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Quanto tempo si ha per denunciare un avvocato?

Nel seguente articolo, ti indicheremo i profili generali della responsabilità dell'avvocato, con particolare attenzione ai tempi per agire nei suoi confronti, per esempio qualora il professionista dichiari il falso, sia un imbroglione o negligente.

Quando c'è responsabilità da inadempimento dell'avvocato?
  • L’avvocato ha degli obblighi da rispettare nei confronti del cliente.
  • Ci sono alcuni casi in cui il professionista potrebbe agire in modo scorretto.
  • Si potrà allora denunciare l’avvocato, ma nel rispetto di specifiche tempistiche.

L’avvocato è tenuto a seguire pedissequamente i dettami del codice deontologico, il quale presuppone che siano rispettati dei doveri di correttezza nei confronti del cliente, oltre che dei colleghi e i magistrati.

Il codice deontologico, oltre ad elencare tali oneri, prevede anche espressamente una procedura disciplinare, individuando gli organi competenti ad agire in giudizio.

La responsabilità dell’avvocato, tuttavia, non si ferma solo a quella disciplinare. Può configurarsi anche la responsabilità contrattuale da inadempimento al contratto d’opera concluso con il cliente o anche altre forme di responsabilità conosciute dal nostro ordinamento.

Nel seguente articolo, provvederemo ad offrirvi un quadro sintetico della responsabilità del avvocato, specialmente in caso di mancata diligenza.

Cosa prevede il codice deontologico forense

Prima di procedere all’esame delle modalità e dei tempi per presentare una denuncia contro un avvocato, possiamo individuare quelli che sono i doveri e gli obblighi che egli è tenuto a rispettare.

Il codice deontologico elenca una serie di prescrizioni che devono essere seguite dall’avvocato. Il legislatore ha prestato attenzione a diversi esperti, dai doveri verso il cliente ai limiti all’attività pubblicitaria e al rapporto tra colleghi.

Qualora non siano rispettati questi obblighi, il codice deontologico prevede anche una procedura di negligenza e responsabilità professionale. Sono quindi individuati dal codice gli organi e i soggetti chiamati a giudicare sull’attività del professionista.

L’avvocato è in ogni caso chiamato a rispondere anche in base alle norme della responsabilità disciplinata dal codice civile. Di seguito, inizieremo con l’esaminare i principali obblighi e doveri dell’avvocato.

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Quali sono i doveri dell'avvocato
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Quali sono gli obblighi e i doveri dell’avvocato

Il codice deontologico prevede diversi oneri e doveri dell’avvocato che possono essere causa di responsabilità, quindi, il punto di partenza per denunciare l’avvocato.

Nell’elenco degli obblighi e dei doveri previsti dalla legge, sono presenti sia doveri nei rapporti con il cliente, sia con i colleghi e i magistrati, oltre che specifici requisiti morali e di diligenza professionale.

Al comma 1 si sancisce che “l’avvocato deve evitare attività incompatibili con la permanenza dell’iscrizione all’Albo” e “non deve svolgere (comma 2) attività comunque incompatibili con i doveri di indipendenza, dignità e decoro della professione forense”.

Per quanto riguarda, invece, il dovere di diligenza, si afferma all’art. 12 che “l’avvocato deve svolgere la propria attività con coscienza e diligenza, assicurando la qualità della prestazione professionale”. L’avvocato deve garantire massima diligenza nell’esercizio della propria attività professionale, nel compimento di ogni fatto o atto concernente l’esercizio delle propria attività professionale.

Come dicevamo, i doveri sono imposti anche nei confronti dei colleghi. L’art. 19 afferma infatti che “l’avvocato deve mantenere nei confronti dei colleghi e delle Istituzioni forensi un comportamento ispirato a correttezza e lealtà”. 

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Cos’è il conflitto di interessi

Un caso particolare previsto dal codice deontologico è il conflitto di interessi, ma di cosa si tratta?

