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Chi paga l’avvocato in una causa di lavoro?

Chi è tenuto a pagare l'avvocato in una causa di lavoro? Cosa succede alle spese legali se il lavoratore vince o perde la causa? Ecco una guida pratica che ti illustra tutto quello che devi sapere.

chi paga avvocato in causa di lavoro
  • Nelle controversie di lavoro, all’inizio della causa ciascuna parte paga il proprio avvocato, salvo il caso di patrocinio a spese dello Stato.
  • Chi perde la causa, di regola, rimborsa le spese legali della controparte, secondo quanto stabilito dal giudice.
  • Le spese possono essere compensate o ripartite diversamente nei casi previsti dalla legge o in caso di accordo tra le parti.

Una delle principali preoccupazioni di chi decide di fare causa al proprio datore di lavoro riguarda i costi dell’assistenza legale. È normale chiedersi: chi paga l’avvocato? La risposta non è uguale in tutti i casi, perché dipende sia dagli accordi con il proprio legale sia dall’esito del giudizio.

In questo articolo ti spiego nel dettaglio:

  • chi paga l’avvocato in una causa di lavoro;
  • quando le spese restano a carico di ciascuna parte;
  • in quali casi, invece, possono essere poste a carico della parte che perde la causa.

Chi paga l’avvocato all’inizio di una causa di lavoro?

Quando viene avviata una causa di lavoro, il lavoratore e il datore di lavoro scelgono liberamente il proprio avvocato, pertanto, almeno inizialmente, ciascuna parte è tenuta a pagare il proprio legale secondo quanto concordato nell’incarico professionale.

L’avvocato può chiedere un anticipo, il pagamento a stato di avanzamento oppure il saldo al termine della causa, a seconda degli accordi raggiunti. Per questo motivo è sempre consigliabile richiedere un preventivo scritto prima di iniziare il giudizio.

Leggi anche: Quanto tempo ha un avvocato per chiedere i soldi?

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Chi paga l’avvocato se il lavoratore vince la causa?

La regola generale del processo civile, applicabile anche alle controversie di lavoro, è che chi perde paga le spese di lite. Questo vuol dire che, se il lavoratore ottiene una sentenza favorevole, il giudice normalmente condanna il datore di lavoro a rimborsare le spese legali sostenute dal dipendente.

Ciò non significa, però, che il datore di lavoro debba pagare automaticamente l’intera parcella richiesta dall’avvocato del lavoratore. È il giudice a liquidare l’importo dovuto, applicando i parametri previsti dalla legge. Nel caso in cui il compenso concordato tra cliente e avvocato sia superiore a quello liquidato dal giudice, l’eventuale differenza potrebbe rimanere a carico del cliente.

Potrebbe interessarti anche: Pagamento delle spese processuali: cos’è, come funziona, a chi spetta e quali sono i termini

Chi paga l’avvocato se il lavoratore perde la causa?

Se il lavoratore perde la causa, il rischio è duplice. Da un lato dovrà pagare il proprio avvocato; dall’altro potrebbe essere condannato a rimborsare anche le spese legali sostenute dal datore di lavoro.

La condanna alle spese, tuttavia, non è automatica. Il giudice valuta il caso concreto e può adottare soluzioni diverse quando ricorrono i presupposti previsti dalla legge.

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Quando ciascuna parte paga il proprio avvocato?

Vi sono situazioni in cui il giudice dispone la compensazione delle spese. In questo caso, nessuna delle parti è tenuta a rimborsare le spese legali dell’altra e ciascuno paga il proprio legale.

La compensazione può essere totale o parziale. Per esempio, il giudice può stabilire che una parte rimborsi solo una quota delle spese, lasciando la restante parte a carico di ciascun litigante. Si tratta di una decisione che viene adottata soltanto nei casi previsti dalla legge e deve essere adeguatamente motivata.

Leggi anche: Prescrizione del credito dell’avvocato: tipologie, termini, decorrenza e contestazione

Cosa succede se le parti giungono a un accordo?

Molte controversie di lavoro non arrivano alla sentenza, in quanto si chiudono con una conciliazione. In tal caso sono le parti a decidere come ripartire le spese legali.

L’accordo può prevedere, per esempio, che il datore di lavoro rimborsi integralmente le spese dell’avvocato del lavoratore, che ciascuno paghi il proprio legale oppure che venga stabilita una diversa ripartizione. Tutto dipende da quanto viene negoziato tra le parti.

Potresti approfondire leggendo: Verbale di conciliazione: cos’è, perché si fa e che valore ha

Quando si applica il patrocinio a spese dello Stato

Chi possiede specifici requisiti di reddito può domandare di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato, comunemente chiamato gratuito patrocinio. In tal caso le spese della difesa vengono anticipate dallo Stato.

Qualora la parte ammessa al beneficio vinca la causa, la parte soccombente può essere condannata a rimborsare allo Stato le spese anticipate. Se, invece, perde, il beneficio non elimina automaticamente il rischio di essere condannati al pagamento delle spese della controparte.

Ti consigliamo anche: Gratuito patrocinio: cos’è, chi può richiederlo e quanto devi guadagnare per averlo gratis nel 2026

Chi paga l’avvocato in una causa di lavoro – Domande frequenti

Se faccio causa al mio datore di lavoro, devo pagare subito l’avvocato?

Sì, salvo accordi diversi con il professionista o accesso al patrocinio a spese dello Stato, il lavoratore deve sostenere il compenso del proprio avvocato.

Se vinco la causa per licenziamento illegittimo, il datore deve pagarmi l’avvocato?

In genere sì. Il giudice può condannare il datore di lavoro a rimborsare le spese legali del lavoratore, ma l’importo viene stabilito dal giudice e potrebbe non coincidere con quanto concordato con l’avvocato.

Se perdo una causa contro il datore di lavoro, rischio di pagare due avvocati?

Sì, oltre al proprio difensore, il lavoratore può essere condannato a rimborsare anche le spese dell’avvocato del datore di lavoro.

Se il datore di lavoro propone una conciliazione, chi paga l’avvocato?

Dipende dall’accordo raggiunto. Le parti possono stabilire se ciascuno paga il proprio avvocato oppure se una parte rimborsa le spese dell’altra.

Il giudice può decidere che ognuno paghi il proprio avvocato?

Sì, in alcuni casi può disporre la compensazione delle spese, totale o parziale, evitando che una parte debba rimborsare quella dell’altra.

Se vinco la causa, recupero sempre tutti i soldi spesi per l’avvocato?

No, il rimborso dipende dalla liquidazione del giudice e potrebbe non coprire completamente il compenso concordato con il proprio legale.

Riferimenti normativi

  • art. 91 c.p.c. – condanna alle spese processuali a carico della parte soccombente;
  • art. 92 c.p.c. – compensazione delle spese di giudizio;
  • art. 13 L. n. 247/2012 – compenso dell’avvocato;
  • D.P.R. n. 115/2002 – patrocinio a spese dello Stato.

FONTE: Chi paga l’avvocato in una causa di lavoro?

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