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Tassa automobilistica e tassa di circolazione: che differenza c’è?

Cosa sono davvero il bollo auto e la tassa di circolazione, come si calcolano le sanzioni dopo la riforma del D.Lgs. 87/2024 e cosa cambia per i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2026.

tassa di circolazione
  • Il bollo auto (o tassa automobilistica) è una tassa di possesso, non di circolazione: si paga ogni anno per il solo fatto di essere intestatari di un veicolo iscritto al PRA, anche se è fermo in garage.
  • Dal 1° gennaio 2026 i veicoli di nuova immatricolazione non possono più pagare il bollo a rate, mentre le Regioni hanno ottenuto maggiore autonomia su tariffe ed esenzioni.
  • Chi paga in ritardo può regolarizzarsi con il ravvedimento operoso, le cui sanzioni sono state ridotte dal D.Lgs. 14 giugno 2024, n. 87 per tutte le violazioni commesse dal 1° settembre 2024.

Se hai sentito parlare di “tassa di circolazione”, “tassa automobilistica” o “bollo auto” come se fossero la stessa cosa, non sei il solo. In realtà si tratta di concetti distinti, con regole e presupposti diversi. In queste righe ti spieghiamo la differenza per aiutarti a sapere esattamente cosa sei tenuto a pagare, oltre che quando e come evitare sanzioni inutili. Il 2026 porta con sé alcune novità che riguardano soprattutto chi ha acquistato un’auto nuova e chi si trova a fare i conti con un pagamento in ritardo.

Cos’è la tassa di circolazione

La tassa di circolazione non è il bollo auto. Il termine indica una tassa forfettaria, nota anche come “minibollo”, che si applica esclusivamente ai veicoli di interesse storico o collezionistico – quelli con almeno 20 anni di vita, iscritti negli appositi registri storici – quando circolano su strade o aree pubbliche.

In passato, anche il bollo aveva natura di imposta di circolazione: si pagava solo se si usava l’auto su strada. Oggi la logica è completamente diversa: il bollo si deve al fisco per il solo possesso del veicolo, indipendentemente dal suo utilizzo.

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Cos’è il bollo auto (tassa automobilistica)

Il bollo auto – il cui nome tecnico è tassa automobilistica – è una tassa annuale di possesso dovuta da chiunque risulti intestatario di un veicolo iscritto al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Sono tenuti al pagamento non solo i proprietari, ma anche:

  • gli usufruttuari del veicolo;
  • gli acquirenti con patto di riservato dominio;
  • gli utilizzatori a titolo di leasing o locazione a lungo termine senza conducente.

Si tratta di un tributo regionale: ogni Regione fissa le proprie tariffe entro i limiti nazionali e gestisce la riscossione, direttamente oppure tramite delega all’ACI. Per i veicoli non iscritti al PRA – come i ciclomotori – l’imposta equivalente prende il nome di tassa regionale di circolazione.

Come si calcola il bollo auto

L’importo dipende da due parametri: la potenza del motore espressa in kilowatt (kW) e la classe di emissioni Euro del veicolo. La formula è semplice: potenza in kW × tariffa per kW, variabile per classe Euro e Regione. Per i veicoli con potenza superiore a 100 kW si applica una doppia tariffa: quella standard sui primi 100 kW e una maggiorata sulla potenza eccedente.

Il portale dell’ACI (aci.it) mette a disposizione un calcolatore automatico: inserendo la Regione di residenza, la targa e il tipo di pagamento (prima immatricolazione o rinnovo), ottieni l’importo preciso da versare.

Scopri di più su Quando va in prescrizione il bollo auto non pagato?

Quali sono le novità sul bollo auto del 2026?

Il 2026 porta modifiche rilevanti, introdotte dal 17° decreto attuativo della riforma fiscale, in attuazione del D.Lgs. 87/2024.

Si prevede:

  • niente più rateizzazioni per i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2026: il bollo va versato in un’unica soluzione annuale. I veicoli immatricolati prima continuano a seguire le regole previgenti della propria Regione;
  • maggiore autonomia regionale su tariffe, esenzioni e scadenze: le differenze tra un territorio e l’altro sono destinate ad aumentare – conviene verificare sempre sul portale della propria Regione;
  • controlli digitali rafforzati: incrocio automatico tra dati di circolazione e posizione fiscale, riscossione più rapida in caso di mancato pagamento e maggiore utilizzo di pagoPA e dell’app IO.

Alcune Regioni si stanno già muovendo in autonomia: l’Emilia-Romagna ha introdotto una maggiorazione delle tariffe per i veicoli Euro 0, 1 e 2 come incentivo alla sostituzione dei mezzi più inquinanti

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bollo auto

Quando si paga il bollo auto

Le scadenze dipendono dalla data di immatricolazione e dalla potenza del veicolo. In linea generale, il pagamento deve avvenire entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza precedente. Per i veicoli di nuova immatricolazione, il bollo va pagato entro il mese di immatricolazione; se questa avviene nell’ultima decade, la scadenza slitta al mese successivo.

Lombardia e Piemonte prevedono il termine del primo pagamento entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione, in deroga alla regola generale.