Il codice deontologico offre una definizione del conflitto di interessi all’art. 24. Quest’ultimo afferma che:

  1. L’avvocato deve astenersi dal prestare attività professionale quando questa possa determinare un conflitto con gli interessi della parte assistita e del cliente o interferire con lo svolgimento di altro incarico anche non professionale.
  2. L’avvocato nell’esercizio dell’attività professionale deve conservare la propria indipendenza e difendere la propria libertà da pressioni o condizionamenti di ogni genere, anche correlati a interessi riguardanti la propria sfera personale.
  3. Il conflitto di interessi sussiste anche nel caso in cui il nuovo mandato determini la violazione del segreto sulle informazioni fornite da altra parte assistita o cliente, la conoscenza degli affari di una parte possa favorire ingiustamente un’altra parte assistita o cliente, l’adempimento di un precedente mandato limiti l’indipendenza dell’avvocato nello svolgimento del nuovo incarico.
  4. L’avvocato deve comunicare alla parte assistita e al cliente l’esistenza di circostanze impeditive per la prestazione dell’attività richiesta.
  5. Il dovere di astensione sussiste anche se le parti aventi interessi confliggenti si rivolgano ad avvocati che siano partecipi di una stessa società di avvocati o associazione professionale o che esercitino negli stessi locali e collaborino professionalmente in maniera non occasionale.

Come si evince da quanto appena esposto, l’avvocato non deve accettare qualsiasi causa o questione giuridica solo per il suo tornaconto economico, ma deve impegnarsi a rispettare quanto previsto dal Codice deontologico alla base della sua professione.

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Quando c'è responsabilità disciplinare dell'avvocato?

Esposto ordine avvocati: conseguenze

Se l’avvocato è negligente, o non rispetta il segreto professionale oppure è scorretto con i colleghi può sorgere responsabilità del soggetto in questione. Che tipo di responsabilità? Il legislatore ha previsto un apposito procedimento per esaminare la condotta del professionista.

L’art. 50 del codice deontologico dispone che il potere disciplinare sia riconosciuto ai Consigli Distrettuali di Disciplina, istituiti presso ciascun Consiglio dell’ordine distrettuale. Con regolamento del 2014, il legislatore ha previsto le modalità elettive del CDD e la composizione della stessa.

La normativa dispone espressamente alcune regole circa la composizione della commissione, i cui membri saranno eletti tra i consiglieri dell’ordine distrettuale e gli avvocati iscritti all’albo da almeno cinque anni, che non abbiano riportato condanne definitive superiori all’avvertimento, purché sia rispettata la rappresentanza di genere.

La procedura ha avvio tramite comunicazione della notizia dell’illecito al Consiglio dell’ordine tramite esposto o denuncia, entro un termine ragionevole dalla conoscenza dei fatti. Lo stesso avvocato sarà poi informato a cura dell’ordine stesso.

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Cosa posso fare se un avvocato non fa il suo dovere?

La responsabilità del professionista negligente può comportare anche una responsabilità civile da inadempimento delle obbligazioni assunte nei confronti del cliente. In tal caso, si configurare una responsabilità contrattuale ex art. 1218 c.c., per inadempimento all’obbligazione nascente dal contratto d’opera professionale che è, normalmente, concluso tra avvocato e cliente.

In questo contesto può configurarsi una responsabilità derivante da negligenza del professionista. L’art. 1176 c.c. espressamente prevede che le obbligazione debbano essere eseguite:

  • con la diligenza del buon padre di famiglia: con ciò si intende l’ordinaria diligenza dell’uomo medio, cioè soggetto non dotato di specifiche competenze;
  • con la diligenza professionale: laddove vengano in evidenza attività connotate da particolare complessità, come le attività professionali, si richiede una diligenza qualificata, che tenga conto della prestazione che deve essere compiuta.

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Errore professionale

Tanto premesso, possiamo ora andare a definire il c.d. errore professionale. Con ciò si intende qualsiasi condotta del professionista che si ponga in contrasto:

  • con le regole deontologiche;
  • le buone pratiche dell’attività professionale.

