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Caregiver: il DDL Locatelli offre riconoscimento e tutele, ma il testo è incompleto

Il disegno di legge Locatelli prevede alcune importanti tutele in favore dei caregiver familiari, tuttavia la proposta di legge appare incompleta e lacunosa. Ecco cosa introduce e su quali punti difetta.

Ddl Locatelli e tutele dei caregiver
  • Il DDL Locatelli ha riconosciuto giuridicamente la figura del caregiver familiare.
  • La proposta di legge in questione prevede alcune tutele in favore dei caregiver, come il bonus da 400 euro.
  • Il disegno di legge, tuttavia, è stato criticato per l’insufficienza dei fondi stanziati e i criteri di accesso troppo rigidi.

Il disegno di legge Locatelli (DDL n. 2789/2026), approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio scorso, sebbene abbia dato un riconoscimento giuridico e un iniziale supporto economico ai caregiver familiari, è stato accolto in maniera critica dalle associazioni, in quanto non offre tutele sostanziali, né aiuti economici sufficienti, delegando la cura allo Stato senza supportare adeguatamente chi se ne occupa. Il percorso dei caregiver, nonostante le tutele contemplate dal DDL Locatelli, rimane, quindi, incompleto.

Nelle righe che seguono ti spiego nel dettaglio quali sono le principali previsioni della proposta di legge e cosa rivendicano effettivamente le associazioni.

Chi sono i caregiver?

Assistere un familiare non autosufficiente e supportarlo nelle attività quotidiane è il pilastro delle relazioni di convivenza, che si basano sulla libera scelta e sono alimentate da motivazioni affettive.

Ci sono situazioni in cui questo ruolo richiede un impegno tale da rendere necessari interventi di sostegno da parte delle istituzioni in favore di quei soggetti che assistono un familiare affetto da patologie invalidanti o degenerative.

Per “caregiver” si intende appunto il soggetto che si prende cura di una persona cara che, in quanto non autosufficiente, necessita di assistenza continua. Il caregiver familiare ha bisogno di tutele, in quanto sostiene un alto carico fisico, emotivo ed economico, rischiando spesso l’isolamento sociale, il burnout e la perdita del lavoro.

Le tutele a favore di questa figura sono necessarie non soltanto per garantire il diritto alla salute del caregiver stesso, ma anche per supportare la qualità dell’assistenza fornita.

Potresti approfondire leggendo: Caregiver familiari: chi sono e di cosa si occupano

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Ddl Locatelli: cosa prevede il testo?

Nonostante l’intervento del ddl n. 2789/2026, che ha introdotto il primo riconoscimento giuridico e alcune tutele per i caregiver, la strada appare ancora lunga e tortuosa. La proposta di legge, infatti, è stata oggetto di non poche critiche per le sue lacune e incompletezze.

Vediamo adesso nel dettaglio cosa prevede la riforma.

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Il riconoscimento giuridico ai caregiver

Il ddl Locatelli ha innanzitutto dato un riconoscimento giuridico al caregiver, che sarebbe la formalizzazione legale del ruolo di chi assiste un familiare non autosufficiente, trasformandolo da impegno informale a figura certificata. Viene, infatti, ufficialmente riconosciuto come caregiver familiare, il coniuge, convivente o parente/affine entro il terzo grado, che assiste una persona con disabilità riconosciuta grave (Legge 104).

Il riconoscimento formale avverrà attraverso una nuova piattaforma INPS, inserendo il caregiver nel “Progetto di vita” e nel Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) dell’assistito.

Leggi anche: Legge 104: quali sono novità del 2026?

Cos’è il bonus caregiver

Il ddl n. 2789/2026 introduce innanzitutto un contributo economico in favore dei caregiver. Si tratta di un bonus fino a 400 euro mensili (erogato su base trimestrale) per caregiver familiari che assistono persone con disabilità grave o non autosufficienti.

I requisiti per accedere al bonus sono i seguenti:

  • riconoscimento di una condizione di disabilità gravissima dell’assistito secondo i criteri normativi vigenti;
  • condivisione della stessa residenza anagrafica con la persona assistita;
  • assistenza di almeno 91 ore settimanali;
  • Isee inferiore a 15.000 euro ;
  • reddito personale annuo del caregiver sotto i 3.000 euro.

Il bonus partirà ufficialmente dal 2027, mentre la registrazione sulla piattaforma INPS per il censimento dei caregiver familiari sarà attiva da settembre 2026.

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Altre tutele contemplate dal ddl Locatelli

I caregiver riconosciuti potranno, inoltre, fruire del congedo parentale se il familiare da assistere è un minore di 18 anni, inclusi i genitori non conviventi. Potranno anche ricevere ferie e permessi solidali dai colleghi dipendenti dello stesso datore di lavoro e godere di tutele lavorative, come part-time e smart working.

I caregiver giovani potranno chiedere la compatibilità dell’orario del servizio civile, mentre gli studenti caregiver potranno essere esonerati dal pagamento delle tasse universitarie o vedere riconosciuta l’esperienza di assistenza come credito nei percorsi di formazione scuola-lavoro.

La proposta di legge prevede anche la possibilità di attivare il supporto psicologico o consulenziale per alleviare il carico di cura.

Leggi anche: Congedo parentale per iscritti alla Gestione Separata INPS: come funziona?

L’incompletezza e le lacune del disegno di legge

La proposta di legge in questione ha suscitato dibattito con alcune associazioni, che chiedono maggiore universalità del diritto e meno vincoli burocratici o di reddito.

I motivi principali della scarsa accoglienza del disegno di legge includono:

  • risorse insufficienti, nel senso che il bonus economico previsto, fino a circa 400 euro al mese, è stato descritto da molti caregiver come un’elemosina e ritenuto assolutamente non proporzionato all’intensità dell’assistenza fornita, che spesso dura 24 ore su 24.
  • limiti restrittivi, essendo il contributo indirizzato principalmente ai caregiver conviventi con specifici limiti di reddito e Isee, escludendo una vasta platea di persone che svolgono comunque un lavoro di cura gravoso;
  • mancato riconoscimento del lavoro di cura, in quanto, secondo le associazioni, il ddl non riconosce pienamente il ruolo del caregiver come una vera e propria attività lavorativa, con le relative tutele previdenziali e pensionistiche adeguate.

Molti caregiver si sono, quindi, sentiti inascoltati durante la fase di elaborazione della norma, lamentando che il testo non risponda alle necessità reali e concrete delle famiglie.

Come ha affermato la segretaria dell’associazione caregiver familiari Carer, Loredana Ligabue, “Le politiche pubbliche dovrebbero puntare a riconoscere il ruolo dei caregiver, tutelandone la salute psicofisica, il diritto al lavoro, la possibilità di coniugare la cura con propri spazi di vita”.

Leggi anche: Bonus anziani 2026: tutti i requisiti, gli importi ISEE e quanto spetta

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