23 set 2022
Codice civile

Caparra confirmatoria: a cosa serve e differenza con l’acconto

La caparra confirmatoria è un contratto disciplinato dal Codice civile: ecco come ottenere la sua restituzione nell’ipotesi di inadempimento di una delle parti.

La caparra confirmatoria è una somma di denaro che, come suggerisce il nome stesso, si versa come conferma per il successivo acquisto o pagamento di qualcosa. 

Un esempio molto comune di casi in cui si richiede il versamento di una caparra confirmatoria è il preliminare di vendita, che precede l’acquisto di una casa. 

Il denaro versato servirà a bloccare un determinato bene o servizio, facendo in modo che altri non se ne impossessino nel periodo che intercorre tra il versamento della caparra e l’acquisto effettivo. 

Di seguito cercheremo di capire più nel dettaglio come funziona la caparra confirmatoria, quali sono le conseguenze in caso di mancato versamento e quali le differenze esistenti con la caparra penitenziale e l’acconto


Caparra confirmatoria nel Codice civile


La caparra confirmatoria consiste in un anticipo sul pagamento di un determinato bene che viene versato al venditore da un potenziale acquirente, come prova della volontà di portare a termine una compravendita. 

L’articolo 1385 del Codice civile, titolato proprio Caparra confirmatoria, recita che:

Se al momento della conclusione del contratto una parte dà all’altra, a titolo di caparra, una somma di danaro o una quantità di altre cose fungibili, la caparra, in caso di adempimento, deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta.

Se la parte che ha dato la caparra è inadempiente, l’altra può recedere dal contratto, ritenendo la caparra; se inadempiente è invece la parte che l’ha ricevuta, l’altra può recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra.

Se però la parte che non è inadempiente preferisce domandare l’esecuzione o la risoluzione del contratto, il risarcimento del danno è regolato dalle norme generali.

In altre parole, nell’ipotesi in cui l’acquirente non rispettasse quanto pattuito con la controparte, quest’ultima avrebbe il diritto di trattenerla come risarcimento danni.

Nella situazione opposta, ovvero quella il cui chi ha ricevuto la caparra fosse inadempiente, l’altra parte non solo avrebbe il diritto alla restituzione della somma versata, ma anche quello di riceverne addirittura il doppio

Se, invece entrambe le parti venissero meno agli accordi presi tramite il contratto sottoscritto, si potrebbe decidere di:


Avendo una funzione risarcitoria, la caparra è esclusa da IVA

caparra confirmatoria cos'è

Caparra confirmatoria: esempio


La caparra confirmatoria rappresenta una forma di tutela e di protezione degli interessi delle parti, per la quale è possibile fare un esempio completo al fine di rendere più chiaro il suo funzionamento. 

Supponiamo che si voglia procedere con l’acquisto di una macchina usata e che sia richiesta una caparra confirmatoria per bloccare il bene in attesa di concludere la compravendita e procedere con il passaggio di proprietà. 

La macchina ha un costo di 15.000 euro e viene richiesta una caparra confirmatoria di 3.000 euro. Cosa succede se l’acquirente cambia idea? In tale ipotesi, non avrebbe modo di recuperare i 3.000 euro versati a titolo di caparra, che resterebbero al venditore, come previsto da contratto. 

Nella situazione opposta, ovvero qualora fosse il venditore a decidere di non voler più vendere l’auto, l’acquirente avrebbe addirittura il diritto di ricevere il doppio della cifra che ha versato

Qualora l’acquirente volesse comprare l’auto a tutti i costi, dovrebbe rivolgersi al Giudice in modo tale da riuscire a imporre questo obbligo al soggetto venditore. 

Che forma dovrà avere la caparra?


La legge non prevede che la caparra confirmatoria debba rispettare delle formule particolari: sarà infatti sufficiente farne menzione nelle clausole generali del contratto. L’accordo tra le parti dovrà comunque essere esteriorizzato. 

Come confermato dalla sentenza n. 3833/1977 della Cassazione, sarà necessario rendere esplicito che la somma ricevuta in un dato giorno (o la quantità di cose fungibili) sia effettivamente una caparra confirmatoria, altrimenti si corre il rischio di fare confusione tra la caparra e un semplice acconto, che consiste in una mera anticipazione di una cifra da pagare. 

Per quanto riguarda la natura della caparra, essa è di tipo reale in quanto si presuppone, affinché sia efficace, che la somma da versare arrivi davvero alla controparte del contratto. 

Che valore ha la caparra confirmatoria?


La caparra confirmatoria è un contratto che può essere perfezionato consegnando il bene materiale che la controparte ha “bloccato” con il pagamento della stessa.

Dal punto di vista giuridico, la caparra confirmatoria ha 4 funzioni:

  1. confirmatoria, in quanto permette di dare una prova materiale della volontà di ottemperare a un contratto stipulato tra due parti;
  2. di acconto, poiché l’importo versato rappresenta anche una parte dell’importo totale che si dovrà poi versare;
  3. di indennizzo, in quanto costituisce una clausola penale che tutela entrambi i sottoscrittori di un accordo;
  4. di autotutela, per il fatto che le parti avranno la possibilità di tutelarsi senza dover necessariamente ricorrere a un giudice. 

Quali sono gli effetti della caparra confirmatoria?