L’avvocato, in tal senso, deve:

  • agire con la diligenza di un buon professionista: come evidenziato, con ciò si intende il rispetto delle regole e le buone pratiche dell’attività lavorativa;
  • agire con la diligenza qualificata, ovvero rispettare le regole specifiche che concernono la propria attività professionale;
  • informare il cliente sullo stato della procedura e sulle possibili conseguenze delle sue scelte: l’attività dell’avvocato presuppone anche un onere di informazione del lavoratore circa le proprie possibilità alternative e il possibile esito del procedimento.

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Quando un avvocato è negligente, cosa si può fare?

Quali tipi di errore può compiere l’avvocato?

Le tipologie di errore possibili che l’avvocato può compiere sono:

  • un errore di valutazione: si tratta di un errore di giudizio, che può essere commesso anche da un professionista diligente;
  • un errore di fatto, ossia un errore di conoscenza o di informazione, che può essere evitato con una maggiore attenzione;
  • un errore di diritto, che si verifica quando vi è un errore di applicazione della legge, che può essere evitato con una maggiore conoscenza della materia.

Ti consigliamo di approfondire l’argomento leggendo anche: Avvocati disonesti: quando non bisogna fidarsi dell’avvocato

Errore professionale avvocato: come tutelarsi

Nell’ipotesi che il tuo avvocato compia degli errori professionali, il nostro consiglio è di rivolgerti ad altro avvocato, per valutare la possibilità di un’azione per ottenere il risarcimento del danno, oltre che verificare se ciò sia possibile.

Su deQuo, hai la possibilità di contattare in pochi minuti un avvocato direttamente da casa: dai un’occhiata ai profili dei vari avvocati presenti sulla piattaforma, tutti regolarmente iscritti all’Albo, e scrivi subito per ottenere supporto legale pressoché immediato.

L’Avvocato incaricato di valutare l’errore professionale si occuperà di acquisire le conoscenze necessarie per ricostruire la vicenda, visionando i documenti e interrogando il cliente e, ove possibile, anche l’altro avvocato. In tal modo, sarà in grado di fornire tutte le informazioni necessarie relative al caso concreto.

Laddove il cliente decida di agire in giudizio, l’avvocato dovrà:

  • redigere un atto di citazione: l’atto di citazione è il documento con cui il cliente cita l’Avvocato in giudizio;
  • depositare l’atto di citazione presso il tribunale competente: il tribunale competente è quello del luogo in cui è stato commesso l’errore;
  • assistere il cliente nel corso del processo: l’Avvocato deve rappresentare e difendere il cliente in tutte le fasi del processo.

Per approfondire l’argomento ti consigliamo anche: Come trovare un buon avvocato

Denuncia avvocato: prescrizione

Anche contro l’avvocato, per errori professionali, si può agire entro certi limiti di tempo. Devono, infatti, essere rispettati i tempi di prescrizione per l’errore professionale di un Avvocato.

La legge prevede che l’azione per il risarcimento del danno da errore professionale si prescriva in dieci anni dalla data in cui il danno è stato conosciuto o avrebbe dovuto essere conosciuto. Se l’errore abbia comportato la perdita di un diritto, il termine di prescrizione è di tre anni.

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Denunciare un avvocato – Domande frequenti

Cosa prevede il codice deontologico degli avvocati?

Il codice deontologico degli avvocati prevede un elenco di doveri e oneri in capo all’avvocato, prescrivendo anche determinate disposizioni in tema di conflitto di interesse.

Cosa prevede il codice deontologico in tema di responsabilità disciplinare?

In tema di responsabilità disciplinare, si prevede la possibilità di agire davanti una commissione presso il consiglio dell’ordine degli avvocati, per far valere eventuali negligenze.

Quale altra forma di responsabilità può essere contestata per negligenza dell’avvocato?

L’avvocato può anche rispondere ai sensi dell’art. 1218 c.c. per inadempimento, laddove commetta errori professionali dovuti a poca diligenza: scopri in quali casi puoi denunciare un avvocato negligente.

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Avv. Clelia Tesone
Avvocato civilista
Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato, a seguito dell’espletamento della pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord.
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