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Si può subentrare in una casa popolare?

Chi può subentrare in una casa popolare? Scopri quali sono le regole e cosa succede quando muore l'intestatario di una casa popolare.

si può subentrare in una casa popolare
  • Il subentro nel contratto di edilizia residenziale pubblica (ERP) non è un processo automatico, ma richiede una verifica formale dei requisiti soggettivi del richiedente.
  • La domanda deve essere inoltrata all’ente gestore entro termini perentori, solitamente fissati in 12 mesi dal decesso o dall’abbandono dell’alloggio da parte dell’assegnatario.
  • Il mantenimento del diritto all’abitazione è strettamente legato al rispetto delle soglie di reddito ISEE e alla continuità della dimora abituale nell’immobile assegnato.

Il subentro in un alloggio di edilizia residenziale pubblica si verifica quando un componente del nucleo familiare prende il posto dell’assegnatario originario nel contratto di locazione.

Ai sensi dell’art. 43 cc, la residenza rappresenta il luogo in cui la persona ha la dimora abituale. Questa condizione è fondamentale: per richiedere il subentro, il familiare deve aver risieduto stabilmente e continuativamente nell’alloggio.

Le casistiche principali che permettono l’attivazione della procedura sono:

  • il decesso dell’assegnatario originario della casa popolare;
  • l’abbandono definitivo dell’alloggio da parte del titolare;
  • la separazione, il divorzio o la cessazione della convivenza more uxorio.

Se muore un genitore il figlio subentra in modo automatico?

Non esiste alcun automatismo nel passaggio della titolarità dell’alloggio. Sebbene il figlio abbia un diritto di precedenza, la pubblica amministrazione deve verificare che permangano i requisiti previsti dai bandi regionali. Se il figlio possiede redditi elevati o è proprietario di altri immobili, non potrà ottenere la voltura del contratto.

La legge vieta esplicitamente le residenze di comodo o fittizie utilizzate per ottenere agevolazioni fiscali o benefici abitativi. Per questo motivo, nei 45 giorni successivi alla richiesta, potrebbero essere effettuati controlli della Polizia municipale per accertare la reale convivenza.

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Quali sono gli altri parenti che possono subentrare?

Sebben il figlio sia il primo a poter usufruire della possibilità di subentro nella casa popolare del padre, la platea dei beneficiari è più ampia e si estende a tutti i componenti della cosiddetta famiglia anagrafica.

La legge considera parte del nucleo familiare i soggetti legati da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione o da vincoli affettivi. Oltre ai figli, possono quindi subentrare:

  • il coniuge o il convivente di fatto;
  • i nipoti e i genitori;
  • altri parenti o affini entro il terzo grado, purché già inclusi autorizzati nell’ampliamento del nucleo familiare.

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subentro casa popolare come funziona

A chi viene assegnata la casa popolare in caso di separazione?

In caso di crisi della coppia, la decisione sulla titolarità dell’alloggio spetta solitamente al Giudice. Il criterio guida non è il nome presente sul contratto, ma l’interesse dei figli minori o dei figli maggiorenni non ancora autosufficienti.

In genere:

  • l’alloggio viene assegnato al genitore collocatario dei figli;
  • il provvedimento del Giudice deve essere comunicato all’ente gestore per la voltura del contratto;
  • l’assegnatario che deve lasciare la casa perde ogni diritto di rientro futuro, salvo nuovi bandi.

Come si presenta l’istanza di subentro?

La procedura richiede la presentazione di un’istanza formale all’ente che gestisce il patrimonio immobiliare (come ALER, ACER o il Comune).

La documentazione necessaria include solitamente:

  • certificato di morte dell’assegnatario o dichiarazione di abbandono;
  • stato di famiglia storico che attesti la convivenza stabile prima dell’evento;
  • certificazione ISEE aggiornata per verificare il non superamento della soglia di decadenza, spesso fissata tra i 20.000 e i 30.000 euro a seconda della Regione;
  • dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui si attesta di non essere proprietari di altri alloggi idonei.

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come si subentra in una casa popolare

Quando ti possono togliere la casa popolare?

L’ente gestore può avviare la procedura di decadenza e il conseguente sfratto in presenza di gravi violazioni. I motivi più frequenti sono:

  • morosità nel pagamento del canone o delle spese condominiali superiori a una soglia definita (spesso 1.000 euro);
  • superamento dei limiti di reddito previsti per la permanenza;
  • sublocazione totale o parziale dell’alloggio a terzi;
  • compimento di atti illeciti o gravi disturbi alla quiete pubblica che rendano incompatibile la permanenza nel condominio.

Se cambio residenza perdo la casa popolare?

Sì, l’allontanamento ingiustificato comporta la perdita del diritto all’assegnazione. Poiché l’ERP è destinato a soddisfare un bisogno abitativo primario, la mancata occupazione dell’alloggio per un periodo superiore a quello stabilito dai regolamenti locali (solitamente 3 mesi o 90 giorni) determina la decadenza.

È bene ricordare che la residenza è il luogo dove si sceglie anche il medico di base e si esercita il diritto di voto. Spostare formalmente o di fatto la propria dimora abituale altrove segnala all’ente gestore che il bisogno abitativo è venuto meno.

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Maria Vittoria Simoni
Esperta di diritto penale
Neo laureata in legge, sogna di diventare un giorno magistrato. Nel frattempo, scrive per la redazione di deQuo, condividendo le sue conoscenze giuridiche online.
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