Vai al contenuto

Fringe benefit 2026: cosa sono, soglie aggiornate e vantaggi per aziende e dipendenti

In questa guida aggiornata scopri cosa sono i cosiddetti fringe benefit, come funzionano nel welfare aziendale e quali opportunità offrono a imprese e lavoratori.

fringe benefit 2026

Un fringe benefit è un bene o servizio che viene offerto al lavoratore dipendente dal suo datore di lavoro. Può essere espressamente previsto dal contratto nazionale, oppure imposto volontariamente al datore di lavoro. 

Ai sensi dell’art. 2099 del codice civile, il prestatore di lavoro può anche essere retribuito in tutto o in parte con partecipazione agli utili o ai prodotti, con provvigione o con prestazioni in natura.

Dato che i fringe benefit rappresentano parte della retribuzione del lavoratore, concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente. Ciò non succede quando il loro valore non è complessivamente superiore all’importo di 258,23 euro (art. 51, comma 1, TUIR). Entro tale soglia, quindi, i fringe benefit non si considerano nel calcolo della base imponibile previdenziale

Cosa sono i fringe benefit: definizione ed esempi pratici

Quando si parla di welfare aziendale, i fringe benefit sono compensi in natura – cioè beni e servizi concessi dal datore di lavoro ai dipendenti – che si affiancano alla retribuzione ordinaria.

Sono sempre di più le aziende che scelgono di comprendere i fringe benefit nel loro piano di welfare aziendale, dando agli stessi una funzione di sostegno reale alle esigenze e ai desideri dei lavoratori.

Tra gli esempi di fringe benefit più diffusi, ricordiamo per esempio la concessione di:

  • autoveicoli, motocicli e ciclomotori;
  • alloggi;
  • buoni di vario genere, quali buoni pasto e buoni d’acquisto;
  • polizze assicurative;
  • stock option. 

Secondo l’Osservatorio Welfare 2025 di Edenred, i fringe benefit rappresentano oggi oltre il 52% della spesa in welfare aziendale, superando ambiti come area ricreativa, istruzione e assistenza sanitaria.

LEGGI ANCHE CNEL: cos’è e cosa fa il Consiglio nazionale dell’economia e del Lavoro

fringe benefit 2024 cosa sono novità
Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Evoluzione normativa dei fringe benefit (2020–2026)

Negli ultimi anni le soglie hanno subito diverse modifiche:

  • 2022: soglia elevata fino a 3.000 € per dipendenti con figli (Decreti Aiuti)
  • 2023: 3.000 € solo per lavoratori con figli
  • 2024: 1.000 € per tutti, 2.000 € con figli
  • 2025–2027: conferma delle soglie 1.000 / 2.000 €

Nel 2025 era prevista un’agevolazione speciale per neoassunti trasferiti oltre 100 km, non confermata per il 2026.

Ecco quali sono i principali vantaggi per aziende e dipendenti.

DestinatariVantaggi
LavoratoriNessuna tassazione IRPEF entro la soglia di esenzione prevista dalla normativa vigente
Nessun aggravio contributivo ai fini previdenziali
Maggiore potere d’acquisto grazie a beni e servizi non tassati
ImpreseCosti completamente deducibili dal reddito d’impresa (art. 95 TUIR)
Strumento efficace di retention e rafforzamento dell’employer branding
Miglioramento del clima aziendale e incremento dell’engagement

Fringe benefit e flexible benefit: differenza

I fringe benefit (o benefici accessori) si differenziano dai cosiddetti flexible benefit, ovvero benefici flessibili. Questi ultimi sono prestazioni, beni, servizi previsti dall’art. 51, comma 2, del TUIR, che fanno parte del welfare aziendale

Tali benefici rispondono a specifiche esigenze dei lavoratori. Tra gli esempi più comuni possiamo citare la previdenza complementare, i servizi per l’infanzia e l’istruzione, l’assistenza sanitaria integrativa e quella per i familiari non autosufficienti. 

Le differenze tra le due tipologie di benefici extra sono relative:

  1. al trattamento fiscale: i flexible benefit non concorrono, infatti, alla formazione del reddito di lavoro dipendente, né della base imponibile previdenziale;
  2. al modo in cui vengono assegnati e ai relativi destinatari. 

Potrebbe interessarti anche Cosa si intende per cedolare secca e quando si può applicare

Come assegnare i fringe benefit in azienda

I fringe benefit possono essere:

  • previsti da contratto
  • regolati da un piano welfare
  • concessi volontariamente dal datore di lavoro
  • attribuiti anche ad personam

Per applicare la soglia maggiorata (2.000 euro), il dipendente deve fornire autocertificazione con codice fiscale dei figli a carico. Per quanto riguarda le scadenze, i fringe benefit relativi al 2025 possono essere erogati fino al 12 gennaio 2026 e rientrare fiscalmente nel 2025, mentre dal 13 gennaio 2026 in poi incidono sulle soglie 2026.

