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Poste italiane riapre alla cessione del credito

Poste italiane ha messo a disposizione dei propri clienti un servizio di cessione del credito di imposta derivante dai bonus statali, in particolare dai bonus edilizi. Vediamo insieme quali sono i crediti che possono essere ceduti a Poste italiane.

poste italiane cessione credito
  • Poste italiane mette a disposizione un servizio per la cessione dei crediti di imposta maturati con i bonus edilizi, e non solo.
  • Possono usufruire del servizio gli originari beneficiari del credito di imposta, quindi non può essere impiegato da tutti coloro che sono titolari a seguito di una precedente cessione o sconto in fattura.
  • Poste italiane ha riattivato il servizio a partire dal 3 ottobre: potranno però usufruirne solo coloro i quali hanno un conto corrente BancoPoste.

Poste Italiane mette a disposizione dei propri clienti la possibilità di accedere ad un servizio di cessione del credito, per i crediti di imposta ottenuti usufruendo di Superbonus 110%, Ecobonus e altri bonus che elencheremo di seguito.

Il servizio è nuovamente attivo a partire dal 3 ottobre 2023; era, infatti, stato sospeso per aggiornare il sito, anche alla luce delle novità introdotte di recente dal legislatore.

Per accedere al servizio, tuttavia, è necessario essere clienti di Poste italiane, avere a disposizione uno SPID e una email da indicare nella procedura di presentazione della richiesta.

Nel seguente articolo ti forniremo tutte le informazioni necessarie per presentare richiesta a Poste italiane. Ti diremo anche quali crediti sono cedibili e a quali condizioni. Infine, indicheremo tutti i documenti che devono essere allegati sul sito Internet delle poste.

Crediti di imposta e Poste italiane

Poste Italiane ha comunicato la riapertura dei crediti di imposta per le persone fisiche che hanno già effettuato dei lavori nel proprio immobile, usufruendo delle condizioni agevolate previste dai vari bonus statali

La decisione, che conferma il sostegno costante di Poste Italiane alle famiglie e al sistema Paese, pare essere perfettamente in linea con le indicazioni del Governo – come precisato dalla stessa Poste – e riguarda unicamente le “prime cessioni”, per un tetto massimo di 50.000 euro

A far data dal 3 ottobre 2023, quindi, è nuovamente disponibile sulla piattaforma la possibilità di acquistare i crediti di imposta. Il servizio era stato sospeso affinché potesse essere aggiornato il sito in base alle modifiche apportate e in tema di procedure di controllo, elaborazione e acquisizione delle pratiche.

Dopo la riattivazione, potranno accedere alla procedura le persone fisiche che abbiano adempiuto ai relativi oneri, cioè alle c.d. prime cessioni. La società Poste Italiane procederà poi ad una valutazione della richiesta e deciderà se accettare o meno la relativa cessione del credito. Dunque, la richiesta non implica un’impegnativa in senso positivo della società.

Per quanto riguarda, poi, la comunicazione di cessione sul sito di Agenzia delle Entrate, deve essere effettuata solo dopo aver ricevuto l’accettazione contrattuale della proposta da parte di Poste Italiane, secondo quanto specificato di seguito.

LEGGI ANCHE Edilizia libera: cosa significa e quali attività vi rientrano

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Nuova cessione del credito con Poste Italiane

In passato, Poste italiane aveva già acquistato crediti d’imposta per un totale di 10 miliardi. Il nuovo credito d’imposta in arrivo da ottobre 2023 sarà, però, selettivo, in quanto riservato unicamente ai contribuenti persone fisiche

Come già anticipato, poi:

  1. sarà destinato unicamente alle prime cessioni;
  2. è stato fissato un tetto massimo pari a 50.000 euro

La nuova cessione del credito di Poste Italiane arriva in un momento particolare, ovvero quello il cui il Governo ha prorogato, per il periodo che va dal 30 settembre 2023 al 31 dicembre 2023, il Superbonus 110% per chi, alla data del 30 settembre 2022, avesse già raggiunto il 30% di completamento dei lavori

Approfondisci leggendo Dopo lo stop, la cessione del credito riparte: novità sullo sblocco a partire da giugno

Chi può chiedere la cessione a Poste italiane?

Il servizio di cessione del credito di Poste Italiane, come dicevamo nei precedenti paragrafi, è disponibile per le persone fisiche che siano titolare di un credito d’imposta e che abbiano provveduto ai relativi oneri, cioè le c.d. prime cessioni.

