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Reato di frode in processo penale e depistaggio: cos’è, esempi pratici, consumazione, pene, procedibilità e prescrizione

Cosa si intende per frode processuale e depistaggio? Quando si consuma tale reato? Quali sono le pene previste? Quando si prescrive? Ecco una guida completa che offre un'analisi dettagliata di questo delitto contro l'amministrazione della giustizia.

frode in processo penale
  • Il reato di frode in processo penale e il depistaggio punisce i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che, per ostacolare un’indagine, modificano artificiosamente la scena del crimine o mentono all’autorità giudiziaria.
  • Si tratta di un reato di pericolo a consumazione anticipata, procedibile d’ufficio.
  • Il reato in questione è punito con la reclusione da 3 a 8 anni, ma sono previste circostanze aggravanti e attenuanti.

L’art. 375 c.p., modificato dalla Legge 133/2016, disciplina il reato di frode in processo penale e depistaggio punendo con la reclusione da 3 a 8 anni il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che svia indagini o processi. La norma mira a tutelare il corretto funzionamento della giustizia ed è fondamentale per contrastare chi inquina le prove all’interno del sistema giudiziario.

La condotta punibile consiste nell’alterare artificiosamente il corpo del reato, lo stato dei luoghi/cose/persone, oppure affermare il falso o negare il vero richiesti dall’autorità giudiziaria.

Nelle righe che seguono ti illustro nel dettaglio questo delitto fornendoti anche degli esempi pratici.

Cos’è il delitto di frode in processo penale e depistaggio

La Legge 11 luglio 2016 n. 133 ha introdotto il reato di frode in processo penale e depistaggio, inserendolo nel nuovo art. 375 c.p., per punire il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, per impedire, ostacolare o sviare un’indagine o un processo penale:

  • muta artificiosamente il corpo del reato, lo stato dei luoghi o delle cose o delle persone connessi al reato;
  • afferma il falso o nega il vero ovvero tace in tutto o in parte ciò che sa intorno ai fatti sui quali viene sentito, ove richiesto dall’autorità giudiziaria o dalla polizia giudiziaria di fornire informazioni in un procedimento penale.

Si tratta di un reato proprio, potendo essere commesso esclusivamente dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio. Il delitto in questione, inoltre, è punibile a titolo di dolo specifico, in quanto, oltre alla coscienza e volontà della condotta, è necessario il fine di impedire, ostacolare o sviare un’indagine.

Potresti approfondire leggendo: Reato di depistaggio e inquinamento processuale

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Quando si consuma il reato di frode in processo panale e depistaggio

Il reato di cui all’art. 375 c.p. si consuma nel momento in cui il pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio pone in essere la condotta alteratrice o reticente, al fine di ostacolare le indagini. Si ratta di un reato di pericolo a consumazione anticipata, dal momento che non è necessario che il processo venga effettivamente sviato, ma è sufficiente il compimento dell’atto fraudolento.

Si ha, per esempio, frode in processo penale e depistaggio quando un pubblico ufficiale crea una finta ordinanza per sanare irregolarità edilizie nel corso di un’indagine, datandola retroattivamente.

Leggi anche: Reato di falsa testimonianza: procedibilità, pena, prescrizione

Come è punito il reato?

La pena base prevista per il delitto di frode in processo penale e depistaggio è la reclusione da 3 a 8 anni. La pena aumenta se il fatto riguarda reati gravi o diminuisce per chi collabora.

Nello specifico, la pena aumenta da un terzo alla metà se il fatto è commesso mediante distruzione, occultamento o alterazione di documenti/oggetti, mentre è prevista la reclusione da 6 a 12 anni se l’illecito riguarda procedimenti per reati di terrorismo, mafia o traffico di armi.

La pena è, invece, diminuita dalla metà a due terzi per chi si adopera per ripristinare lo stato dei luoghi/prove o aiuta concretamente l’autorità. La condanna, inoltre, comporta l’interdizione perpetua dai pubblici uffici se la pena inflitta è superiore a 3 anni.

Ti consigliamo anche: Favoreggiamento personale: quando si configura il reato, esempio e cause di non punibilità

Procedibilità e prescrizione

Il reato di cui all’art. 375 c.p. è procedibile d’ufficio, nel senso che non è necessaria la querela di parte per l’attivazione delle indagini da parte della Procura.

Per il delitto in questione i termini di prescrizione sono raddoppiati, dal momento che è considerato reato grave contro l’amministrazione della giustizia. Essendo punito con la reclusione da 3 a 8 anni, il termine prescrizionale ordinario, raddoppiato per la natura del reato, è solitamente molto lungo, arrivando spesso a superare i 12-16 anni a seconda delle aggravanti applicate. La prescrizione decorre dal giorno della consumazione del reato, ovvero quando si è verificata la frode o il depistaggio.

Leggi anche: Omessa denuncia di reato: quando la denuncia è obbligatoria

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