26 feb 2021
Tasse e imposte

Flat tax 2021: cos’è e come funziona

Come funziona la flat tax, quali sono i requisiti di accesso e i limiti da rispettare, cosa sapere sul coefficiente di redditività e il calcolo dei contributi.

La flat tax partite IVA, nota anche come regime dei minimi, è stata rinnovata anche per il 2021: il regime agevolato ha mantenuto l’aliquota al 15% – e al 5% per le nuove attività – a condizione che non venga superato il fatturato annuale di 65.000 euro.

Le novità introdotte lo scorso anno, legate alla volontà di allentare la pressione fiscale sulle partite IVA, di semplificare gli adempimenti tributari e di favorire la lotta all’evasione fiscale, sono rimaste invariate.

Rivediamo, allora, come funziona la tassazione unica per i professionisti in partita IVA e quali sono i requisiti e gli obblighi da rispettare.


Flat tax:
cos’è


Il termine flat tax significa letteralmente tassa piatta: è una tassa a percentuale costante, pari al 15% per i professionisti che avevano già la partita IVA e al 5% per le nuove attività (per i primi 5 anni), non variabile e progressiva. Si sostituisce all’IRPEF, alle sue addizionali e all’IRAP.

Si tratta di un regime di tassazione agevolata, nel quale le imposte variano all’aumentare della base imponibile sulla quale si applicano. L’aliquota della flat tax è molto più bassa di quella dell’IRPEF, che corrisponde in questo momento:


La super flat tax


Super flat tax è un’espressione che viene spesso utilizzata per indicare la flat tax con tassazione al 5% per i primi 5 anni di attività.

Si tratta di una riduzione d’imposta alla quale è possibile accedere in possesso di determinati requisiti, ovvero:

  1. la nuova attività non deve essere la continuazione di un’attività che si esercitava già, sotto forma di lavoro dipendente o autonomo;
  2. non bisogna superare i 65.000 euro di reddito;
  3. non devono essere stati superati i 30.000 euro di reddito per lavoro dipendente o assimilato nell’anno precedente di attività.

Leggi anche “Lavoro dipendente e partita IVA contemporaneamente“.

flat tax

Requisiti


I requisiti di accesso al forfettario sono i seguenti:

  1. il fatturato annuale lordo non deve superare i 65.000 euro;
  2. per i compensi dati a dipendenti o collaboratori, per il lavoro accessorio, le collaborazioni a progetto, il lavoro subordinato, gli utili da partecipazioni agli associati, non devono essere superati i 20.000 euro lordi.

Sono esclusivi dalla flat tax i lavoratori dipendenti o pensionati che abbiano superato, nell’anno precedente, la cifra di 30.000 euro lordi.

Se nel 2019 si vociferava di estendere la flat tax anche ai lavoratori con redditi compresi tra i 65.000 e i 100.000 euro, con aliquota al 20%, questa ipotesi non è stata mai realizzata.

Beni strumentali


Inizialmente era stato previsto un limite di 20.000 euro, al lordo degli ammortamenti, per l’acquisto di beni strumentali necessari all’esercizio di un’attività.

Questo limite è stato, fortunatamente abolito: di conseguenza, qualunque impresa o professionista in partita IVA che voglia acquistare beni strumentali per la propria attività potrà farlo senza dover essere condizionato dalla limitazione inizialmente ipotizzata.

Limiti e novità


Le nuove regole introdotte nel 2020 non prevedono adempimenti particolari da parte di chi usufruisce già della flat tax. Per esempio, non è stato previsto l’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari, che possono comunque decidere in autonomia di farla.

A questo proposito, si sta cercando di incentivare un regime premiale per le partite IVA che hanno scelto la sola fatturazione elettronica.

In base a quanto contenuto nell’articolo 88 della Legge di Bilancio, le partite IVA che emettono soltanto fatture elettroniche saranno soggette a una riduzione del termine di accertamento di un anno, che passerebbe così da 5 anni a 4 anni.

Dal 1° gennaio 2020 sarà invece obbligatorio per tutti, anche per chi rientra nel regime dei minimi, lo scontrino elettronico.

flat tax

Vantaggi


I
forfettari godono di alcuni benefici molto significativi rispetto ad altri
lavoratori, sia dipendenti sia autonomi:


Come anticipato nelle righe precedenti, uno dei vantaggi principali della flat tax è rappresentato dal fatto di non essere tassati con le normali aliquote IRPEF e IRAP, che vengono del tutto sostituite dalla “tassa piatta” al 5% o al 15%.

Coefficiente di redditività


Un elemento importante da considerare quando si parla di flat tax è relativo al cosiddetto reddito tassabile. In pratica, le tasse non vengono applicate con un metodo analitico, ma con il cosiddetto “metodo dei costi a forfait”, dal quale deriva il termine stesso di regime forfettario.

Il reddito da tassare viene ricavato da un coefficiente di redditività, che ha un valore compreso fra il 40% e l’86% e varia in relazione alla propria attività lavorativa.

Nello specifico, si tratta del:

  1. 40%, per le attività di commercio al dettaglio e all’ingrosso e per i servizi di alloggio e di ristorazione;
  2. il 54% per il commercio ambulante (non alimentare);
  3. il 78% per i liberi professionisti;
  4. l’86% per le costruzioni e le attività immobiliari.

Per capire
meglio il funzionamento, possiamo fare alcuni esempi pratici:


A ogni attività lavorativa corrisponde poi un codice chiamato Ateco, che verrà assegnato nel momento in cui si aprirà la partita IVA. Al calcolo delle imposte, si dovranno poi aggiungere i contributi da versare all’INPS, che saranno calcolati sempre a partire dal proprio reddito imponibile.

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