Non possono essere acquistati da Poste italiane i crediti che:

  • siano stati precedentemente trasferiti;
  • i crediti d’imposta maturati a seguito di sconto in fattura.

Tuttavia, questo servizio non è rivolto a tutti i cittadini, ma solo a coloro che siano titolari di un conto corrente BancoPosta.

Quali sono i crediti di imposta provenienti da bonus edilizi? Scoprilo leggendo: Bonus edilizi: cosa cambia e quali rimangono nel 2024?

Cessione del credito Poste italiane: come funziona

Il servizio è accessibile solo online, mediante le credenziali SPID, che possono essere ottenute da qualsiasi provider, non necessariamente da parte di Poste Italiane. Inoltre, Poste italiane effettua le comunicazioni via email, quindi dovrai necessariamente dotarti di una casella di posta elettronica. Lo stesso iter di presentazione della richiesta presuppone l’indicazione di un’email.

Ti consigliamo anche di controllarla spesso, perché i documenti e le informazioni vengono inviati solo con questa modalità. Ti potrebbe anche arrivare una richiesta di comunicazione di documenti, che devono essere inviati tempestivamente al fine della presentazione e successiva lavorazione della richiesta.

Per la cessione del credito d’imposta, Poste Italiane effettua specifici controlli sui documenti presentati che vengono forniti dal cliente.

LEGGI ANCHE Bonus edilizi: cosa cambia e quali rimangono nel 2024?

poste italiane cessione credito 2023

Quali crediti sono acquisibili con Poste italiane?

Poste italiane può procedere ad acquisire solo alcuni crediti, in particolare se il cedente si sia avvalso delle seguenti figure:

  • un intermediario fiscale riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate, per effettuare la trasmissione del “modulo di esercizio dell’opzione di cessione del credito d’imposta” all’Agenzia delle Entrate.
  • un asseveratore.

Il servizio di Poste Italiane è disponibile per:

  • cessioni presentate dai beneficiari originari del credito d’imposta (c.d. prime cessioni);
  • relativamente alle quote annuali fruibili a partire dal 2024;
  • con riferimento a crediti maturati a fronte di spese sostenute nel 2023 o a rate residue di spese sostenute negli anni precedenti.

Importi e bonus

L’importo cedibile è pari a 50 mila euro per cliente, anche tramite più cessioni. Tuttavia, l’importo massimo cedibile non può superare i 150 mila euro, comprensivi anche di precedenti procedure.

Possono essere ceduti:

Per approfondire l’argomento ti consigliamo anche di leggere: Superbonus e fondo indigenti: arrivano i contributi a fondo perduto

Cessione del credito: come usufruirne

Nei fatti, il credito d’imposta è un credito che si ha con lo Stato e che si può utilizzare per la riduzione delle imposte dovute annualmente. L’importo del credito può essere ceduto a diversi soggetti, come per esempio banche e intermediari finanziari. Per saperne di più, ti invitiamo a leggere la nostra guida sul funzionamento della cessione del credito

poste italiane cessione credito da quando

Cessione del credito Poste italiane: documenti da presentare

Al momento della presentazione della richiesta sul sito di Poste italiane, è necessario allegare i seguenti documenti:

  • copia dell’asseverazione dei lavori eseguiti cui fa riferimento il credito d’imposta con timbro professionale;
  • dichiarazione dell’asseveratore in merito all’effettivo svolgimento dei lavori ed alla congruenza degli stessi rispetto al valore dell’immobile, completa del timbro professionale;
  • copia della polizza assicurativa di R.C. professionale dell’asseveratore comprensiva della copia del suo documento di riconoscimento e del tesserino professionale;
  • contratti di appalto sottoscritti tra i soggetti che hanno realizzato i lavori ed il committente oppure contratti di prestazione d’opera con eventuale certificazione SOA se prevista;
  • titolo edilizio abilitativo degli interventi (es. CILA/CILAS/SCIA) oppure nel caso di interventi in regime di edilizia libera, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445;
  • notifica preliminare dell’avvio dei lavori all’azienda sanitaria locale, necessariamente con ricevuta di trasmissione, oppure nel caso di interventi per i quali tale notifica non è dovuta in base alla normativa vigente, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti tale circostanza;
  • autodichiarazione del cliente che attesti la sussistenza di tutti i requisiti di legge, pro tempore vigenti, per la spettanza della detrazione e per la cedibilità.

