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Indulto: cos’è, chi lo concede, quando viene revocato

Chi può dare l'indulto? Chi lo può chiedere? Come funziona la revoca? Quali sono i provvedimenti emanati finora? Analisi del codice civile e della procedura in vigore oggi in Italia.

indulto
  • L’indulto è un provvedimento disciplinato in Italia dall’art. 174 del Codice penale
  • Consiste in un atto di clemenza attraverso il quale si arriva al condono della pena principale
  • Non comporta, però, l’estinzione delle eventuali pene accessorie

L’indulto è un atto di condono con il quale si procede all’estinzione della pena. Le sue origini sono legate alla ricerca di un’opportunità di pacificazione sociale, oltre che a motivazioni di stampo politico. 

A concederlo è il Presidente della Repubblica, tramite legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ogni Camera, negli articoli che la compongono e nella votazione finale.

Viene comunque applicato dal Giudice dell’esecuzione in favore dei soggetti che hanno già subito la condanna, oppure, per i processi ancora in corso o che devono essere aperti, dal Giudice in dibattimento. 

Nelle prossime righe approfondiremo l’argomento, esaminando più da vicino la procedura, quali sono i casi in cui viene concesso e quando, invece, viene revocato. Seguirà un breve accenno anche al cosiddetto decreto svuota carceri

Che cosa è l’indulto?

Il procedimento dell’indulto è previsto sia ai sensi dell’art. 79 della Costituzione, sia dell’art. 174 del Codice penale. Nella pratica, permette di estinguere in tutto o in parte la pena – a differenza dell’amnistia che estingue il reato. 

L’indulto, dunque, non tocca il reato, ma la pena, ragion per cui le pene accessorie non vengono eliminate – a meno che la legge di concessione non disponga diversamente. Si prevede, inoltre, che la legge di concessione dell’indulto non possa essere abrogata con un referendum. 

L’indulto:

  • è solitamente di competenza del giudice dell’esecuzione;
  • si differenzia dalla grazia per il fatto che è un provvedimento generale e non individuale, quindi si rivolge a tutti i condannati che si trovano nelle stesse condizioni. 
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Qual è la differenza tra indulto e amnistia?

La differenza sta, fondamentalmente, negli effetti: l’amnistia estingue il reato, facendo venir meno anche l’esecuzione della pena se già inflitta, mentre l’indulto non elimina il reato, ma si limita a estinguere o ridurre la pena. In aggiunta, se l’amnistia incide sul fatto criminoso, l’indulto opera solo sul piano sanzionatorio.

Approfondisci con Qual è la differenza tra amnistia e indulto

Cosa dice l’art. 79 della Costituzione?

L’art. 79 della Costituzione afferma che l’amnistia e l’indulto sono concessi mediante legge approvata con la maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, richiesta sia per ogni singolo articolo, sia per la votazione finale.

La legge che dispone l’amnistia o l’indulto determina il termine entro il quale essi possono essere applicati. In ogni caso, l’amnistia e l’indulto non sono applicabili ai reati commessi dopo la presentazione del relativo disegno di legge.

Prima della riforma di tale articolo, l’indulto veniva concesso dal Presidente della Repubblica, su delega del Parlamento

indulto articoli costituzione e cp

Indulto e art. 174 Codice penale

L’articolo al quale fare riferimento in merito al provvedimento di indulto è il 174 c.p., nel quale viene disciplinato che

L’indulto o la grazia condona, in tutto o in parte, la pena inflitta, o la commuta in un’altra specie di pena stabilita dalla legge. Non estingue le pene accessorie, salvo che il decreto disponga diversamente, e neppure gli altri effetti penali della condanna.

Nel concorso di più reati, l’indulto si applica una sola volta, dopo cumulate le pene, secondo le norme concernenti il concorso dei reati.

Si osservano, per l’indulto, le disposizioni contenute nei tre ultimi capoversi dell’articolo 151.

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Chi rientra nell’indulto?

Il condono della pena derivante dall’indulto si applica solo:

  • per la pena inflitta nella sentenza che non sia superiore a 3 anni, per le pene definitive;
  • alle pene non superiori a 10.000 euro nel caso di sanzioni pecuniarie, da sole o congiunte a pene di tipo detentivo. 

L’indulto non si applicava ai recidivi, oltre che ai delinquenti abituali, professionali o per tendenza, che sono stati invece inclusi in un secondo momento. 

In merito alle pene accessorie che non vengono eliminate dall’indulto, si tratta per esempio di:

  • interdizione dai pubblici uffici, da una professione o da un’arte;
  • interdizione legale;
  • interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese;
  • incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione;
  • estinzione del rapporto di impiego o di lavoro;
  • decadenza o la sospensione dall’esercizio della potestà dei genitori.

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indulto legge di concessione

Reati esclusi dall’indulto

I reati che non ricadono nell’indulto sono quelli di maggiore gravità, quali i delitti legati al terrorismo e alle associazioni sovversive, nonché i reati di:

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revoca indulto

Quando viene revocato l’indulto?

La revoca dell’indulto si verifica in automatico se chi lo riceve commette, entro cinque anni dalla data di entrata in vigore della legge, un delitto non colposo per il quale riporti condanna a pena detentiva non inferiore a due anni.

