22 gen 2021
Successione ed Eredità

Chi può impugnare un atto di donazione?

Quali sono i casi previsti dalla legge nei quali si può impugnare una donazione? Ecco come funzionano la revoca e la riduzione di una donazione e quali sono i termini di prescrizione da rispettare.



Donazioni e successione ereditaria


Quando il de cuius deve disporre del proprio testamento, dovrà tenere conto delle cosiddette quote di legittima, ovvero suddividere il proprio patrimonio agli eredi legittimi nel rispetto di tali quote. Si potrà disporre liberamente soltanto della parte del patrimonio che supera le quote di legittima. 

Se un legittimario ha ricevuto una donazione mentre il de cuius era in vita, riceverà un quota di legittima inferiore sulla base del valore della donazione. L’articolo 553 c.c., che disciplina la Riduzione delle porzioni degli eredi legittimi in concorso con legittimari, recita che:

“Quando sui beni lasciati dal defunto si apre in tutto o in parte la successione legittima, nel concorso di legittimari con altri successibili, le porzioni che spetterebbero a questi ultimi si riducono proporzionalmente nei limiti in cui è necessario per integrare la quota riservata ai legittimari, i quali però devono imputare a questa, ai sensi dell’articolo 564, quanto hanno ricevuto dal defunto in virtù di donazioni o di legati”.

impugnare una donazione

Riduzione delle donazioni


Se le donazioni sono state concesse a soggetti che non siano legittimari, si potrà invece procedere con un’azione di riduzione qualora il loro valore sia superiore alla quota per la quale il de cuius avrebbe potuto disporre liberamente. 

Nell’articolo 555 c.c. si legge, infatti, che “Le donazioni, il cui valore eccede la quota della quale il defunto poteva disporre, sono soggette a riduzione fino alla quota medesima.

Le donazioni non si riducono se non dopo esaurito il valore dei beni di cui è stato disposto per testamento”. 

Chi può richiedere la riduzione


Ai sensi dell’articolo 557 c.c., la riduzione delle donazioni spetta ai legittimari e ai loro eredi o aventi causa. In particolare:

Essi non possono rinunziare a questo diritto, finché vive il donante, né con dichiarazione espressa, né prestando il loro assenso alla donazione.

I donatari e i legatari non possono chiedere la riduzione, né approfittarne. Non possono chiederla né approfittarne nemmeno i creditori del defunto, se il legittimario avente diritto alla riduzione ha accettato con il beneficio d’inventario. 

L’articolo 559 c.c. stabilisce che le donazioni possano essere ridotte cominciando dall’ultima e risalendo via via alle anteriori. Nell’ipotesi in cui il bene donato dovesse essere un immobile, quest’ultimo dovrà rientrare interamente nell’asse ereditario

Cos’è l’azione revocatoria


L’impugnazione di una donazione è possibile anche attraverso un’azione revocatoria intrapresa dai creditori del soggetto donante, che viene chiamata anche azione pauliana

Ai sensi dell’articolo 2091 c.c., nei casi in cui un soggetto ceda i propri beni in donazione solo per liberarsi dai creditori, questi ultimi potranno richiedere che l’atto di donazione venga dichiarato inefficace

La revoca della donazione può essere richiesta in presenza di queste due condizioni:

  1. che il donante sia consapevole di provocare un pregiudizio al creditore;
  2. che ne consegua un danno effettivo, in quanto il creditore non potrà più ottenere quanto dovuto dal debitore

L’azione pauliana è valida anche nei casi in cui la donazione sia stata compiuta prima dell’insorgere del debito, se si dimostra che non sia stata casuale, ma realizzata per impedire al creditore di aggredire i beni del donante. L’azione revocatoria ha un termine di prescrizione pari a 5 anni

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Revoca della donazione


La legge stabilisce, inoltre, che ci siano due motivi per i quali è possibile procedere con la revoca di una donazione. Il primo è l’indegnità del donatario, ovvero la sua ingratitudine, che potrebbe sfociare anche nel commettere reati gravi contro il donante. 

L’ingratitudine può manifestarsi tramite atti di ingiuria, oppure con il mancato versamento degli alimenti dovuti dal donatario al donante.

La seconda motivazione, invece, è rappresentata dalla sopravvenienza di figli dei quali il donante non era a conoscenza nel momento della stipula dell’atto

Quando si può impugnare la donazione


La donazione è un atto di liberalità irrevocabile, ma ci sono delle situazioni previste dalla legge nella quale si può procedere con un’impugnazione.

Nello specifico, ciò può accadere:


Entro quando è possibile impugnare una donazione


L’impugnazione di una donazione è un’azione che necessita l’intervento di un avvocato, il quale avrà il compito di analizzare nel dettaglio la questione. 

La donazione potrà essere impugnata entro 5 anni dal momento in cui l’atto è stato stipulato, tranne nel caso dell’impugnazione per nullità della forma, che non è invece soggetta a prescrizione

Per l’azione di riduzione, invece, si avranno a propria disposizione 10 anni di tempo dall’apertura della successione per contestare la donazione. 

Impugnare una donazione – Domande frequenti


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