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Riforma dell’ordinamento forense: il nuovo ddl ridisegna la professione di avvocato

Il nuovo disegno di legge, approvato dal Consiglio dei Ministri, introduce criteri di modernizzazione per l’esercizio della professione forense, la formazione, l’equo compenso e la revisione del Codice Deontologico.

riforma ordinamento forense
  • Lo scorso 4 settembre 2025 è stato approvato il ddl riforma ordinamento forense.
  • L’obiettivo della riforma è quello di ripristinare il ruolo di garante delle leggi e dell’apparato giudiziario svolto dall’avvocato, rafforzando le tutele previste per le attività forense.
  • Il Governo ha 6 mesi di tempo per adottare uno o più decreti legislativi attuativi del disegno di legge.

Se ne parla da anni, forse decenni, ma potrebbe finalmente essere arrivato il momento per una riforma dell’ordinamento forense. Lo scorso 4 settembre 2025, il Consiglio dei Ministri ha approvato il ddl riforma ordinamento forense, ossia uno schema di disegno della legge delega per la riforma dell’ordinamento forense 2025.

Si tratta di un intervento che, quantomeno nei proclami del Governo, ha l’obiettivo di modernizzare e agevolare la professione dell’avvocato e renderla più adatta alle problematiche future, in considerazione delle nuove sfide dell’era digitale.

Il decreto affida all’Esecutivo il compito di emanare, entro sei mesi, uno o più decreti legislativi, che ridefiniscano l’intero assetto normativo che regola l’esercizio della professione forense.

Riforma ordinamento forense: il nuovo ruolo dell’avvocato

Che negli ultimi anni la professione di avvocato sia in profonda crisi è evidente. L’attività professionale, differentemente dal passato, non esercita più quel fascino verso i giovani, che scelgono il percorso universitario o che, pur avendo studiato legge, optano per altre strade. 

Sul ruolo e sulla funzione dell’avvocato è intervenuto il ddl di riforma dell’ordinamento forense. L’obiettivo è essenzialmente riaffermare il ruolo del professionista legale come garante dei diritti legati alla giustizia. In tale ottica, si colloca anche il rispristino del giuramento solenne, anziché dell’impegno solenne. Confermato l’obbligo dell’avvocato a sottoscrivere una polizza assicurativa, con massimali minimi fissati e aggiornati periodicamente.

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I doveri dell’avvocato

La riforma si concentra anche sui doveri dell’avvocato, in particolare in ordine alla riservatezza e ai rapporti di colleganza. Il ddl propone che la corrispondenza, intercorsa tra colleghi, contenente proposte transattive e relative risposte, dovrebbe essere equiparata a alla corrispondenza riservata e non può essere consegnata al cliente o alla parte assistita.

Tale modifica ha il fine di garantire una maggiore tutela della riservatezza nei negoziati e nella fase transattiva tra avvocati. In conseguenza di tale modifica, l’avvocato potrà considerare lo scambio di comunicazioni con un collega come “confidenziale”, essendo autorizzato a non trasmettere al proprio cliente senza alcuna valutazione e/o informazione.

In linea generale, la riforma conferisce mandato al Governo per individuare un nuovo sistema per “blindare” le attività riservate svolte dall’avvocato. In tal senso, il segreto professionale è rafforzato e reso inviolabile e indisponibile.

Importanti doveri sono introdotti nei confronti dell’avvocato a favore del giudice, quali per esempio il rafforzamento dell’obbligo informativo verso il giudice (o autorità) da parte dell’avvocato. Tuttavia, la norma è attenuata rispetto al passato perché prende in considerazione solo i provvedimenti di cui è conoscenza l’avvocato, con riferimento alla questione oggetto di giudizio. 

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disegno di legge ordinamento forense

Novità sul compenso dell’avvocato

In tema di onorario del professionista, di fatto, non cambia molto. È, infatti, riconfermata la libera pattuizione dei compensi tra avvocato e cliente, con la conseguenza che i c.d. parametri forensi rappresentano solo delle eventuali linee guida di cui si può anche non tenere conto. Maggiore risalto è conferito, invece, al principio dell’equo compenso, inteso come remunerazione proporzionata all’attività svolta.

