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Messa alla prova: cos’è, durata, requisiti, estinzione reato

Come funziona il procedimento penale di messa alla prova? Ecco quali sono tutti i reati per i quali è possibile fare richiesta e qual è la fase del processo penale in cui farla.

messa alla prova
  • La sospensione del procedimento con messa alla prova è regolamentata dall’art. 168 bis del Codice penale.
  • Questa procedura consiste nel chiedere la sospensione del procedimento penale per i reati di minore gravità sociale.
  • Può essere richiesta dall’imputato e dall’indagato.

Una delle modalità con le quali può avvenire la sospensione della pena è la messa alla prova. Si tratta di un procedimento che viene regolato dall’articolo 168 bis del Codice penale ed è stato anche introdotto nel procedimento penale minorile con il DPR 448/1988 art. n. 28

In pratica, consente di uscire in modo immediato da un procedimento penale, se, ovviamente, sono presenti specifici presupposti. Ma come funziona? Quali sono i requisiti e la durata della messa alla prova? Quali sono i reati esclusi? Vediamo di seguito tutto quello che c’è da sapere in merito. 

In che cosa consiste la messa alla prova?

La messa alla prova è un procedimento penale nel quale viene data, all’imputato o all’indagato, che viene ammesso alla prova, la possibilità di estinguere le conseguenze penali della propria condotta. Per esempio, si può richiedere la messa alla prova in seguito all’opposizione a un decreto penale di condanna.

Per farlo ci saranno due strade, ovvero

  1. svolgere attività di volontariato;
  2. procedere con il risarcimento del danno procurato alla persona offesa

La prima ipotesi consisterebbe in un lavoro di pubblica utilità non retribuito, che sarebbe svolto presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o gli enti di volontariato. Tale attività:

  • dovrà essere conciliabile con il lavoro svolto o lo studio;
  • non dovrà pregiudicare la propria salute o i rapporti di famiglia. 

In pratica, non si può parlare di differenza tra messa alla prova e lavori di pubblicità utilità, in quanto i secondi rappresentano un modo per mettere in pratica la procedura di messa alla prova. L’affidamento in prova, invece, è una misura alternativa alla detenzione, che si può ottenere su istanza al Tribunale di sorveglianza.

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Sospensione del procedimento con messa alla prova: codice penale

La messa alla prova viene disciplinata dall’articolo 168-bis del Codice penale, nel quale si legge che:

“Nei procedimenti per reati puniti con la sola pena edittale pecuniaria o con la pena edittale detentiva non superiore nel massimo a quattro anni, sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria, nonché per i delitti indicati dal comma 2 dell’articolo 550 del codice di procedura penale l’imputato può chiedere la sospensione del processo con messa alla prova”.

La sentenza 231 del 2018 della Cassazione ha inoltre stabilito che, in caso di esito positivo, la messa alla prova non dovrà essere menzionata nei certificati penali, quindi nel certificato generale e nel casellario. Tale menzione è stata infatti considerata contraria al reinserimento sociale dell’imputato, perché può avere un effetto pregiudizievole sulla sua reputazione.

Elenco reati messa alla prova

Quali reati rientrano nella messa alla prova? Praticamente, si potrà richiedere soltanto per quei reati per i quali è prevista una pena non superiore a 4 anni oppure per quelli indicati al comma 2 dell’articolo 550 c.p.p., ovvero quelli per i quali viene esercitata un’azione penale tramite citazione diretta a giudizio da parte del Pubblico Ministero. Gli altri reati sono esclusi.

Potranno accedere al procedimento della messa alla prova non solo i soggetti incensurati, ma anche coloro i quali abbiano già riportato altre condanne e ai quali, dunque, sia già stata contestata la recidiva ex art. 99 c.p.

Di contro, al beneficio – che si potrà richiedere una sola volta – non potranno accedere i soggetti che sono stati dichiarati delinquenti per tendenza o abituali, ma anche coloro i quali hanno già ricevuto un esito negativo della richiesta di sospensione del procedimento con messa alla prova. 

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Chi ha diritto alla messa alla prova?

Questo particolare procedimento penale potrà essere richiesto:

  1. nel corso delle indagini preliminari;
  2. durante la fase successiva di esercizio dell’azione penale da parte del Pubblico Ministero. 

Nel primo caso, la richiesta dovrà essere presentata presso la cancelleria del Pubblico Ministero dal difensore della persona indagata, il quale dovrà essere munito di procura speciale. Si dovrà inoltre allegare quali siano gli enti presso i quali sarà possibile svolgere un’attività. 

