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Reato di interruzione di un pubblico servizio o di pubblica necessità

Tra i delitti contro la PA, un posto particolare è assunto dall'art. 331 c.p., ossia il reato di interruzione di un pubblico servizio o di pubblica necessità. Nel seguente articolo ti spieghiamo gli elementi essenziali della fattispecie.

interruzione di un pubblico servizio o di pubblica necessità
  • Il reato di interruzione di servizio pubblico o di pubblica necessità appartiene alla categoria dei reati contro la pubblica amministrazione.
  • È dunque un delitto che tutela il buon andamento della pubblica amministrazione, in particolare, in questo caso, lo svolgimento di un servizio essenziale.
  • Questo reato ha la funzione di garantire l’erogazione di un servizio di cui la collettività non può in alcun modo fare a meno.

Alcuni reati contro la pubblica amministrazione sono poco conosciuti. A differenza del peculato, o dell’abuso d’ufficio, o anche dei delitti di corruzione, probabilmente non avrai mai sentito nominare il reato di interruzione di servizio pubblico o di pubblica necessità.

Eppure, la fattispecie è una figura molto interessante che consente di esaminare chi è l’esercente di un servizio di pubblica necessità, definito all’art. 358 c.p.

Nel seguente articolo, procederemo a descrivere la fattispecie e la condotta che l’art. 331 c.p. sanziona. Ci soffermeremo, in particolare, sulla qualificazione della tipologia di reato, in termini di reato comune o reato proprio.

Ti diremo quali sono i beni giuridici protetti, gli elementi costitutivi del reato e le sanzioni conseguenti la violazione della previsione in esame.

Interruzione di servizio pubblico o di pubblica necessità: che reato è?

Uno dei reati contro la PA meno noti è l’interruzione di pubblico servizio o di pubblica necessità. Questo gruppo di delitti sono a presidio di specifici beni giuridici.

In particolare, si ritiene che tutelino due beni:

  1. il buon andamento della pubblica amministrazione, quindi efficienza, effettività e tempestività dell’intervento della PA;
  2. imparzialità della PA.

Questo reato può essere commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio.

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reati contro la pubblica amministrazione
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Pubblico ufficiale e incaricato di pubblico servizio

Il concetto di pubblico ufficiale è cangiante: anche chi non è dipendente della PA, può essere qualificato come tale. Sono pubblici ufficiali non solo gli impiegati dello Stato o di altro ente pubblico, ma anche tutti coloro che esercitano la pubblica funzione.

Per esempio, anche l’avvocato è talvolta un pubblico ufficiale, quando verbalizza e deposita il verbale di un accertamento fatto, perché, in quel momento, sta esercitando la funzione giudiziaria.

Il nuovo art. 357 c.p. prevede che la pubblica funzione può essere legislativa, giudiziaria o amministrativa. Il legislatore chiarisce cosa si intenda per funzione amministrativa, individuando due requisiti:

  1. le regole che disciplinano la pubblica funzione, che sono norme di diritto pubblico e atti autoritativi;
  2. i poteri che implica l’esercizio della pubblica funzione, che sono poteri certificativi e autoritativi

Ti consigliamo di approfondire l’argomento leggendo anche Pubblico ufficiale e incaricato di pubblico servizio: che differenza c’è

gli incaricati di pubblico servizio sono figure definite all’art. 358 c.p. Anche in questo caso è accolto un approccio funzionalista. Sono infatti incaricati di pubblico servizio coloro che esercitano un pubblico servizio senza esercitare i poteri tipici della pubblica funzione

Infine, un piccolo accenno merita anche la persona esercente un servizio di pubblica necessità, definita all’art. 359 c.p. La norma dispone che possono essere privati:

  • che esercitano determinate professioni, il cui esercizio è vietato per legge senza una speciale abilitazione;
  • che, non svolgendo una pubblica funzione né un pubblico servizio, adempiono un servizio dichiarato di pubblica necessità mediante un atto della PA.

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Cosa tutela il reato di interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità?

L’art. 331 c.p. sanziona il reato di interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità. La norma prevede la condotta di chi:

  • esercita servizi pubblici o di pubblica necessità;
  • interrompe il servizio o sospende il lavoro nei suoi stabilimenti, uffici o aziende, in modo da turbare la regolarità del servizio.

La fattispecie, per intenderci, fa riferimento alla condotta di un operatore economico, che sta esercitando un servizio per conto della Pubblica amministrazione. Sappiamo che spesso la PA dà in concessione dei servizi, come il servizio del trasporto pubblico locale.

In questo caso, l’operatore economico, che ha ottenuto la concessione, deve prestare il servizio agli utenti, quindi ai cittadini. Nel fare ciò deve, prima di tutto, garantire la continuità del servizio, oltre ad assicurare determinati standard qualitativi e anche un prezzo del servizio che sia accessibile. 

