito IRPEF apre la fase della riscossione tributaria, con conseguenza importanti anche se non immediate. I rischi per omesso versamento dell’imposta sulle persone fisiche riguardano l’applicazione di misure cautelari e, in casi ancora più gravi, azioni esecutive. La prima casa non è impignorabile in assoluto,…
cos'è l'imposta di bollo
30 Aprile 2026
L'imposta di bollo sul conto corrente è di 34,20 euro annui per le persone fisiche e scatta solo se la giacenza media supera i 5.000 euro; Su conti deposito e investimenti si applica invece un'aliquota proporzionale dello 0,20% senza alcuna soglia minima di esenzione. Sulle fatture elettroniche il bollo è…