Con specifico riguardo ai procedimenti giudiziari o arbitrari, il compenso potrà essere riconosciuto non solo al cliente diretto, ma anche ad altri soggetti coinvolti, al fine di garantire il compenso all’avvocato.

Incompatibilità e formazione dell’avvocato 

È confermata la non compatibilità della professione forense con l’attività di lavoro subordinato o con l’esercizio della professione notarile. Dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere possibile, con l’esercizio della professione, lo svolgimento della carica di amministratore unico o consigliere delegato di società di capitali, amministratore di condominio, agente sportivo e con attività di docenza e ricerca giuridica. Fino ad oggi, per chi era iscritto all’Albo, infatti, era preclusa la possibilità di svolgere tali ulteriori incarichi. 

Altro tasto, da sempre un po’ dolente, è l’obbligo formativo, che non sarà più su base triennale, ma annuale. La mancata osservanza di tale onere comporterà la sospensione, salva la regolarizzazione della propria formazione entro i primi mesi dell’anno successivo.

Approfondisci leggendo Preventivo avvocato: da quando è obbligatorio? 

ddl riforma forense

Riforma forense e codice deontologico

In materia deontologica, le principali novità riguardano il ripensamento del sistema disciplinare, che dovrebbe seguire un iter più chiaro e meno articolato.

In tale contesto, il Governo dovrà individuare le modalità attraverso le quali ampliare e rafforzare il potere dei consigli distrettuali di disciplina (CDD), anche mediante l’attribuzione di specifici procedimenti disciplinari affidati a tali organi locali.

È confermata la natura dei CDD come enti pubblici non economici, a carattere associativo, soggetti alla vigilanza del Ministero della giustizia e dotati di propria autonomia patrimoniale e finanziaria.

La riforma stabilisce, inoltre, che l’emanazione e l’aggiornamento del Codice Deontologico Forense siano a cura del Consiglio Nazionale Forense e, al contempo, rafforza la disciplina del segreto professionale.

Revisione del sistema disciplinare

Il sistema disciplinare, nello schema appena approvato, è riformato in una ottica di maggiore tutela ed efficienza a favore dell’avvocato. In tal senso, è prevista l’introduzione di un rito semplificato per le condotte di gravità lieve.

La riforma inserisce l’istituto della riabilitazione, la quale consentirà all’avvocato che ha subito sanzioni diverse dalla radiazione di reintegrare la propria posizione. Il Governo dovrà delineare e circoscrivere l’ambito di applicazione di tale istituto.

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riforma ordinamento forense cosa cambia

Accesso alla professione forense

Il ddl di riforma dell’ordinamento forense affida il compito al Governo di disciplinare le modalità di accesso alla professione di avvocato. L’esame di stato prevedrà due prove scritte: un parere motivato e un atto giudiziario, a scelta del candidato, tra diritto privato, penale o amministrativo.

Anche la prova orale sarà anch’essa modificata, poiché si articolerà in un colloquio e si concentrerà sull’illustrazione degli scritti e sull’analisi e risoluzione di un caso pratico in una materia scelta dal candidato tra privato, penale o amministrativo, e su quesiti su una materia processuale a scelta fra civile e penale. All’esame saranno incluse deontologia e una materia a scelta fra diritto amministrativo, commerciale, costituzionale, lavoro, UE, tributario o ecclesiastico.

Nessuna modifica è stata inserita riguardo alla durata della pratica forense, che rimane di 18 mesi. Al fine di rendere più oggettiva la valutazione delle prove d’esame, saranno inseriti criteri standard.

LEGGI Come diventare avvocato in Italia

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Avv. Debora Mirarchi
Esperta in diritto tributario
Laureata all’Università di Bologna, sono iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano dal 2012. Negli anni, ho collaborato con studi operanti nel settore tributario, acquisendo una significativa esperienza nella consulenza nazionale e internazionale, con focus in materia di fiscalità. Unitamente all’esercizio della professione, ho coltivato la passione per la scrittura, collaborando, in qualità di autrice, con le principali riviste specialistiche di settore.
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