Nella pratica, la caparra confirmatoria ha come effetto quello di dare al contraente la possibilità di esercitare il diritto di recesso nell’ipotesi in cui la controparte dovesse essere inadempiente. 

Una parte della giurisprudenza e della dottrina ritiene che, in realtà, la caparra confirmatoria non rappresenti una forma di recesso, ma una speciale tipologia di risoluzione per inadempimento

Cosa succede se non pago la caparra confirmatoria? In questa ipotesi, il mancato versamento della caparra non rappresenta né un inadempimento, né una causa di recesso legittima. Potrebbe però giustificare un’azione che porti all’obbligo di pagamento dell’importo previsto a titolo di caparra.  

Caparra confirmatoria: giurisprudenza in materia


La parte adempiente ha facoltà di scegliere se richiedere l’adempimento del contratto oppure esercitare il suo diritto di recesso. Tuttavia, secondo la Corte di Cassazione e buona parte della giurisprudenza, la parte adempiente non potrebbe esercitare il diritto di recesso, dopo aver proposto la domanda di risoluzione e risarcimento (Cass. n. 553/2009. 

La giurisprudenza prevalente ritiene inoltre che “il diritto di recedere dal contratto e di trattenere la caparra ricevuta (ovvero di pretendere il doppio della caparra versata) in caso di inadempimento della controparte costituisce l’effetto proprio della clausola con cui le parti hanno convenuto, nel concludere il contratto, la dazione di una somma di denaro quale caparra confirmatoria, esprimendo per tale via la loro volontà di applicare al negozio la disciplina propria di tale istituto, cui va riconosciuta la funzione di una preventiva e convenzionale liquidazione del danno per inadempimento, e di derogare, nel contempo, sia pure in forma non definitiva, essendo sempre salva la facoltà per la parte non inadempiente di avvalersi del diverso rimedio della risoluzione, la disciplina generale in materia di inadempimento contrattuale” (Cass. n. 6463/2008).

Caparra confirmatoria e contratto preliminare di vendita


L’acquisto di un immobile è sempre preceduto da un contratto preliminare di compravendita, il quale prevede il versamento di una caparra confirmatoria in qualità di garanzia dell’accordo sottoscritto tra le parti. 

Nell’ipotesi in cui il contratto preliminare dovesse essere nullo (ricordiamo che è valido anche nel caso in cui non venisse registrato), l’acquirente avrebbe diritto alla restituzione integrale della caparra confirmatoria versata

caparra contratto preliminare

Differenza tra confirmatoria e penitenziale


La caparra penitenziale è disciplinata dall’articolo 1386 del Codice civile, nel quale si legge che 

Se nel contratto è stipulato il diritto di recesso per una o per entrambe le parti, la caparra ha la sola funzione di corrispettivo del recesso.

In questo caso, il recedente perde la caparra data o deve restituire il doppio di quella che ha ricevuta.

In poche parole, la caparra penitenziale costituisce il corrispettivo previsto per il diritto di recesso, che può essere stabilito per una sola parte, oppure per entrambe. 

Quindi:

  1. se il diritto di recesso è stato attribuito a una sola parte, quest’ultima potrà esercitarlo perdendo la caparra penitenziale data;
  2. nel caso in cui, invece, il diritto di recesso spettasse a entrambe le parti, quella che ha ricevuto la caparra potrà esercitare tale diritto, ma dovrà restituire alla controparte il doppio della caparra ricevuta. 

Qual è la differenza tra acconto e caparra?


Concludiamo questa guida sulla caparra confirmatoria chiarendo un concetto che genera, solitamente, non poca confusione: la differenza tra caparra e acconto, termini che spesso vengono utilizzati come sinonimi. 

Mentre la caparra confirmatoria è un anticipo che segue le regole ricordate fin qui, l’acconto rappresenta un anticipo sul costo totale di un bene, ma non ha alcuna funzione risarcitoria nell’ipotesi in cui una transazione non dovesse andare a buon fine. 

In caso di inadempimento rispetto a un accordo pattuito, l’acconto dovrà essere restituito, ma con conseguenze differenti rispetto a quelle previste per la caparra. Infatti, qualora si volesse ottenere un risarcimento per un eventuale danno subito, non si riceverà il doppio della caparra, ma si dovrà iniziare una causa in tribunale. Potranno farlo sia l’acquirente, sia il venditore. 

Secondo una sentenza della Cassazione del 2015, infine, un modo per distinguere tra acconto e caparra consiste nel verificare la proporzione (quindi la percentuale) tra l’anticipo dato e la somma totale da pagare, che nel caso dell’acconto sarà molto più bassa. 

Caparra confirmatoria – Domande frequenti


Quando la caparra deve essere restituita doppia?

La caparra confirmatoria deve essere restituita doppia nel caso in cui fosse il venditore di un bene o servizio a ritirarsi da un accordo con un acquirente. 

Quando si perde la caparra confirmatoria?

La caparra confirmatoria si perde nel caso in cui fosse l’acquirente a ritirarsi da un accordo sottoscritto con un venditore. 

Qual è la percentuale di caparra che si deve versare? 

La percentuale prevista a titolo di caparra è variabile. Nel caso del preliminare di vendita immobiliare può aggirarsi tra il 10% e 20%. 


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