Dove si paga il bollo auto

Puoi pagare il bollo auto:

  • presso le delegazioni ACI;
  • presso gli studi di consulenza convenzionati;
  • presso i tabaccai autorizzati;
  • presso gli uffici postali;
  • online sul sito dell’ACI tramite carta di credito;
  • tramite il portale di Poste Italiane;
  • tramite pagoPA e app IO.

Il tributo è incassato dalle Regioni, tranne per quelle a statuto speciale, dove la gestione resta in capo all’Agenzia delle Entrate.

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Sanzioni per mancato pagamento o ritardo

Se paghi in ritardo, puoi regolarizzarti con il ravvedimento operoso, disciplinato dall’art. 13 del D.Lgs. 472/1997, come modificato dal D.Lgs. 14 giugno 2024, n. 87 (cd. “Decreto Sanzioni”).

La riforma ha introdotto due regimi distinti: il primo riguarda le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 (ovvero per tutti i bolli con scadenza a partire dal 3 settembre 2024).

Giorni di ritardoSanzioni con ravvedimento
Entro 14 giorni0,08% per ogni giorno di ritardo
Dal 15° al 30° giorno1,25%
Dal 31° al 90° giorno1,39%
Dal 91° giorno a 1 anno3,13%
Da 1 a 2 anni3,57%
Oltre 2 anni5%

Per le violazioni commesse fino al 31 agosto 2024, invece, restano le percentuali precedenti: 0,1% al giorno (entro 15 giorni), 1,5% (entro 30 giorni), 1,67% (entro 90 giorni), 3,75% (entro 1 anno), 4,29% (entro 2 anni) e 5% oltre i 2 anni.

A tutte le sanzioni sopra indicate si aggiungono gli interessi legali, calcolati giorno per giorno: dal 1° gennaio 2026 il tasso è dell’1,60% annuo, fissato con Decreto MEF del 10 dicembre 2025 (GU n. 289 del 13 dicembre 2025), in calo rispetto al 2% del 2025.

Se non ti regolarizzi entro i termini del ravvedimento, la sanzione ordinaria per omesso o tardivo versamento è passata dal 30% al 25% dell’imposta, grazie alla riforma del D.Lgs. 87/2024. Il mancato pagamento prolungato può portare al fermo amministrativo del veicolo.

Approfondisci leggendo Fermo amministrativo auto (ganasce fiscali): cos’è, quando è illegittimo, come si cancella

pagamento bollo auto

Quali sono le esenzioni dal bollo auto nel 2026?

Alcune categorie di veicoli e di contribuenti non sono tenuti al pagamento. Le principali esenzioni sono per:

  • persone con disabilità (e chi le ha fiscalmente a carico): esenzione per veicoli fino a 2.000 cc a benzina e 2.800 cc a diesel;
  • veicoli elettrici (BEV): esenzione totale per i primi 5 anni dall’immatricolazione nella quasi totalità delle Regioni; permanente in Lombardia e Piemonte; Quotidiano Motori
  • veicoli ibridi: generalmente 3 anni di esenzione, con differenze regionali – alcune Regioni hanno esteso il beneficio a 5 anni per ibridi plug-in e full hybrid immatricolati dal 1° gennaio 2026;
  • veicoli storici con oltre 30 anni: esenti se non usati a scopo professionale;
  • veicoli di particolare interesse storico o collezionistico dal 20° anno di età: non pagano il bollo ordinario, ma la tassa forfettaria di circolazione (il “minibollo”) se circolano su strade pubbliche.

Chi ottiene l’esenzione deve assicurarsi di mantenerla aggiornata negli anni successivi: la Regione può richiedere verifiche periodiche, e il mancato aggiornamento della documentazione può comportare la decadenza del beneficio con richiesta retroattiva del tributo.

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Differenza tra tassa automobilistica e tassa di circolazione – Domande frequenti

Cos’è la tassa automobilistica?

La tassa automobilistica è il nome ufficiale del bollo auto. Si tratta di una tassa annuale di possesso che devi pagare se sei intestatario di un veicolo iscritto al PRA, indipendentemente dall’uso che ne fai.

Bollo auto e tassa di circolazione sono la stessa cosa?

No. Il bollo auto è una tassa di possesso, dovuta ogni anno per il solo fatto di avere un’auto intestata. La tassa di circolazione – o “minibollo” – riguarda solo i veicoli storici con almeno 20 anni di vita iscritti negli appositi registri, e si paga solo quando circolano su strade pubbliche.

Il bollo auto si paga anche se l’auto non circola?

Sì, salvo i casi di radiazione, rottamazione o esenzione specifica. Il bollo è dovuto per il possesso del veicolo, non per il suo utilizzo.

Cosa succede se non pago il bollo?

Puoi regolarizzarti con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta più gli interessi legali (1,60% annuo nel 2026). Se non ti regolarizzi, la sanzione ordinaria è del 25% dell’importo. L’omissione prolungata può portare al fermo amministrativo del veicolo.

Il bollo auto 2026 si può pagare a rate?

Solo per i veicoli immatricolati prima del 1° gennaio 2026, se la propria Regione lo prevede. Per i veicoli nuovi, immatricolati dal 2026, il pagamento deve avvenire in un’unica soluzione annuale.

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Gregorio Gentile
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Appassionato di scrittura per il web e di diritti dei lavoratori, collabora con la redazione di deQuo per alimentare il suo desiderio di giustizia nel mondo.
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