L’indulto continua invece a produrre i suoi effetti qualora la pena prevista per il reato commesso sia invece inferiore a 2 anni. Ricordiamo, poi, che con l’indulto non si estinguono eventuali obbligazioni civili a carico di chi lo riceve. 

Potrebbe per esempio trattarsi del risarcimento dei danni provocato alla parte offesa. Ad ogni modo, in caso di mancato risarcimento o di risarcimento parziale, l’indulto, se si rientra nelle condizioni previste dalla legge, viene comunque applicato. 

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Quanti provvedimenti di indulto ci sono stati in Italia?

Nella tabella che segue sono stati raccolti i diversi provvedimento di indulto che sono stati concessi in Italia a partire dal 1° gennaio 1942

Regio decreto 17 ottobre 1942, n. 1156: Concessione di amnistia e indulto
Regio decreto 5 aprile 1944, n. 96: Amnistia e indulto per reati comuni, militari e annonari
Decreto Luogotenente 26 ottobre 1944, n. 17: Concessione di amnistia e indulto per reati in materia finanziaria
Decreto Lgt. 8 giugno 1945: Applicazione degli articoli 1 e 2 del Regio Decreto 5 aprile 1944, n. 96, nei territori liberati dopo il 4 aprile 1944
Decreto Lgt. 29 marzo 1946, n. 133: Indulto per alcuni reati di mancato conferimento degli ammassi
Decreto Presidenziale 22 giugno 1946, n. 4: Amnistia e indulto per reati comuni, politici e militari; fu detto amnistia Togliatti
Decreto legislativo 18 gennaio 1947, n. 244: Estensione dell’amnistia, dell’indulto e della grazia ai condannati in territori attualmente sottratti all’Amministrazione italiana
Decreto C.P.S. 1º marzo 1947, n. 92: Amnistia e indulto per reati militari in occasione del giuramento alla Repubblica delle Forze Armate
Decreto C.P.S. 8 maggio 1947, n. 460.: Amnistia e indulto per reati riguardo ai quali vi è stata una sospensione del procedimento o della esecuzione per causa di guerra
Decreto C.P.S. 25 giugno 1947, n. 513: Amnistia e indulto per reati commessi in relazione con vertenze agrarie
D.P.R. 27 dicembre 1948, n. 1464: Concessione di amnistia e indulto in materia di detenzione abusiva di armi
D.P.R. 26 agosto 1949, n. 602: Concessione di amnistia e indulto per reati elettorali
D.P.R. 23 dicembre 1949, n. 930: Concessione di indulto
D.P.R. 19 dicembre 1953, n. 922: Concessione di amnistia e indulto per reati comuni, politici e militari; fu detto amnistia Azara
D.P.R. 11 luglio 1959, n. 460: Concessione di amnistia e indulto
D.P.R. 24 gennaio 1963, n. 5: Concessione di amnistia e indulto
D.P.R. 4 giugno 1966, n. 332: Concessione di amnistia e indulto per reati con pena reclusiva fino a 3 anni
D.P.R. 25 ottobre 1968, n. 1084: Concessione di amnistia e indulto
D.P.R. 22 maggio 1970, n. 283: Concessione di amnistia e indulto per reati in ambito di manifestazioni, con pena fino a 5 anni
D.P.R. 4 agosto 1978, n. 413: Concessione di amnistia e indulto per reati con pena reclusiva fino a 3 anni, con eccezioni
D.P.R. 18 dicembre 1981, n. 744: Concessione di amnistia e indulto per reati con pena reclusiva fino a 3 anni, con eccezioni
D.P.R. 16 dicembre 1986, n. 865: Concessione di amnistia e indulto
D.P.R. 22 dicembre 1990, n. 394: Concessione di indulto
Legge n. 241, 31 luglio 2006: Concessione di indulto

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Cos’è il decreto svuota carceri

Uno dei principali problemi del sistema penale italiano è il sovraffollamento delle carceri, in cui spesso i colpevoli di un reato si ritrovano a vivere in condizioni non particolarmente felici, tra igiene e cattive condizioni dei penitenziari. 

Il decreto svuota carceri – Decreto legge n. 146 del 23 dicembre 2013 – ha introdotto alcune novità nel sistema penale italiano vista «la straordinaria necessità ed urgenza di adottare misure per ridurre con effetti immediati il sovraffollamento carcerario».

Sono stati per esempio oggetto di intervento:

  • la riduzione delle pene per alcuni reati;
  • l’individuazione di strumenti alternativi al carcere

È stata poi disciplinata la figura del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, previsti agevolazioni e sgravi per i datori di lavoro che impiegano detenuti e internati, la sostituzione del carcere con l’espulsione nel caso di stranieri irregolari, o ancora la liberazione anticipata

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Indulto – Domande frequenti

A quale istituto si può far riferimento per l’applicazione dell’amnistia o dell’indulto?

Per la procedura dell’indulto e per quella dell’amnistia, si può fare riferimento all’art. 79 della Costituzione della Repubblica italiana. 

Cosa succede con l’indulto?

L’indulto comporta la riduzione o la cancellazione di una pena, ma non del reato commesso – le pene accessorie, dunque, rimangono. 

Quando è uscito l’ultimo indulto in Italia?

L’ultimo indulto è stato concesso con la legge 31 luglio 2006, n. 241 in riferimento alle pene detentive non superiori a 3 anni e alle pene pecuniarie non superiori a 10.000 euro.

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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