09 dic 2020
Diritto Penale

Reato di violenza privata

Cos'è il reato di violenza privata, come viene punito dalla legge e quali sono gli elementi costitutivi per i quali si configura.



L’articolo 610 del Codice Penale


Il reato di violenza privata trova disciplina giuridica nell’articolo 610 del Codice Penale, nel quale si legge che: “Chiunque, con violenza  o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni.

La pena è aumentata se concorrono le condizioni prevedute dall’articolo 339”.

Le circostanze aggravanti elencate nell’articolo 339 c.p. sono le seguenti:


In questi casi la pena prevista è la preclusione da 3 a 15 anni

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Elementi costitutivi del reato di violenza privata


Il bene giuridico tutelato è l’interesse dello Stato a garantire a ogni individuo la sua libertà morale, ovvero la facoltà di potersi autodeterminare senza condizionamenti esterni.

Viene quindi protetta la libertà psichica di qualsiasi individuo da comportamenti violenti o intimidatori che possano provocare una coartazione – diretta o indiretta – della sua libertà di volere o di agire

Il soggetto attivo di questa tipologia di reato può essere qualsiasi individuo: si tratta, infatti, di un reato comune che non richiede uno status particolare per poter essere commesso. Il soggetto passivo, invece, può essere soltanto una persona fisica. 

La violenza privata può riguardare non soltanto una persona ben precisa, ma anche una pluralità di individui o addirittura delle persone sconosciute: ne è un esempio il lancio di sassi da un cavalcavia. 

Non è stata ancora definita la configurabilità del reato nei confronti di persone prive della capacità di intendere e di volere, quali soggetti ubriachi o con un’infermità mentale, i quali non sarebbero in grado di recepire la lesione subita alla loro libertà morale. 

Il reato di violenza privata si prescrizione in 4 anni dal momento in cui è stato commesso.

Elemento oggettivo e soggettivo del reato


La violenza privata può essere considerata:

  1. un reato sussidiario, che si configura quando non è individuabile per un dato fatto una diversa qualificazione giuridica;
  2. un reato complesso, il cui elemento costitutivo è “una condotta che isolatamente considerata costituirebbe l’elemento materiale di un altro reato”.

Si tratta di un delitto istantaneo nel quale il soggetto che lo compie può servirsi al contempo, oppure in modo disgiunto, degli elementi materiali della minaccia e della violenza al fine di ottenere il suo obiettivo. Il reato è integrato se lo scopro viene raggiunto, altrimenti si configura soltanto il tentativo. 

L’elemento soggettivo del reato di violenza privata è il dolo generico, ovvero la volontà e la coscienza di convincere qualcuno a fare, tollerare o omettere qualcosa tramite violenza o minaccia. 

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Procedibilità


La riforma del processo penale ha introdotto alcune modifiche relative alla procedibilità del reato di violenza privata. Nel nuovo articolo 610 c.p. viene prevista la reclusione fino a 4 anni per “chiunque con violenza o minaccia costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa” ma soltanto nel caso di querela della persona offesa

Resta invece in vigore la procedibilità d’ufficio nei casi in cui siano presenti le condizioni aggravanti previste dall’articolo 339 c.p. e quando “il fatto è commesso a danno di minore o di persona in stato di infermità o deficienza psichica”.

Per questo reato può essere eseguito l’arresto in flagranza di reato e applicate le misure cautelari personali, ma non è consentito il fermo di un indiziato. 

Il nuovo articolo 162-bis c.p. ha inoltre previsto che tutti i reati procedibili a querela soggetta a remissione possono essere estinti tramite risarcimento del danno