Se il Pubblico Ministero esprime un parere positivo, trasmetterà il fascicolo al Giudice delle Indagini preliminari: quest’ultimo fisserà un’udienza per decidere se l’indagato potrà accedere al beneficio in questione, oppure no. 

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messa alla prova come funziona

Esempio programma messa alla prova

La messa alla prova comporta che l’imputato venga affidato all’ufficio di esecuzione penale sterna per svolgere un programma di trattamento, obbligatorio e gratuito. Tale programma (elaborato dall’UEPE) prevede lo svolgimento di un lavoro di pubblica utilità a favore della collettività, che si deve svolgere per un periodo minimo di 10 giorni (non per forza continuativi), per un totale non superiore alle 8 ore al giorno.

Le attività delle quali gli imputati possono occuparsi sono relative a mansioni:

  • sociali e sociosanitarie – alcool e tossicodipendenti, anziani, diversamente abili, stranieri, malati, minori;
  • protezione civile – soccorso alla popolazione anche in caso di calamità;
  • patrimonio ambientale (fruibilità e tutela) – prevenzione incendi, salvaguardia patrimonio boschivo e forestale, demanio marittimo, protezione flora e fauna con riguardo alle aree protette, attività connesse al randagismo animali;
  • patrimonio culturale e archivistico (fruibilità e tutela), inclusa la custodia di biblioteche, musei, gallerie, pinacotech;
  • immobili e servizi pubblici (manutenzione e fruizione) – ospedali, case di cura, beni demaniali e patrimonio pubblico, giardini, ville e parchi – con esclusione di quelli delle forze armate e di polizia;
  • specifiche competenze e professionalità dell’imputato.

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Messa alla prova e UEPE

Quando conviene chiedere la messa alla prova? Di fatto, le attività in elenco hanno una funzione riparativa, nella misura in cui si prefiggono l’obiettivo di porre un argine alle conseguenze negative derivanti dalla commissione di un dato reato. Per questo motivo, sono soggette a una serie di controlli da parte degli assistenti sociali dell’UEPE (Ufficio esecuzione per l’esecuzione penale esterna) e deve sempre essere registrata la propria presenza (ovvero orari di entrata e di uscita).

In più, potrebbero anche essere applicati specifici obblighi, riguardanti la dimora, la libertà di circolazione, il divieto di frequentare determinati luoghi. Il programma indicherà le modalità di svolgimento della attività stabilite dal Giudice e la struttura presso la quale svolgerle.

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Richiesta disponibilità messa alla prova

Nel caso in cui la messa alla prova dovesse essere richiesta dopo che sia stata esercitata l’azione penale da parte del Pubblico Ministero, i termini cambieranno a seconda del rito in corso. 

In particolare:

  • per i decreti penali di condanna, si dovrà presentare la richiesta assieme all’atto di opposizione;
  • per la citazione a giudizio o il giudizio direttissimo, la richiesta si dovrà presentare prima dell’apertura del dibattimento, del giudizio abbreviato o di riti alternativi, quali l’applicazione di pena su richiesta delle parti;
  • per il giudizio immediato dovrà invece essere presentata entro 15 giorni dalla ricezione della notifica del decreto con il quale è stato disposto il giudizio immediato. 

Anche in questo caso, la richiesta dovrà essere presentata dal procuratore speciale e si dovrà allegare la disponibilità dell’ente convenzionato. Se il giudice dovesse ammettere l’imputato alla prova:

  • sarà sospeso il procedimento per il tempo di durata della prova;
  • saranno sospesi i termini di prescrizione;
  • qualora l’esito del periodo di affidamento dovesse essere positivo, si verificherà l’estinzione del reato

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sospensione con messa alla prova

Che succede dopo la messa alla prova?

Ai sensi dell’articolo 464 septies del Codice di procedura penale, titolato Esito della messa alla prova, la legge prevede che:

1. Decorso il periodo di sospensione del procedimento con messa alla prova, il giudice dichiara con sentenza estinto il reato se, tenuto conto del comportamento dell’imputato e del rispetto delle prescrizioni stabilite, ritiene che la prova abbia avuto esito positivo. A tale fine acquisisce la relazione conclusiva dell’ufficio di esecuzione penale esterna che ha preso in carico l’imputato e fissa l’udienza per la valutazione dandone avviso alle parti e alla persona offesa.

2. In caso di esito negativo della prova, il giudice dispone con ordinanza che il processo riprenda il suo corso.

Nei casi in cui la messa alla prova abbia esito positivo, si verificherà l’estinzione de reato per il quale si procede, come previsto ai sensi dell’art. 168 ter cp, nel quale si prevede proprio che L’esito positivo della prova estingue il reato per cui si procede. L’estinzione del reato non pregiudica l’applicazione delle sanzioni amministrative accessorie, ove previste dalla legge.