LEGGI ANCHE Responsabilità del datore di lavoro per danni al lavoratore: guida aggiornata

Fringe benefit 2026: soglie di esenzione fiscale aggiornate

La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha confermato per il triennio 2025–2027 le seguenti soglie di esenzione fiscale, valide quindi anche per il 2026:

  • 1.000 euro annui per tutti i lavoratori dipendenti
  • 2.000 euro annui per dipendenti con figli fiscalmente a carico

Rientrano nella soglia esentasse:

  • beni e servizi concessi dall’azienda
  • somme rimborsate per utenze domestiche (acqua, luce, gas)
  • spese di affitto prima casa
  • interessi sul mutuo prima casa

LEGGI pure Bonus ZES unica Mezzogiorno: cos’è e come funziona

fringe benefit 2024 mutuo interessi e affitto

Fringe benefit e auto aziendale

L’auto aziendale concessa ad uso promiscuo, quindi utilizzabile sia per finalità lavorative, sia per esigenze personali, rappresenta uno dei fringe benefit più diffusi e rilevanti sotto il profilo fiscale.

A partire dal 2025, la normativa ha modificato i criteri di tassazione per incentivare la mobilità sostenibile. In particolare, i veicoli elettrici sono assoggettati a tassazione nella misura del 10% del costo chilometrico convenzionale, gli ibridi plug-in al 20%, mentre i veicoli tradizionali alimentati a benzina, diesel o GPL sono tassati al 50%.

Il valore imponibile viene determinato sulla base delle tabelle ACI, considerando una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri annui. La nuova disciplina si applica ai veicoli immatricolati e assegnati ai dipendenti a decorrere dal 1° gennaio 2025.

Fringe benefit 2026: perché integrarli nel welfare aziendale

Nel 2026 i fringe benefit si confermano uno strumento strategico per:

  • sostenere il reddito dei dipendenti
  • ottimizzare il costo del lavoro
  • rafforzare l’attrattività aziendale
  • costruire piani welfare personalizzati

In un contesto economico complesso, rappresentano una leva concreta per aumentare il benessere organizzativo e migliorare la competitività dell’impresa.

LEGGI ANCHE Bonus 500 euro under 35 per i liberi professionisti: qual è la scadenza?

Consulenza Legale Online

Vuoi una consulenza legale sull'argomento? Chiedi Gratis ad un Avvocato

  • +3000 avvocati pronti ad ascoltarti
  • Consulenza Legale Online - Telefonica, in webcam, scritta o semplice preventivo gratuito
  • Anonimato e Riservatezza - La tua consulenza verrà letta solo dall'avvocato che accetterà di rispondere

Richiedi una Consulenza

Immagine profilo autore
Gregorio Gentile
Consulente del lavoro
Appassionato di scrittura per il web e di diritti dei lavoratori, collabora con la redazione di deQuo per alimentare il suo desiderio di giustizia nel mondo.
Cerca
Effettua una ricerca all'interno del nostro blog, tra centinaia di articoli, guide e notizie
Ti serve il parere di un Avvocato sull'argomento?
Prova subito il nostro servizio di consulenza online. Più di 3000 avvocati pronti a rispondere alle tue richieste. Invia la tua richiesta.
Richiedi Consulenza

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter settimanale per ricevere informazioni e notizie dal mondo legal.

Decorazione
Hai altre domande sull'argomento?
Se hai qualche dubbio da risolvere, chiedi una consulenza online a uno dei nostri Avvocati
Richiedi Consulenza

Altro su Diritto Tributario

Approfondimenti, novità e guide su Diritto Tributario

Leggi tutti
pagamento stipendio in due rate
03 Settembre 2026
Il pagamento dello stipendio in due rate è legittimo se si tratta di un acconto richiesto dal lavoratore o di una prassi prevista dal contratto collettivo o dagli usi aziendali. Se la suddivisione è decisa unilateralmente dal datore di lavoro e il saldo arriva oltre il termine fissato dal CCNL,…
restituzione naspi
01 Settembre 2026
L'obbligo di restituire la NASpI sorge nei casi in cui il versamento si riveli indebito anche solo parzialmente. Il rimborso dell'indebito si fonda sulla mancanza dei presupposti fin dall'inizio (anche se emersi in un secondo momento) o dal successivo venire meno. In caso di contestazione di importi indebiti versati a…
ricorso imu tari
19 Agosto 2026
Per contestare un debito IMU o TARI occorre rivolgersi al Comune, nella cui circoscrizione è sito l’immobile. In caso di errori di facile risoluzione il contribuente può scegliere di tentare la strada della risoluzione stragiudiziale, presentando istanza di annullamento in autotutela. Il ricorso TARI e IMU da presentare in caso…
false fatture
12 Agosto 2026
L'accusa di false fatture riguarda due reati distinti: l'utilizzo (art. 2 D.Lgs. 74/2000) e l'emissione (art. 8 D.Lgs. 74/2000), entrambi puniti con la reclusione da quattro a otto anni. La difesa si gioca soprattutto sulla prova dell'inesistenza dell'operazione e sulla dimostrazione della mancanza di dolo specifico di evasione. Il pagamento…
tasse regime forfettario
31 Luglio 2026
Il calcolo delle tasse nel regime forfettario si basa sul coefficiente di redditività, una percentuale fissa legata al codice ATECO che determina il reddito imponibile. Nei primi cinque anni di attività, se rispetti i requisiti di "nuova attività", puoi applicare l'aliquota agevolata al 5% al posto di quella ordinaria del…
rinumerazione fatture legittima
29 Luglio 2026
La numerazione progressiva delle fatture è un obbligo previsto dall'articolo 21 del DPR 633/1972, ma non ogni errore comporta una sanzione. La rinumerazione sistematica usata per occultare compensi o ricavi può integrare violazioni amministrative gravi e, superate certe soglie, reati tributari. Le conseguenze cambiano a seconda che si tratti di…