Per quanto riguarda gli interventi che comportano un’incidenza sull’efficienza energetica, la documentazione prevista dall’articolo 6, comma 1, lettere a) e c) del DM del 6 agosto 2020 è la seguente:

  1. relazione tecnica depositata presso il Comune di cui all’art. 8, comma 1, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 o un provvedimento regionale equivalente, obbligatoria per gli interventi che beneficiano delle agevolazioni di cui all’art. 119 del decreto rilancio, con la relativa ricevuta di deposito;
  2. APE (Attestato di Prestazione Energetica) nei casi e con le modalità di cui all’art. 7 del DM del 6 agosto 2020;
  3. oppure, nel caso di interventi per i quali uno o più dei predetti documenti non risultino dovuti in base alla normativa vigente, una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, resa ai sensi dell’articolo 47 del DPR 28 dicembre 2000, n. 445, che attesti tale circostanza.

Ti consigliamo anche di leggere: Ecobonus 100% redditi bassi: a chi si rivolge e come funziona

Crediti condominiali

Nel caso di interventi su parti comuni di edifici condominiali, servirà:

Potrebbe interessarti anche Reddito di riferimento Superbonus 90%: cos’è e come si calcola

Ulteriori documenti necessari

Inoltre, devono essere allegati:

  • la copia dei bonifici di pagamento da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che beneficia della detrazione e il codice fiscale o partita IVA del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato o, nei casi consentiti dalla legge, altre evidenze di pagamento;
  • la copia delle fatture, ricevute o altri documenti comprovanti le spese sostenute e un prospetto riepilogativo di quadratura con i bonifici;
  • la copia di documentazione che dimostri la capacità reddituale o patrimoniale del proponente la cessione del credito d’imposta con riferimento al costo dei lavori eseguiti (per esempio, cedolino o dichiarazione dei redditi dell’ultimo anno);
  • la copia di un documento attestante il diritto di proprietà o di godimento sull’immobile sul quale sono stati effettuati i lavori, cui fa riferimento il credito d’imposta che si propone di cedere a Poste Italiane (per esempio, visura catastale storica per la proprietà, contratto di locazione o comodato d’uso per il godimento).

Ti consigliamo anche di leggere: Quali documenti devono essere conservati?

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Tempistiche e controlli di Poste italiane

Poste italiane deve poi procedere a verificare la documentazione e il possesso dei requisiti per la cessione. Dovrà poi effettuare ulteriori controlli, in particolare;

  • controlli standard antiriciclaggio;
  • la presenza di segnalazioni in CAI (Centrale Allarme Interbancaria) rispetto all’emissione di assegni senza autorizzazione o senza fondi;
  • utilizzo improprio di carte di credito;
  • status attivo sul conto corrente.

L’esito negativo di questi primi controlli soggettivi impedisce l’accesso al servizio. Se, invece, tali controlli hanno esito positivo, quindi sono posseduti tutti i requisiti e sono presentate tutte le documentazioni, Poste italiane risponde positivamente alla cessione del credito d’imposto. Dopodiché, sarà effettuata la liquidazione del relativo corrispettivo direttamente sul conto corrente BancoPosta del cliente.

Il tempo medio per la procedura, in genere, è di tre mesi, salvo vi siano imprevisti, quindi siano richiesti tempi più lunghi per gli accertamenti. Per esempio, se l’Agenzia delle Entrate sottopone i crediti scaduti ad accertamenti, i tempi potrebbero dilatarsi significativamente. Infatti, è comunque previsto un controllo dell’amministrazione finanziaria prima che i crediti siano resi disponibili sulla piattaforma di cessione per l’accettazione da parte di Poste italiane.

Per approfondire l’argomento ti consigliamo anche: Frodi fiscali e Superbonus 110%: come funziona la truffa sulla cessione del credito

Cessioni crediti e Poste italiane – Domande frequenti

Chi può accedere al servizio di cessione del credito di Poste italiane?

Possono accedere al servizio di cessione del credito di Poste italiane solo i clienti di Poste italiane che hanno un conto corrente BancoPosta.

Qual è il limite massimo di crediti cedibili a Poste Italiane?

L’importo cedibile è pari a 50 mila euro per cliente, anche tramite più cessioni. Tuttavia, l’importo massimo cedibile sul sito di Poste non può superare i 150 mila euro, comprensivi anche di precedenti procedure.

In quanto tempo si conclude la procedura di cessione su Poste italiane?

Poste italiane, mediamente, impiega 3 mesi ad esaminare la richiesta di cessione del credito del cliente e procedere anche alla relativa liquidazione.

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Avv. Clelia Tesone
Avvocato civilista
Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente conseguito l’abilitazione alla professione di avvocato, a seguito dell’espletamento della pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord.
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