Questo significa che potrebbero comunque essere applicate sanzioni quali la sospensione o la revoca della patente.

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Messa alla prova: tabella ore

La tabella delle ore di lavoro di pubblica utilità è stata fornita dal Ministero della giustizia, come precisato nella tabella di seguito.

Tipologia di contravvenzione o reatoOre lavori di pubblica utilità
FASCIA A): contravvenzioni punite con la sola ammendaDurata messa alla prova: da 15 giorni a 1 mese
Lavori di pubblica utilità: almeno 15 giorni, per un totale di 30 ore
FASCIA B): contravvenzioni punite con pena alternativa o congiunta o delitti puniti con la sola multaDurata messa alla prova: da 1 a 4 mesi
Lavori di pubblica utilità: almeno 30 giorni, per un totale di 60 ore
FASCIA C): delitti puniti con la reclusione non superiore a 2 anni Durata messa alla prova: da 4 a 6 mesi
Lavori di pubblica utilità: almeno 60 giorni, per un totale di 120 ore
FASCIA D): delitti puniti con la reclusione da 2 a 3 anni Durata messa alla prova: da 6 a 8 mesi
Lavori di pubblica utilità: almeno 90 giorni, per un totale di 180 ore
FASCIA E): delitti puniti con la reclusione da 3 a 4 anniDurata messa alla prova: da 8 a 12 mesi
Lavori di pubblica utilità: almeno 1200 giorni, per un totale di 240 ore
FASCIA F): delitti puniti con la reclusione superiore a 4 anniDurata messa alla prova: da 12 a 18 mesi
Lavori di pubblica utilità: almeno 180 giorni, per un totale di 360 ore

Messa alla prova minorenni

La procedura di messa alla prova potrà essere richiesta al Tribunale per i minorenni nell’ipotesi in cui un reato sia stato commesso da un minore. Si potrà richiedere per qualsiasi tipologia di reato, anche in presenza di precedenti penali:

  • nel corso di un’udienza preliminare;
  • durante un dibattimento.

Sarà dunque valutata la personalità del minore, al fine di comprendere il suo margine di spazio per il recupero sociale. Il processo sarà sospeso per 1 anno, oppure per un massimo di 3 anni nel caso dei reati di maggiore gravità.

Il reato viene estinto se nel corso della messa alla prova il minore non commette ulteriori trasgressioni e dimostra di avere volontà di cambiare, mentre la sospensione del processo sarà revocata e il minore giudicato in caso contrario.

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Cosa succede se si fallisce la messa alla prova?

Il procedimento di messa alla prova potrà essere revocato nel caso in cui:

  • si verifichi una grave o reiterata trasgressione al programma di trattamento o alle prescrizioni che sono state imposte, oppure il rifiuto alla prestazione del lavoro di pubblica utilità;
  • venga commesso un altro delitto non colposo o un reato simile a quello precedente, durante il periodo di prova.

La messa alla prova ha come conseguenza l’estinzione del reato, ma non delle eventuali sanzioni accessorie che ne sono derivate: per esempio, nel caso di guida in stato di ebbrezza, non saranno cancellate sanzioni quali la sospensione o la revoca della patente

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Messa alla prova – Domande frequenti

Quanto dura il periodo di messa alla prova?

Il procedimento di messa alla prova, che permette all’imputato di scontare il suo reato in modo diverso rispetto alla pena prevista, ha una durata minima di 2 mesi e massima di 2 anni.

Chi decide le ore di messa alla prova?

Le ore del procedimento di messa alla prova, che si potrà richiedere una sola volta, vengono stabilite dal giudice.

Quando viene negata la messa alla prova?

La messa alla prova è possibile soltanto per alcune categorie di reati: clicca per conoscere quali sono.

Che differenza c’è tra messa alla prova e lavori socialmente utili?

La messa alla prova è una procedura subordinata alla prestazione di un lavoro di pubblica utilità, che rappresentano una sostituzione alla pena inizialmente determinata dal giudice.

Quando si verifica l’estinzione del reato in caso di messa alla prova?

L’estinzione del reato avviene nel caso di esito positivo del procedimento con messa alla prova.

A chi non viene concessa la messa alla prova?

La misura della messa alla prova non si può applicare ai contravventori e delinquenti abituali, professionali e per tendenza. A volte viene concessa congiuntamente alla pena pecuniaria, altre volte in alternativa.

Quali sono i benefici della messa alla prova?

La messa alla prova, se svolta con esito positivo, comporta l’estinzione del reato. La messa alla prova, infatti, non è una condanna.

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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