Come ci si difende da false accuse di maltrattamenti in famiglia?
Quali sono le conseguenze delle false accuse di maltrattamenti in famiglia? Come ci si difende in questi casi? Ecco una guida completa, che illustra come devi agire, grazie anche all'aiuto di un avvocato penalista.
- Il reato di maltrattamenti in famiglia si ha quando chiunque sottopone un familiare a vessazioni fisiche o psicologiche in maniera abituale.
- La falsa denuncia presentata per maltrattamenti in famiglia non può essere ritirata, trattandosi di reato procedibile d’ufficio.
- Da false accuse di maltrattamenti in famiglia ci si può difendere nominando tempestivamente un avvocato penalista esperto in reati familiari.
Difendersi da false accuse di maltrattamenti in famiglia richiede un’azione tempestiva e strategica, focalizzata sulla raccolta di prove documentali e testimoniali per smentire l’abitualità delle condotte vessatorie. È importante chiedere immediatamente l’intervento di un avvocato penalista esperto in reati familiari per analizzare gli atti, proporre una memoria difensiva e dimostrare l’infondatezza delle denunce, spesso strumentali in separazioni conflittuali.
Se sei stato accusato ingiustamente di maltrattamenti in famiglia, ti invito a leggere con attenzione le righe che seguono, in cui ti spiego come puoi difenderti in queste situazioni.
Ti ricordo, inoltre, che, qualora avessi bisogno dell’aiuto di un legale, puoi contattare uno degli avvocati penalisti presenti su deQuo.
Cos’è il reato di maltrattamenti in famiglia e come è punito
I maltrattamenti in famiglia, la cui disciplina è contenuta nell’art. 572 c.p., costituiscono l’illecito che si configura quando un soggetto sottopone un familiare, convivente o persona sottoposta ad autorità a vessazioni fisiche o psicologiche abituali. La norma tutela l’integrità psicofisica della vittima e si applica anche a convivenze di breve durata.
Si tratta di un reato proprio, in quanto può essere commesso esclusivamente da un soggetto attivo che si trova in una relazione di parentela con la vittima. I maltrattamenti in famiglia sono anche un reato abituale, poiché caratterizzato dal protrarsi nel tempo di una serie di comportamenti vessatori che, considerati singolarmente, potrebbero anche non essere punibili, e che, invece, acquistano rilevanza penale proprio per effetto del loro ripetersi nel tempo.
Il delitto in questione è punito con la reclusione da 3 a 7 anni. La pena aumenta fino alla metà qualora il fatto venga commesso contro minori, donne in gravidanza o disabili, oppure se causa lesioni gravi o gravissime.
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Maltrattamenti in famiglia e falsa denuncia
Può succedere che la denuncia sporta nei confronti del presunto reo di maltrattamenti in famiglia risulti essere un pretesto per ottenere un vantaggio. Per esempio, una denuncia per il reato di cui all’art. 572 c.p. sporta dalla vittima pochi giorni dopo che quest’ultima abbia presentato un ricorso per la separazione giudiziale può essere uno strumento per assicurarsi condizioni di separazione più favorevoli.
In queste situazioni è possibile che ai presunti maltrattamenti non abbiano assistito testimoni, che manchino referti o che la deposizione della persona offesa sia contraddittoria e poco credibile. Lo scopo della difesa dell’imputato è quello di smontare l’accusa mediante la produzione di prove e attraverso il controesame della vittima così da smentirla o farla contraddire.
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Denuncia per maltrattamenti in famiglia: si può ritirare?
Può capitare che la vittima del delitto di maltrattamenti si penta di aver sporto denuncia contro il presunto reo di maltrattamenti.
È bene sapere che, in tal caso, la denuncia non può essere ritirata, dal momento che quello di maltrattamenti è un reato procedibile d’ufficio, per il quale il processo avrà luogo indipendentemente dalla volontà della persona offesa. Quest’ultima potrà, tuttavia, rendere nota nel corso del dibattimento l’avvenuta riappacificazione con l’autore del reato. Ciò, però, non impedirà al giudice di valutare la responsabilità del reo, e, eventualmente, condannarlo.
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Come difendersi da false accuse di maltrattamenti in famiglia?
Per difendersi da false accuse di maltrattamenti in famiglia è sempre necessario nominare immediatamente un avvocato penalista per smontare l’accusa. In questi casi poi è fondamentale raccogliere prove documentali (messaggi, testimoni, referti) e dimostrare l’assenza di abitualità. I maltrattamenti, infatti, richiedono una condotta abituale, pertanto occorre provare che si è trattato di episodi isolati, di un conflitto ordinario o, meglio, dell’inesistenza degli episodi denunciati.
Il professionista saprà guidarti, sin dalle indagini e anche nel corso i del processo penale, nella scelta della strategia difensiva più adatta. Nell’ipotesi in cui l’accusa risulti manifestamente infondata e dolosa, si può presentare querela per calunnia (art. 368 c.p.) e chiedere il risarcimento dei danni.
Poiché spesse volte le accuse arrivano nel corso di separazioni, è bene coordinare la difesa penale con quella civile per tutelare il diritto di visita dei figli.
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