Quindi, è proprio per il rilievo che assumono questi servizi, anche nell’ambito dell’economia locale e nazionale, che il legislatore ha deciso di sanzionare la condotta di chi interrompe il servizio. Il reato in questione è punito a titolo di dolo generico.

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Sanzioni previste

Per il reato di interruzione di servizio pubblico o di pubblica necessità, la norma prevede una sanzione consistente:

  • nella reclusione da sei mesi a un anno;
  • nella multa non inferiore a 516 euro.

É poi prevista anche un’aggravante per i capi, promotori o organizzatori. Questi sono puniti con la reclusione da 3 a 7 anni e con la multa non inferiore a 3.098 euro.

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interruzione di un pubblico servizio o di pubblica necessità

Qual è il bene giuridico tutelato

Il reato di cui all’art. 331 c.p. tutela il bene giuridico del regolare svolgimento del servizio pubblico o di pubblica necessità e altresì il buon andamento della PA.

Quindi, come gli altri reati contro la PA, è punita una condotta plurioffensiva, volta anche a reprimere condotte che possono offendere il buon andamento della pubblica amministrazione. In particolare, si vogliono reprimere le condotte poste in essere da un soggetto che presta quel servizio in modo professionale.

In dottrina, si evidenzia come la condotta non debba essere necessariamente consistente in una sospensione dei dipendenti dal lavoro. Può anche configurarsi nel caso di destinazione ad attività meramente interne, senza relazione con l’utenza pubblica del servizio.

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Soggetti attivi del reato

Il soggetto attivo del reato di interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità è il pubblico ufficiale oppure l’incaricato di pubblico servizio. Dunque, questa fattispecie rientra nella categoria dei reati propri, cioè quei reati che possono essere compiuti solo da determinati soggetti, che hanno alcune qualità o assumono uno specifico ruolo.

Nel caso in esame, alla luce delle definizioni che abbiamo richiamato nei precedenti paragrafi, chi commette questo reato può essere considerato come un esercente un servizio di pubblica necessità. Anzi, questa può essere proprio considerata un’ipotesi tipica in cui viene in evidenza suddetta figura. 

Per quanto riguarda, invece, il soggetto passivo, è tanto la pubblica amministrazione che ha dato in concessione l’esercizio del servizio, quanto il privato che ne ha fruito.

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interruzione di un pubblico servizio o di pubblica necessità

Qual è la condotta penalmente rilevante?

Possiamo ora stabilire quale sia la condotta penalmente rilevante che integra il reato di interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità.

Essa è duplice, ovvero:

  1. l’interruzione del servizio, che si ha quando l’imprenditore fa cessare in tutto o in parte, la prestazione del servizio senza che sia necessaria una ristrutturazione dell’impresa per la ripresa del servizio medesimo;
  2. la sospensione del servizio, che è, invece, una temporanea cessazione del servizio.

L’interruzione o la sospensione, per avere rilevanza penale, devono determinare un turbamento della regolarità del servizio, nel suo complesso e non in una singola fruizione o prestazione.

In relazione alla definizione di pubblico servizio e pubblica necessità, la dottrina prevalente ritiene che le definizioni contenute  nell’art. 358 c.p. non siano rispettose del principio di precisione e determinatezza. Secondo la giurisprudenza della Corte Costituzionale, il servizio pubblico essenziale è quello di cui la collettività non può in nessun caso fare a meno.

Il reato si consuma nel momento e nel luogo in cui si realizza il turbamento del servizio. È un reato di danno, quindi è anche ammesso il tentativo.

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Reato di interruzione di un pubblico servizio o di pubblica necessità – Domande frequenti

Cosa punisce il reato di interruzione di un pubblico servizio o di pubblica necessità?

Il reato di interruzione di un pubblico servizio o di pubblica necessità si sostanzia nell’interruzione o la sospensione di un servizio. Per avere rilevanza penale, devono determinare un turbamento della regolarità del servizio, nel suo complesso e non in una singola fruizione o prestazione.

Quali beni giuridici tutela il reato di reato di interruzione di un pubblico servizio o di pubblica necessità?

Il reato di cui all’art. 331 c.p. tutela i beni giuridici del regolare svolgimento del servizio pubblico o di pubblica necessità e, altresì, il buon andamento della PA.

Quali sono le pene per il reato di reato di interruzione di un pubblico servizio o di pubblica necessità?

Le pene per il reato di interruzione di un pubblico servizio o di pubblica necessità sono la reclusione da sei mesi a un anno e la multa non inferiore a 516 euro.

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Avv. Clelia Tesone
Avvocato civilista
Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato, a seguito dell’espletamento della pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord.
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